Bombardamenti di Foggia del 1943

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Bombardamenti di Foggia
Parte della Campagna d'Italia
Foggia distrutta.jpg
Data 1. 28-30-31 maggio 1943

2. 21 giugno 1943
3. 15 luglio 1943
4. 22 luglio 1943, alle ore 9:43 e nei minuti successivi
5. 16 agosto 1943
6. 19 agosto 1943, dalle ore 12:00 alle ore 14:30
7. 24 agosto, di notte e 25 agosto 1943, di mattina
8. 9 settembre 1943

9. 17-18 settembre 1943
Luogo Foggia e dintorni
Tipo Bombardamento aereo strategico
Obiettivo Danneggiare le forze fasciste installate sul territorio per invaderlo, ma anche distruggerne la stazione ferroviaria per evitare che arrivassero rinforzi alle truppe italiane che combattevano contro gli stessi Alleati in Sicilia per fermare l'invasione dell'isola
Forze in campo
Eseguito da Regno Unito Regno Unito
Ai danni di Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Italia
Forze attaccanti 22 luglio 1943: 40 Aerei "Fortress" e 50 Aerei da mitragliamento della Royal Air Force
19 agosto 1943: oltre 100 Aerei da bombardamento
Bilancio
Perdite civili
  • 28-30-31 maggio 1943: 462 morti e 3-4 feriti
  • 21 giugno 1943: 91 morti
  • 15 luglio 1943: 1293 morti
  • 22 luglio 1943: 7643 morti
  • 19 agosto 1943: 9581 morti e oltre 600 feriti
  • 24-25 agosto 1943: 971 morti
  • 9 settembre 1943: 21 morti
  • 17-18 settembre 1943: 179 morti
Perdite infrastrutturali

[senza fonte]

voci di bombardamenti aerei presenti su Wikipedia
Villa Comunale, Foggia. Il Pronao è stato completamente ricostruito dopo i bombardamenti del '43

I bombardamenti di Foggia del 1943 avvennero tra il maggio e il settembre di quell'anno ad opera dell'aviazione Alleata, nel corso della seconda guerra mondiale. Le incursioni aeree furono complessivamente nove, e provocarono circa 20.000 vittime.

Contesto storico e premesse[modifica | modifica wikitesto]

Il 1943 è stato nella storia italiana della seconda guerra mondiale un anno di massicci bombardamenti per molte città, perché gli Alleati avevano deciso di invadere l'Italia per costringerla alla resa, ed avevano iniziato una serie di bombardamenti terroristici per fiaccare il consenso della popolazione verso il regime fascista.

In questo contesto storico particolarmente devastanti furono gli attacchi alla città di Foggia, poiché gli Alleati temevano che dalla stazione ferroviaria, considerata un importante nodo, potessero affluire rinforzi all'esercito italiano in Sicilia, dove le truppe statunitensi e britanniche erano sbarcate nel mese di luglio (Operazione Husky).

Il 17 agosto l'isola era definitivamente in mani alleate, mentre nel frattempo, il 25 luglio, il fascismo era caduto.

I bombardamenti[modifica | modifica wikitesto]

« Foggia 3 ottobre 1954 - L'amore e la pietà dei concittadini presero ad erigere questo sacro tempio dedicato alle Vittime civili che in numero di 20.298 caddero innocenti ed impotenti nella dolorosa estate del 1943. Che la somma dei vostri olocausti fermi per sempre la furia bellicosa degli uomini a venire e sia scudo contro di essi. Che in questo mesto e pio luogo convengano i posteri a rimembrare il sacrificio, rendendo a voi tributo ed affetto, o fratelli caduti, e per voi da Dio implorando la pace che in terra vi mancò nel momento supremo del tormentoso trapasso »
(dalla Pergamena-ricordo che Foggia custodisce sotto il sacrario delle vittime civili del '43)

Foggia subì complessivamente nove violentissimi bombardamenti. Sotto i bombardamenti morì un terzo della popolazione di allora. Migliaia di abitazioni, l'aeroporto, la stazione ferroviaria, intere piazze, strade e rioni del centro e della periferia furono devastati totalmente.

La cronistoria dei bombardamenti su Foggia è stata raccontata con efficacia cinematografica - anche se descritta solo con parole - dal giornalista cerignolano Luca Cicolella nel libro intitolato ...e la morte venne dal cielo, pubblicato una prima volta nel 1973 e una seconda volta nel 1983.

