Boogie Nights - L'altra Hollywood

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Boogie Nights - L'altra Hollywood
Boogie Nights.JPG
Dirk Diggler (Mark Wahlberg) in una scena del film
Titolo originale Boogie Nights
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1997
Durata 156 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico
Regia Paul Thomas Anderson
Soggetto Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura Paul Thomas Anderson
Produttore Lloyd Levin, John S. Lyons, Paul Thomas Anderson, JoAnne Sellar
Produttore esecutivo Lawrence Gordon
Casa di produzione New Line Cinema, Lawrence Gordon Productions, Ghoulardi Film Company
Distribuzione (Italia) Cecchi Gori
Fotografia Robert Elswit
Montaggio Dylan Tichenor
Musiche Michael Penn
Scenografia Bob Ziembicki
Costumi Mark Bridges
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Boogie Nights - L'altra Hollywood (Boogie Nights) è un film del 1997 scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, con Mark Wahlberg, Burt Reynolds, Julianne Moore, Heather Graham, John C. Reilly e Philip Seymour Hoffman.

La pellicola narra l'ascesa e il declino di un giovane attore pornografico nella California a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta. Nonostante la storia sia fittizia, il film si ispira a vicende realmente vissute da diverse pornostar dell'epoca, in particolar modo dal celebre John Holmes (che viene, tra l'altro, citato dallo stesso protagonista in una scena del film).

Trama[modifica | modifica sorgente]

San Fernando Valley, 1977. Il regista pornografico Jack Horner nota, in un locale notturno, un lavapiatti diciassettenne di nome Eddie Adams. Agli occhi di Horner, Eddie ha tutte le carte in regola per diventare qualcuno. L'ennesima lite con la madre alcolizzata convince definitivamente Eddie a fuggire dalla sua squallida esistenza per tentare la strada della celebrità. Il giovane è ben cosciente della sua prestanza fisica e delle sue notevoli doti amatorie (in virtù, soprattutto, del fatto di avere un pene dalle dimensioni decisamente fuori dal comune), e proprio per questo decide di entrare nel mondo della pornografia, accettando quindi l'invito di Jack che gli illustra le sue idee. Il regista sogna di elevare il suo mestiere ad una forma d'arte: vuole fare film "veri" con una trama che coinvolga lo spettatore fino alla fine della storia.

Il giovane fa ben presto la conoscenza della troupe che gravita attorno alla figura di Jack: gli attori Buck Swope, cowboy afro-americano con la passione per l'elettronica, Reed Rothchild, il classico simpaticone (e con il quale Eddie instaurerà una sincera amicizia), Amber Waves, divorziata e con un figlio, schiava della droga, la disinibita Rollergirl ed il "cioccolatino fondente" Becky Barnett; ed il cast tecnico composto dal frustrato Little Bill, l'aiuto-regista di Jack, dal direttore della fotografia Kurt Longjohn e dal timido e represso Scotty J., il tecnico del suono. Eddie inizia a frequentare le feste che si tengono nella villa di Horner e a conoscere la gente che conta. Su consiglio del produttore, noto come il "Colonnello", Eddie decide di adottare uno pseudonimo che faccia colpo e sceglie Dirk Diggler. L'esordio di Dirk davanti alla macchina da presa è fenomenale, gli bastano due soli film per diventare uno dei pornoattori più noti. È il 1978 e la serie porno-poliziesca di Brock Landers, di cui Dirk è protagonista e co-ideatore assieme allo stesso Horner, ottiene grande successo e la fama ed i soldi aumentano sempre più. Alla festa del capodanno 1980 il produttore Floyd Gondolli parla a Jack delle strategie future: la cinematografia pornografica è in declino, il futuro è nelle videocassette, meno costose della pellicola e capaci di coprire una fetta più ampia di pubblico; a Jack però il progetto non piace e, pertanto, se ne tira fuori. A fine serata Little Bill, esasperato dai continui tradimenti della moglie, l'assassina insieme al suo amante per poi suicidarsi con un colpo di pistola in bocca davanti a tutti gli invitati.

