Borgo Val di Taro

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Borgo Val di Taro
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Borgo Val di Taro]]
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Borgo Val di Taro - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Parma
Coordinate: 44°29′0″N 9°46′0″E / 44.48333, 9.76667Coordinate: 44°29′0″N 9°46′0″E / 44.48333, 9.76667
Altitudine: 411 m s.l.m.
Superficie: 152,30 km²
Abitanti:
7.149 31-05-2007
Densità: 46,94 ab./km²
Frazioni: Banca, Barca, Barzana di Sotto, Baselica, Belforte, Bissaio, Boceto, Bozzi, Brattesini, Brunelli, Caffaraccia, Cà Franchi, Caprendino, Case Maroni, Casembola, Case Scodellino, Case Vighen, Casoni, Ca' Valesi, Cavanna, Cianica, Colombaia, Corriago, Costadasi, Frasso, Galla, Ghiare, Giacopazzi, Grifola, Il Mulino, Il Poggio, La Costella, Laghina, Lavacchielli, Le Spiagge, Magrano, Meda, Monticelli, Ostia Parmense, Poggio, Pontolo, Porcigatone, Pozzo, Roccamurata, Rovinaglia, San Martino, San Pietro, San Vincenzo, Tiedoli, Tolara, Tombone, Valdena, Valleto 
Comuni contigui: Albareto, Bardi, Berceto, Compiano, Pontremoli (MS), Valmozzola
CAP: 43043
Pref. tel: 0525
Codice ISTAT: 034006
Codice catasto: B042 
Nome abitanti: borgotaresi 
Santo patrono:  
Giorno festivo:  
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Borgo Val di Taro è un comune di 7.149 abitanti della provincia di Parma.

Indice

[modifica] Geografia

Borgo Val di Taro si trova in una conca circondata da colline lungo il corso del fiume Taro.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Borgo Val di Taro.

[modifica] Demografia

Abitanti censiti


[modifica] Storia

Nella romanità

La valle del Taro, in epoca preromana, era abitata dai Liguri velleiati. Con l’estendersi dell’occupazione di questi territori da parte dei Galli prima e dei Romani poi, i Liguri si attestarono nella Liguria propriamente detta dopo una strenua difesa sui monti dell’Alta Val Taro. La resistenza dei liguri velleiati fu vinta nel 157 a.C. dalle legioni romane al comando del proconsole Mario Fulvio Nobiliore, in uno scontro che avvenne, pare, attorno al monte Penna (m. 1735). Durante l’epoca barbarica la Valle del Taro fu occupata dai Longobardi fin dall’epoca dell’invasione in Italia o almeno dal regno di Agigulfo.

Nel medioevo

Tra il VIII e il X secolo anche nell’area dell’alta valle del Taro, così come in molte zone di transito, sorsero i monasteri benedettini detti regi perché beneficiavano delle donazioni imperiali. Questi monasteri avevano giurisdizione su vasti territori e proprio dal monastero di Bobbio, fondato da San Colombano, dipendeva Torresana, antico nome di Borgo Val di Taro. La corte di Torresana era uno dei più vasti e redditizi possessi del monastero bobbiense e fu divisa dai frati in 47 livellari dai quali la comunità benedettina percepiva redditi non solo dalle attività agricole e pastorali, ma anche dal transito di merci e persone tra la pianura padana e le città di Genova e Lucca. Intorno all’anno mille i Platoni, tra i più potenti livellari dell’Alta Valle del Taro, mal sorvegliati dal monastero di Bobbio, cominciarono a considerare le terre ed i proventi affidati loro in gestione, come beni proprii e a suddividerli tra gli eredi dai quali ebbero origine nuove famiglie che faranno la storia di Borgo Val di Taro e d’intorni. Un probabile imparentamento dei Platoni con i Malaspina favorirà l’espandersi di questa potente famiglia nel valtarese. I Platoni, Impossibilitati a controllare le terre di cui erano signori, nella prima metà del XII secolo, giurararono fedeltà e vassallaggio al Comune di Piacenza adottandone leggi e statuti che regoleranno la vita della comunità borgotarese anche nei secoli futuri. Burgus Vallistari, di parte guelfa rimane nell’orbita di Piacenza, anch’essa guelfa, fino al 1317 quando Galeazzo Visconti divenne signore di tutto il vescovado piacentino. Da quel momento è tutto un susseguirsi di signorie che esercitano il loro potere in nome del Duca di Milano o contro di esso: la Chiesa di Giovanni XXII, Francesco Scotti, Azzo Visconti, Borromeo dei Borromei, i Piccinini, i Landi. Nel XIII secolo fa la sua comparsa nel valtarese la potente famiglia genovese dei Fieschi che per tutto il ‘400 e il ‘500 contenderà alla famiglia piacentina dei Landi il potere sulla Repubblica di Borgo Val di Taro, lasciando evidenti segni di buon governo come attestano i numerosi capitoli tra i Fieschi e la Comunità di Borgo Val di Taro. I Fieschi abbandoneranno definitivamente il Borgo nel 1547 dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi contro la Repubblica di Genova (per la verità contro Andrea Doria) a cui parteciparono molti borgotaresi e pontremolesi.

