Borgo di Corliano

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Borgo di Corliano (ex granaio)
Borgo di Corliano (ex granaio)

Il Borgo di Corliano si trova nei pressi della Villa di Corliano e della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo nel comune di San Giuliano Terme (provincia di Pisa) lungo la Via Æmilia Scauri poi Via Julia Augusta ed infine Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero. È molto simile ad una mansiones romana ed era lungo il cosiddetto Itinerarium burdigalense.

Corianus, Corlianus, Corillianus, Coriolanus, Corliano ricorda la gens Cornelia e proviene da corius/corium (intonaco, crosta) nel significato di terra dura, coriacea. Il nome nelle citazioni si modifica spesso: la forma primitiva è corlianus (terra di cornioli) ed identifica una pianta selvatica dai piccoli frutti commestibili di sapore leggermente asprigno ma potrebbe anche essere una forma medioevale usata come Fundus Corianus (terra di curia). Corlianus è il titolo di una tragedia in cinque atti del drammaturgo britannico William Shakespeare sulla vita di un eroe romano.

Il borgo è citato negli "Statuti" del Comune di Pisa e nelle "Croniche" di Giovanni Sercambi come "Castrum" e denominato "Guardia di Corliano", nelle vicinanze della torre di Rigoli e di Colle Mucchieto. Questo rende molto probabile il riferimento a un punto di passaggio strategico (ponte, guado) sull'antico percorso della strada che da Lucca conduceva a Pisa, superando il fiume Serchio (Auser): nel medioevo, infatti, guardia è termine usato per indicare un'area sottoposta a particolare sorveglianza per il suo rilievo strategico.

[modifica] Storia

Borgo di Corliano (fornace del XV secolo)
Borgo di Corliano (fornace del XV secolo)

I primi documenti farebbero risalire le comunità di Rigoli e Corliano ad insediamenti di epoca romana a partire dal III secolo a.C. e non mancano strutture ancora relative all’epoca romana quale l'acquedotto di Caldaccoli (Calidae Aquae) e probabilmente l'acquedotto di Corliano con le sue piscine limarie (Conserva di Corliano) e la sua fistula acquaria in terracotta ancora oggi funzionante. Strabone descrive il territorio di Rigoli e Corilliano (Corliano) nel 6 d.C. come molto fertile, dotato di numerose cave e diviso nei luoghi di monte (Malpietra, Lavarana, Pertusa, Mucchieto) e nei luoghi di piano (Pungelupi, Petriccio, Lauro, Saliceto, Guzzano, Cusano Terminaldo e Redre). L’invasione dei Goti e successivamente quella dei Longobardi nel 574 d.C. provocarono l’abbandono delle campagne e bisogna aspettare una permuta del 24 ottobre 884 a favore della Curia di Lucca ed un diploma del 1001 dell’imperatore Ottone III al marchese Ugo di Toscana per trovare nuovamente indicato il toponimo di Corliano. Nel 1089 Enrico IV concede a Ugone Visconti le corti di Pappiana, Rigoli e Corliano, la selva di San Lussorio (oggi conosciuta come parco di San Rossore), la fossa Cuccia (oggi conosciuta come fiume morto) e tutta la palude di Stagno. Nel 1126 il Borgo risulta in possesso dei figli di Schiero II° Visconti di Gallura, rappresentanti degli Obertenghi a Pisa, e dal 1167 al 1233 i diritti sulla Guardia di Corliano sono a favore del Capitolo della Cattedrale di Pisa; nel 1245 il Capitolo concede il possesso della Guardia di Corliano ai Rigolesi. Nel 1280 risulta possesso di Nino Visconti ed è menzionata nell’Epistolario di Coluccio Salutati perché avrebbe ospitato John Hawkwood, comandante della Compagnia Bianca al soldo dei pisani, nel 1364. Nel 1397 la Guardia di Corliano insieme alle torri di Colle Mucchieto e di Rigoli furono combattute da Giovanni Colonna al comando di mille cavalieri e 170 lancie lucchesi ed il borgo fu conquistato da Bertoldo Orsini, conte di Pitigliano, con l'uccisione dei suoi difensori nel 1404, quando questi riuscì a cavalcare fino alle porte di Pisa, sperando quasi di occupare la città.

Dopo la conquista fiorentina di Pisa nel 1406 il territorio diventa proprietà degli Spini di Firenze, famiglia di mercanti e banchieri, proprietari dell'omonimo palazzo fiorentino, antistante il Ponte Santa Trinita. Il “castrum” diviene “casalis” ed il notaio Pietro di ser Andrea de' Macarii registra l'atto di compravendita il 17 giugno 1536 (stile fiorentino) con “castrum olim, nunc casalis” , invece di indicarlo come abbandonato. La tenuta, acquistata da Pietro di Niccolao della Seta, viene trasformata nell'attuale borgo della omonima fattoria ricostruendo un'antica fornace, ancora oggi esistente, attestata già dal XV secolo nelle carte di archivio della famiglia Agostini Venerosi della Seta.

Borgo di Corliano (frantoio - foto del 1901)
Borgo di Corliano (frantoio - foto del 1901)


Nel 1873 William Paget Jervis descrive la presenza di una cava di oligisto, varietà di ematite in cristalli distinti neri lucenti, nelle vicinanze del Borgo di Corliano. Nell'aprile del 1944 vi stazionarono reparti della Fallschirm Panzer Division Hermann Göring. Il borgo è stato ceduto da Ferdinando Agostini Venerosi della Seta alla fine degli anni ottanta del XX secolo ed attualmente conta circa 150 residenti.

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