Boromakot

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Boromakot
Re di Ayutthaya
In carica 1733 –
1758
Predecessore Tai Sa
Successore Uthumphon
Nome completo (lingua thai สมเด็จพระเจ้าอยู่หัวบรมโกศ)
Nascita Ayutthaya, 1681
Morte Ayutthaya, maggio 1758
Casa reale Ayutthaya
Dinastia Ban Phlu Luang
Padre Sanphet VIII
Consorte 3 regine, tra le quali la principale fu Kromphra Thephamat, che gli diede i suoi successori Uthumphon e Ekathat
ebbe inoltre 15 mogli minori
Figli 123 di cui:
15 dalle regine
108 dalle altre mogli
Religione Buddhismo Theravada

Re Boromakot (in lingua thai: สมเด็จพระเจ้าอยู่หัวบรมโกศ), detto anche Somdet Phra Chaoyuhua Borommaracha Thirat III (in thai: สมเด็จพระบรมราชาธิราชที่ ๓, (1681Ayutthaya, 1758) , è stato il terzultimo sovrano del regno di Ayutthaya, nel Siam, l'odierna Thailandia.

Fu re dal 1733 al 1758, e questi 25 anni corrispondono all'ultimo periodo di splendore del regno, che sarebbe caduto nove anni dopo la sua morte a seguito della distruzione della capitale Ayutthaya da parte dei birmani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nato come principe Porn (Chao Fa Porn, lingua thai เจ้าฟ้าพร), era figlio del re Sanphet VIII, detto anche Phra Chao Suea (re Tigre). Il padre lo nominò "Comandante Minore" (Phra Bantoon Noi, lingua thai พระบัณฑูรน้อย), titolo equivalente a quello di Palazzo Dietro, la terza personalità del regno dopo lo stesso re ed il "Comandante Maggiore" (Phra Bantoon Yai), titolo equivalente a quello di Palazzo Davanti, spettante all'erede al trono.

Durante il regno del predecessore di Sanphet VIII, il re Phetracha, questi nominò "Palazzo Dietro" un normale cittadino, Nai Chobkojprasit, che in seguito, inviso al monarca, fu giustiziato. Fu questo il motivo che indusse Sanphet VIII ad introdurre i titoli di Bantoon Noi e Bantoon Yai, che furono usati per la prima ed unica volta nella storia della monarchia siamese. Il titolo di Bantoon Yai era appannaggio del fratello maggiore di Porn, il principe Petch, che succedette al padre e divenne re con il nome Tai Sa nel 1708. Di conseguenza Porn fu nominato Palazzo Davanti.

Tai Sa in seguito cambiò idea e nominò suo successore il figlio maggiore Naren causando le proteste di Porn, secondo la tradizione siamese in caso di morte del re il primo avente diritto al trono è il più vecchio dei suoi fratelli. Naren, che era in ottimi rapporti con lo zio, rifiutò l'offerta e si ritirò a vita monastica.[1] Tai Sa, in conflitto col fratello, nominò il secondo figlio Abhay suo erede e, dopo la morte del sovrano avvenuta nel gennaio del 1733, si scatenò una guerra civile.

La guerra civile e l'ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Abhay, spalleggiato dal fratello Pomaren e dal Primo Ministro, poteva contare su un esercito di 40.000 uomini contro i 5.000 di Porn, che però aveva il popolo dalla sua parte. Quando le sorti sembravano segnate in favore dei due fratelli, le truppe di Porn penetrarono nel palazzo reale con una sortita notturna e misero in fuga Abhay, Pomaren e le loro guardie, nello scompiglio che ne seguì l'esercito reale si disperse.[1]

Porn si fece subito incoronare re, secondo alcune fonti col nome Maha Thammaracha II,[1] secondo altre come Boromaracha Thirat III (come un altro re di Ayutthaya del XV secolo), passò comunque alla storia col nome Boromakot. La carneficina della guerra civile continuò con l'eliminazione dei suoi avversari, i fuggitivi vennero trovati e passati per le armi, e la stessa sorte subirono tutte le alte sfere dell'esercito e della corte reale.

Particolare del Wat Phra Ram di Ayutthaya, costruito in stile khmer

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado lo spargimento di sangue che accompagnò la sua investitura, il suo fu un regno di pace e fu giudicato uno dei più prosperi dell'età di Ayutthaya. Boromakot fu famoso per aver ravvivato la letteratura e l'arte siamese in genere. Riformò le leggi con equilibrio, tanto che alcune di esse sono tuttora considerate valide, fece ripopolare le zone depresse a seguito delle guerre, eliminò buona parte della criminalità, generò benessere e in tutti i settori della vita sociale si creò un grande fermento di idee propositive. I fasti della sua corte furono celebrati dai letterati del tempo. Anche se fece rispettare le sue disposizioni con severità fu considerato un monarca magnanimo.[2]

Fu stimolato in questi suoi sforzi dall'adozione da parte della nobiltà di quel tempo del testo sacro buddhista Akanya Sutta, secondo il quale il monarca illuminato deve continuamente dimostrare di meritare il titolo di re.[3] Fu anche un fervente religioso e fece ristrutturare molti templi antichi, da segnalare tra questi Wat Phra Si Sanphet, Wat Ratchaburana, Wat Phra Ram ed il Chedi Phu Khao Thong, e ne fece costruire di nuovi.