In età moderna

Con i Fieschi fuori gioco, i Landi rientrarono in Borgo Val di Taro assumendo verso la nobiltà locale e la popolazione un atteggiamento vessatorio che portò alla loro cacciata il 23 febbraio 1578. Del fatto approfittò il Duca Ottavio Farnese che occupò il Borgo in aperto contrasto con l’imperatore. Nel 1636 truppe imperiali entrarono in Borgo Val di Taro e restituirono il borgo al Doria marito di Polissena Landi, ultima erede della famiglia. Su iniziativa del Papa Urbano VIII il Doria/Landi dovette restituire il borgo al duca Farnese nel 1646 e, da quell’anno, Borgo Val di Taro entrò nel Ducato farnesiano. I Farnese lasciarono a Borgo Val di Taro un buon grado di autonomia e, nonostante la perdita dell’aureola di principato posseduta con i Landi ed i Fieschi, la società borgotarese continuò a ben svilupparsi considerata la natura montuosa e poco accessibile del luogo. Continuarono a fiorire le arti mechaniche e liberali e si rafforzò una componente di nobiltà da sempre esistente, una nobiltà civica strettamente connessa con la detenzione e l’esercizio del potere cittadino. Nacque così quell’elite cittadina che costituì una classe sociale separata dalle altre, selezionata per prestigio e ricchezza e che comprendeva le famiglie dei Bertucci, Boveri, Capredasca, Cassio, Celio, Costamezzana, Costaerbosa, Fenaroli, Ena (o Hena), Leonardi, Manara, Menaglioto, Misuracchi, Piccenardi, Platoni, Rugali, Ruinaglia, Tardiani. Nel 1802 con la morte del Duca Ferdinando e passando suo figlio a governare l’Etruria, il Governo del ducato restò vacante. Ne approfittò Napoleone che introdusse le leggi francesi, pose il ducato nel dipartimento degli Appennini, sotto la prefettura di Chiavari e la sottoprefettura di Pontremoli.

Durante il Risorgimento

Dopo la sconfitta di Napoleone, Parma, Piacenza, Guastalla e quindi anche il Borgo, passarono sotto il governo di Maria Luigia. In queste zone fu dato grande impulso ai moti carbonari del 1821 e 1831 e furono tentati moti insurrezionali sotto il governo di Carlo II di Borbone, figlio di Maria Luigia costretto all’esilio durante la prima guerra d’indipendenza, ma rientrato a Parma dopo la sconfitta di Novara. Nel 1859 avvenne l’annessione dell’Emilia al Piemonte e da quel momento la storia di Borgotaro entra a far parte della storia nazionale.

Nelle ultime due guerre

Gli uomini di Borgotaro parteciparono alle due guerre inquadrati nelle divisioni di fanteria e soprattutto nei reggimenti alpini delle divisioni Julia e Tridentina seguendo le sorti di quei combattenti sulle vette del Carso o in terra di Russia. Dopo l’8 settembre del ’43 sui monti della Val Taro si organizzò un movimento di resistenza che vide impegnati partigiani, tedeschi e repubblichini di Salò in azioni di attacco e rastrellamento che insanguinarono la Valle; a quelle vittime si aggiunsero quelle dei bombardamenti alleati. Per la sua partecipazione all Guerra di liberazione, Borgo Val di Taro è stata insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare.

Visitando il Borgo si possono vedere: parte del castello (solo parte della torre), il monumento a Maria Luigia, la chiesa dei santi Antonino e Domenico (del XV secolo, successivamente restaurata), la sede della Comunità Montana (nell'edificio che ospitava l'ospedale), l'arco di Porta Farnese, palazzo Boveri (che fu di Maria Luigia d'Austria)ed il borgo medievale rimaneggiato in stile barocco

[modifica] Cultura

[modifica] Manifestazioni

Carnevale

[modifica] Feste, fiere e sagre

Fiera del Fungo Porcino - Fiera della castagna - sagra della madonna del carmine

[modifica] Cucina

La zona di Borgo Val di Taro è rinomata per i suoi pregiati funghi porcini che si fregiano del marchio I.G.P. (indicazione geografica protetta) della Comunità Europea.

Alcune importanti specialità gastronomiche sono: gli amor (dolcetti tipici della valle), piatti a base di funghi, cinghiale e polenta.

