Borso d'Este

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Marchesato di Ferrara
Este
Blason Nicolas III d'Este (1383 - 1441).svg

Alberto V
Niccolò III
Leonello
Borso
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Borso d'Este

Borso d'Este (141320 agosto 1471) fu un figlio illegittimo di Niccolò III d'Este, marchese di Ferrara, duca di Modena e Reggio, e della favorita del marchese, Stella de' Tolomei, nota anche con il nome di Stella dell'Assassino. Successe al fratello Leonello d'Este il 1º ottobre 1450 nei domini paterni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Borso il 18 maggio 1452 ricevette i feudi di Reggio e Modena dall'Imperatore Federico III come duca. Il 14 aprile 1471 il papa Paolo II lo nominò duca di Ferrara.

La sua politica fu sempre incentrata sul tentativo di espandere lo stato estense e di nobilitare la famiglia d'Este. In questa ottica va vista la sua volontà di ottenere il titolo ducale per i suoi possedimenti. In politica estera fu molto vicino alla Repubblica di Venezia e avverso sia a Francesco Sforza che alla famiglia dei Medici per vecchie ruggini che consistevano nel tentativo di Filippo Maria Visconti, ultimo duca di Milano della famiglia Visconti di far succedere un estense nella città lombarda. Questi dissidi portarono alla vana battaglia della Riccardina che non ebbe né vincitori né vinti.

Francesco del Cossa: affresco nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia (Ferrara): ciclio dei mesi, rappresentazione di aprile

La corte di Borso fu il centro della Scuola di pittura di Ferrara, cui appartengono Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti e Cosmè Tura. Nella tradizione successiva (come per esempio nell'Orlando Furioso dell'Ariosto) Borso venne visto come sovrano magnanimo e illuminato, soprattutto per il fatto di aver consentito al ramo legittimo degli Este (rappresentato da Ercole I d'Este in quanto figlio di Niccolò III e della sua terza moglie Ricciarda di Saluzzo) di tornare al potere; in realtà Borso era piuttosto avaro per quanto riguarda la cultura: celebre è l'episodio in cui Francesco del Cossa, uno degli autori degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia (Ferrara) chiese un compenso maggiore per le sue fatiche pittoriche, e sentendoselo negare da Borso se ne andò a Bologna a fondare la sua scuola pittorica. La fama di Borso come committente è legata alla famosa Bibbia, miniata da Taddeo Crivelli, una delle più alte opere di miniatura del Rinascimento italiano.

Borso d'Este non si sposò e non ebbe figli. Il successore fu il fratellastro Ercole I d'Este.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chiappini Luciano, Gli Estensi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Marchese di Ferrara Successore
Leonello 1450-1471 Ercole I
Predecessore Duca di Modena e Reggio Successore
Leonello 1450-1471 Ercole I

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