Bomilcare (IV secolo a.C.)

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Bomilcare (... – 308 a.C.) è stato un condottiero e politico cartaginese.

Era nipote di Giscone e cugino di Amilcare II. Guidò le forze cartaginesi contro Agatocle di Siracusa, quando, dopo l'assedio della città ordinato del re di Cartagine, decise nel 310 a.C. di attaccare i cartaginesi direttamente in Africa. Bomilcare non riuscì a contrastare l'avanzata dei siracusani, che iniziarono a ricevere aiuti dalle città tributarie ostili a Cartagine. Avendo successivamente appreso della morte di suo cugino in Sicilia, Bomilcare ne approfittò per farsi riconoscere il diritto di successione e governare Cartagine dal 309 al 308 a.C., anno in cui con l'aiuto di cittadini cartaginesi e mercenari stranieri tentò di costruire un'autocrazia per restaurare la monarchia assoluta, come era stata la colonia fenicia in precedenza; già dal 480 a.C., dopo la morte di Amilcare I, la monarchia cartaginese perse molti dei suoi poteri a favore del Consiglio aristocratico degli Anziani. Il piano di Bomilcare fallì a causa del tradimento dei suoi seguaci, indotti dal Senato Cartaginese a disertare in cambio del perdono. A quel punto Bomilcare, privo di sostenitori e accusato delle continue sconfitte contro Siracusa, fu catturato e crocifisso[1]. Il fallimento del colpo di stato portò Cartagine a diventare di fatto una repubblica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Diod. XX. 43, 44 ; Giustino, XXII. 7
Predecessore Re di Cartagine Successore
Amilcare II 309 a.C.-308 a.C. repubblica