Una specialità gastronomica tipica di Borgo Val di Taro è la "torta d'erbe" da non confondere con l'erbazzone reggiano o con le altre torte cucinate nei paesi limitrofi. La ricetta della nostra è unica: erbette, sale, olio extravergine d'oliva, parmigiano reggiano, il tutto racchiuso da due sottili lembi di sfoglia fatta a mano. Una squisitezza,specialmente se gustata tiepida.

Gli "amor" (non amour) sono un dolce tipico non della valle ma solo di Borgo Val di Taro. È un eredità lasciata dai fratelli Steckli, rinomati pasticceri svizzeri che si stabilirono in paese in tempi lontani. Successivamente, uno dei fratelli si trasferì a Pontremoli ed è per questo motivo, che ancora oggi, si possono gustare questi deliziosi dolcetti anche in Lunigiana. Oggi la tradizione è continuata dalla famiglia Tagliavini che è subentrata nella gestione della pasticceria. Il sapiente Giovanni, figlio di Onelio, ha saputo fare tesoro della tradizione svizzera e ha ampliato il negozio diventando una delle enoteche più importanti di tutta la Provincia di Parma

[modifica] Sport

[modifica] Ciclismo

L'8 giugno 1993 la 16^ tappa del Giro d'Italia 1993 si è conclusa a Borgo Val di Taro con la vittoria di Fabio Baldato.


[modifica] Basket

Borgo Val di Taro vanta una prestigiosa tradizione cestistica. L'A.S. Valtarese Pallacanestro è infatti una delle più antiche società cestistiche a livello nazionale, e vanta gloriosi trascorsi in serie A. Anche a livello femminile la tradizione cestistica valtarese è mantenuta particolarmente viva, con il B.C. Valtarese 2000 che milita attualmente nel campionato nazionale di Serie A2 e si è aggiudicato diversi titoli nazionali giovanili.

[modifica] Calcio

Le salcio di Borgo Val Di Taro sono due:

A.S.D. Valtarese Calcio che nella stagione 2006/2007 ha disputato, per la prima volta nella sua storia, il campionato regionale di Eccellenza dell'Emilia Romagna. Il campo di gioco è il campo "Luigi Bozzia". Nella stagione 2007/2008 A.S.D. Valtarese Calcio disputa il campionato di Promozione dell'Emilia Romagna in seguito alla retrocessione nella precedente stagione sportiva.

S.S.D. Borgotaro Calcio che nella stagione 2007/2008 disputa per il quarto anno consecutivo il campionato regionale di Prima Categoria dell'Emilia Romagna. Il campo di gioco è il campo "Bruno Capitelli".

[modifica] Trasporti e vie di comunicazione

[modifica] Strade e autostrade

Lungo l'autostrada A 15 Parma-La Spezia si trova lo svincolo di Borgotaro, che però in realtà sorge presso la località Ghiare di Berceto ed è distante alcuni chilometri dal paese.
Il centro abitato è attraversato dalla Strada Statale 523 del Colle di Centocroci che collega Berceto con la Riviera Ligure.

[modifica] Ferrovie

Il paese è dotato di una stazione ferroviaria lungo la linea Parma-La Spezia, conosciuta anche come Pontremolese.

[modifica] Gemellaggi

Borgo Val di Taro è gemellata con:

[modifica] Personaggi noti

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Salvatorangelo Oppo (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0525 921711
Email del comune: s.oppo@comune.borgo-val-di-taro.pr.it

[modifica] Onorificenze

Il Comune di Borgo val di Taro è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con la seguente motivazione:[1]

« Il territorio delle Alte Valli del Taro e del Ceno, zona di particolare importanza strategica a ridosso della "Lonea Gotica", divenne sin dal settembre 1943, culla della resistenza e centro di coordinamento politico-militare contro il nazifascismo.Le "Bande Partigiane", subito costituitasi in formazioni organiche, coadiuvate dalle popolazioni, si batterono con inusitato valore e determinazione, dandosi, una prima volta nel giugno 1944, un’amministrazione democratica e libera stampa contro di cui si scatenarono la ferocia e la rappresaglia nemiche, lasciarono ovunque lutti e rovine, nonostante l'eroica resistenza armata. Tutto ciò non valse a piegare le popolazioni che continuarono a mantenere accesa la resistenza all'invasione sino alla liberazione e che, con dura e sanguinosa lotta delle forze partigiane, si sottrassero definitivamente al giogo straniero concorrendo a fermare la ritirata dei numerosi reparti nemici che cercava scampo nella Valle Padana ed a determinare la resa. Borgo Val di Taro, febbraio 1944 - aprile 1945. »


[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


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