Nel 1753 re Kirtisiri di Sri Lanka, storicamente la patria del Buddhismo Theravada, richiese formalmente a Boromakot di inviare una missione al fine di riorganizzare l'assetto religioso del paese, devastato da un'invasione Tamil. Il sovrano inviò 15 dei migliori monaci di Ayutthaya; la spedizione durò tre anni ed ebbe un grande successo, in quell'arco di tempo furono ordinati 800 nuovi monaci e 2.000 novizi che entrarono a far parte del nuovo ordine religioso chiamato Syama Vansa, la scuola siamese del Sangha, che è tuttora uno dei principali ordini monastici in Sri Lanka.[4] Oltre ai templi Boromakot fece ristrutturare ed ampliare il palazzo reale, la cui Sala del Trono (Sanphet Prasat) fu distrutta dai birmani nel 1767, sarebbe stata ricostruita in seguito ricalcando fedelmente l'originale.

Nel 1740 nominò Palazzo Davanti e suo erede al trono il figlio maggiore, il principe e poeta Dharmmadhibet. Questi però ebbe una relazione con due delle concubine del padre, fu scoperto nel 1756 e messo a morte insieme alle amanti.[1] Boromakot scelse allora come successore il terzo figlio Duea, che sarebbe salito al trono con il nome di Uthumphon, pensando che il secondo figlio Ekathat, affetto da seri problemi fisici e psichici, non fosse in grado di regnare.[5]

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

La ricostruzione della Sala del Trono del Palazzo Reale di Ayutthaya

I commerci con l'estero incrementati, soprattutto quelli via mare con la penisola indiana. Boromakot fu un grande re per quanto riguarda la la cultura e l'economia, ma dal lato militare trascurò l'organizzazione dell'esercito. Dopo aver decimato buona parte dei generali e degli ufficiali ai tempi della guerra civile, non si preoccupò di creare una nuova generazione di guerrieri, anche perché non ingaggiò alcuna guerra e le nuove leve non avevano l'esperienza necessaria per fronteggiare eventuali emergenze.[2] Inoltre si rivelarono controproducenti le sue scelte diplomatiche nei confronti della vicina Birmania, nei cui conflitti interni favorì il nuovo re di Ava Alaungpaya, che riunificò il paese creando una formidabile armata temprata dalle battaglie.[1] Quando Boromakot morì nel 1758, la pressione dei birmani sulle frontiere del nord-ovest era diventata preoccupante.

Nel 1750 Boromakot inviò un esercito in Cambogia per neutralizzare l'infiltrazione dei vietnamiti, che avevano favorito la detronizzazione di re Ramathipadi III, un vassallo dei siamesi, e l'ascesa al trono di Satha II. Quando questi vide arrivare l'esercito di Ayutthaya, fece atto di sottomissione a Boromakot ed i soldati rientrarono in patria senza combattere.[1] Nello stesso anno i siamesi imposero l'ascesa al trono di Chey Chettha V al posto di Satha II.

La morte e la successione[modifica | modifica wikitesto]

Il sovrano morì nel maggio del 1758 dopo 25 anni di regno, lasciando in eredità al figlio Uthumphon un paese ben organizzato e dall'economia fiorente, anche se adagiato sugli allori dei progressi compiuti.[1] L'altro figlio Ekathat proclamò i suoi diritti al trono in qualità di fratello maggiore, costrinse Uthumphon ad abdicare dopo un solo mese di regno e fu a sua volta proclamato re. Avrebbe portato il regno alla rovina con una condotta dissoluta che agevolò la distruzione di Ayutthaya da parte degli invasori birmani nel 1767.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g William A.R Wood, da pag.229
  2. ^ a b c Mario Lorenzato, da pag. 116
  3. ^ (EN) A History of Thailand di C. Baker, C. J. Baker e P. Phongpaichit, su google books
  4. ^ (EN) Promsak Jermsawatdi: Thai Art with Indian Influences, pag. 36. (consultabile su Google Libri)
  5. ^ Ruangsilp Bhawan, pag. 203

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzato, Mario: La Thailandia, documento PDF su ebookbrowse.com
Predecessore Re di Ayutthaya Successore
Tai Sa
1709 - 1732
17321758 Uthumphon
1758