Anche se nei primi anni ottanta la fama di Dirk sembra resistere, le cose iniziano a cambiare: il "Colonnello" viene arrestato per pedopornografia e Jack scopre un nuovo giovane promettente che rischia di offuscare Dirk, il quale è sempre più dipendente dalla cocaina. Qualcosa si è rotto e dopo una furibonda lite Jack licenzia Dirk, cacciandolo dal set. È l'inizio della parabola discendente: Dirk e Reed cercano di intraprendere un'improbabile carriera da musicisti, Amber e Rollergirl sfogano le loro frustrazioni nella droga, Buck tenta senza successo di ottenere un prestito bancario per aprire un suo negozio di Hi-Fi e Jack si trova ormai costretto a girare su cassetta, mettendo quindi da parte il suo sogno di dare una dignità artista al cinema a luci rosse. Nel 1983 le cose sembrano toccare il fondo quando Jack e Rollergirl aggrediscono un ragazzo dopo essere stati insultati durante le riprese di un video, Amber si vede negare la possibilità di vedere suo figlio perché accusata dall'ex-marito di non essere una persona responsabile e Dirk, ormai costretto a prostituirsi, anche con gli uomini, viene brutalmente picchiato da un gruppo di teppisti omofobi.

Una notte, Dirk e Reed vengono coinvolti da Todd Parker, uno spogliarellista amico di Reed, in una truffa ai danni del narcotrafficante Rahad Jackson, consistente nel vendergli una falsa partita di eroina; l'affare, naturalmente, va a monte, con Todd ucciso a colpi di fucile dallo stesso Jackson e Dirk e Reed salvi per miracolo attraverso una repentina fuga. Ormai solo e disperato, Dirk si presenta di nuovo a casa di Jack: il regista accetta le sue scuse e viene di nuovo accolto in seno a quella strana "famiglia" allargata. Siamo nel 1984, molte cose sono cambiate, ma davanti allo specchio, prima di andare in scena, Dirk continua a ripetere a se stesso di essere una grande stella luminosa.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il soggetto del film è ispirato ad un mockumetary, intitolato The Dirk Diggler Story, realizzato dallo stesso Anderson nel 1988.
  • Nell'ultima scena del film viene inquadrato un pene di inverosimili dimensioni all'inguine di Dirk Diggler. Sebbene il pene in questione fosse una protesi di gomma, subito dopo l'uscita del film i fan hanno subissato Mark Wahlberg di domande riguardo al fatto se fosse o meno reale[1].
  • Il film è dedicato ad Ernie Anderson, padre del regista, e all'attore Robert Ridgely, che nel film interpreta il ruolo del "Colonnello", entrambi morti di cancro quello stesso anno.
  • L'attore pornografico Ron Jeremy ha partecipato al film come consulente per le scene di sesso.
  • La discussa scena finale, in cui il personaggio interpretato da Wahlberg allo specchio si prepara per un film facendo un dialogo con sé stesso allo specchio, è un tributo al monologo finale di Toro scatenato di Martin Scorsese, in cui Jake LaMotta, interpretato da Robert De Niro che per quel ruolo vinse l'Oscar al miglior attore, parla allo specchio. Scorsese è, infatti, un regista che ha molto influenzato Anderson, anche nell'utilizzo di lunghi piani sequenza come quello, girato in un locale, che c'è all'inizio del film e che ricorda vagamente una scena analoga in Quei Bravi Ragazzi che si svolge nelle cucine di un ristorante di lusso. Un altro elemento comune alla due scene è che, dopo il monologo, in entrambi i casi i due personaggi cominciano a dare pugni all'aria, auto-incoraggiando sé stessi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Mark Wahlberg, nndb.com. URL consultato il 9 settembre 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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