Boraginaceae

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Boraginaceae
MyosotisAlpestris-overv.jpg
Myosotis alpestris E.W.Schmidt
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Lamiales
Famiglia Boraginaceae
Juss., 1789
Generi
  • Vedi testo

La famiglia delle Boraginaceae, Juss. 1789, è una famiglia relativamente ampia comprendente 95 generi con circa 2000 specie delle quali la maggior parte erbacee, ma vi si possono trovare anche specie arbustive, lianose, rari alberi (gen. Cordia).
Diversi generi sono coltivati come ornamentali ad es. Heliotropium, Mertensia, Myosotis, Pulmonaria, Echium. Parecchie specie hanno valore medicinale, da altre si estraggono dei coloranti.
Pur presentando una maggiore distribuzione nella regione mediterranea, la famiglia è presente in tutte le aree temperate e subtropicali, è meno frequente nelle regioni temperato-fredde e tropicali, diventa rara nelle regioni artiche.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

I fusti sono generalmente coperti da peli ruvidi che ritroviamo anche sulle foglie e sulle infiorescenze.

Le foglie sono generalmente alterne, semplici, di solito intere, senza stipole e, come i fusti, spesso ispide per la presenza di peli formati da cellule calcarizzate, o di setole con, o senza, tubercoli basali, per cui si presentano molto ruvide e aspre al tatto, con qualche eccezione come il genere Cerinthe che ha foglie glabre.

Le infiorescenze, molto caratteristiche, consistono normalmente di una o più cime, scorpioidi o elicoidi, che si svolgono progressivamente man mano che procede la fioritura.

I fiori sono di vario colore: azzurro, blu, giallo, rosa, porpora, bianco; a volte, appena sbocciati sono porpora o rosei e diventano, a fecondazione avvenuta e se i loro pigmenti sono antocianici, azzurri o violacei per effetto della variazione del pH nel contenuto delle cellule. Generalmente sono di forma regolare, con qualche eccezione (Echium), bisessuali, pentameri. I sepali, dentati o lobati, possono essere liberi o congiunti alla base, qualche volta di diversa grandezza, generalmente persistenti e a volte accrescentesi dopo l'antesi. La corolla è variamente conformata nelle diverse specie: tubulosa (Cerinthe), campanulata (Anchusa, Lappula), rotata (Borago, Myosotis), tubuloso-campanulata (Symphytum, Onosma), infundibuliforme (Cynoglossum, Nonea, Pulmonaria), è irregolare in Echium e qualche altro genere. Il tubo corollino è spesso fornito di appendici ( scaglie, ciuffi o linee di peli, invaginazioni) alla fauce e qualche volta ha un anello di peli o membranoso alla base. L'ovario supero, è formato da due carpelli fusi formanti due loculi o spesso quattro a causa di falsi setti. L'unico stilo può essere ginobasico o terminale, di solito semplice o con l'apice a due o, in qualche genere, a quattro lobi. L'androceo è isostemone, gli stami sono inseriti, sul tubo della corolla, in posizione diversa, nelle diverse specie, rispetto alla parte mediana. In Echium vi è qualche lieve differenza tra gli stami, in Borago hanno un cornetto connettivale dietro l'antera così che, l'avvicinarsi degli stami contro lo stilo, impedisce l'accesso al fondo della corolla. Esistono casi di eterostilia (Pulmonaria). I fiori sono prevalentemente impollinati da insetti, qualche specie, come Borago e Symphitum, viene impollinata dalle api.

Il frutto è costituito da quattro, di rado due, nucule ( eccezionalmente da 1 o 3 per aborto) o può essere una drupa (Cordia).

I semi possono essere con o senza endosperma e con l'embrione curvo o diritto.

La disseminazione è spesso favorita dalla presenza di aculei sulla superficie delle nucule (Cynoglossum, Lappula) o per effetto dei calici ispidi e accrescenti (Asperugo) che si attaccano al vello degli animali (zoocoria); altre volte è affidata alle formiche (mirmecoria) attratte dalla presenza di elaiosomi (Symhytum, Anchusa, Borago).

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia può essere divisa in due sottofamiglie:

  • Heliotropoideae, con stilo terminale semplice o bifido recante un disco di peli vicino alla punta; frutto formato da 4 nucule o drupaceo; seme con endosperma (Heliotropium, Cordia);
  • Boraginoideae, con stilo ginobasico; frutto formato da due o quattro nucule separate.

Quest'ultima sottofamiglia viene ulteriormente divisa in cinque tribù basandosi su caratteri dello stilo e del frutto, e sulla simmetria della corolla:

  • Fiori attinomorfi:
    • Cynoglosseae: base dello stilo più o meno conica; punta delle nucule non sovrastante il punto di attacco (Omphalodes, Cynoglossum);
    • Eritricheae: base dello stilo più o meno conica, punta delle nucule sovrastante il punto di attacco (Eritrichium, Echinospermun);
    • Boragineae: base dello stilo piana o leggermente convessa, nucule con area di attacco concava (Sympytum, Borago, Anchusa);
    • Lithospermeae: base dello stilo piana o leggermente convessa, superficie di attacco delle nucule piana (Myosotis, Lithospermum);
  • Fiori a volte zigomorfi:

Secondo la classificazione di Cronquist, la famiglia è inclusa nell'ordine Lamiales.

Generi presenti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

I generi di questa famiglia presenti in Italia sono:

Determinazione[modifica | modifica wikitesto]

Non poche sono le difficoltà che si incontrano nella determinazione di esemplari allo stato fresco, questo in quanto i vari generi si distinguono in base a dei caratteri non sempre molto evidenti (peli), non sempre presenti all'atto della raccolta (aspetto delle nucule), o che si perdono durante l'essiccazione (colore della corolla). Le difficoltà divengono più ardue qualora si deve procedere alla determinazione di materiale d'erbario in quanto, in questo caso, un'accurata determinazione può essere effettuata solo in presenza di esemplari che si presentino integri, mentre di solito non lo sono sia perché all'atto della raccolta non erano in piena antesi o non ancora fruttificati, sia perché non sempre è stata raccolta la pianta nella sua interezza, ma solo poche cime e qualche foglia, sia perché il procedimento adottato per la conservazione è stato poco idoneo o del tutto approssimativo. In questi casi si è allora costretti a procedere non più per analisi diretta, ma per comparazione con altri esemplari oppure basandosi sull' esperienza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna 1982. ISBN 88-506-2449-2
  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et Alii, Flora Europea, Cambridge University Press 1976. ISBN 0-521-08489-X
  • A. Fiori, “La nuova flora analitica d'Italia”, 3a ristampa anastatica Edagricole, Bologna 1984. ISBN 88-206-0860-X

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