Il libro riporta in appendice anche la Relazione inoltrata nel 1943 dall'arcivescovo di Foggia Fortunato Maria Farina al Papa, per informarlo dei bombardamenti subiti dalla sua città. La città era stata fotografata dai ricognitori degli Alleati prima dei bombardamenti e fu devastata e ridotta a un cumolo di rovine e macerie cosparse di cadaveri, resti umani e carcasse di animali. Le immagini - definite "apocalittiche" dal Cicolella - dimostrano che durante la "tragica estate del '43" Foggia fu una città fantasma, un cimitero a cielo aperto per il quale di giorno vagavano familiari disperati e di notte sciacalli intenti a spogliare di qualsiasi valore i cadaveri. Inoltre ladri armati si aggiravano in cerca di bottino per le abitazioni abbandonate, incuranti delle epidemie che sarebbero potute esplodere.

Nonostante l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre firmato dal maresciallo Pietro Badoglio, l'aviazione alleata sotto il comando inglese proseguì i bombardamenti fino al 15 settembre.

Cronologia degli avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 15 maggio 1943: Gli anglo-americani occupano la Tunisia.
  • 28-30-31 maggio: Distruzione dell'aeroporto e della stazione ferroviaria di Foggia. (462 vittime)
  • 21 giugno: seconda incursione aerea. (91 vittime)
  • 10 luglio: gli anglo-americani sbarcano in Sicilia.
  • 15 luglio: incursione sulla stazione ferroviaria. (1.293 vittime)
  • 22 luglio: altra incursione aerea sulla stazione ferroviaria con mitragliamento in tutto il rione. (7.643 vittime)
  • 25 luglio: caduta del fascismo.
  • 16 agosto: incursione sui dintorni di Foggia.
  • 19 agosto: Bombardamento a tappeto su tutta la città. (9.581 vittime)
  • 24-25 agosto: migliaia di bombe vengono lanciate sulla città, anche durante la notte, fino al 25 mattina. (971 vittime)
  • 8 settembre: Badoglio annuncia l'armistizio con gli anglo-americani (firmato a Cassibile il 3 settembre)
  • 9 settembre: ennesima incursione aerea, nonostante l'armistizio appena firmato. (21 vittime)
  • 17-18 settembre: ultima incursione aerea sulla città di Foggia. (179 vittime)

Cronaca dei bombardamenti del 1943[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito si riportano, a titolo di testimonianza diretta, alcuni brani significativi estratti dal diario di guerra di Luca Cicolella e dalla Relazione di Mons. Farina[1].

Primi di maggio[modifica | modifica wikitesto]

« Al mattino, di primissima ora, le donne fanno la fila dinanzi ai negozi di genere alimentari per ritirare con la tessera la razione di pane e pasta per ogni componente la famiglia. Due volte la settimana, al martedì e al giovedì, anche gli uomini si mettono ordinatamente in fila dinanzi alle rivendite di tabacchi. Sono razionate anche le sigarette per chi vuol comprarle a prezzo di monopolio una lira e settanta centesimi per dieci nazionali, due lire per dieci macedonia, una e cinquanta per dieci moresche, una sola lira per dieci popolari. Ma c'è la borsa nera: si trova di tutto, dalla farina bianca alle sigarette di qualtà superiore. A prezzo duplicato naturalmente.

A sera si fa la fila anche per andare a cinema, data l'affluenza dei militari. Il biglietto costa al massimo due lire per i primi posti. Anche i films rispettano l'autarchia. È il tempo dei telefoni bianchi... »

(Luca Cicolella)

Ultimi di maggio[modifica | modifica wikitesto]

« Le prime incursioni furono realmente dirette ad obiettivi militari; il 28, il 30 e il 31 maggio furono distrutti l'aeroporto e la stazione ferroviaria, con un complesso di un paio di centinaia di morti e tre o quattro feriti »
(Mons. Farina)

15 luglio[modifica | modifica wikitesto]

« Il 15 luglio l'incursione fu pure diretta alla stazione, ma lo scoppio di alcuni carri di benzina e di munizioni, produsse molti danni agli edifici, senza causare -grazie a Dio- molte vittime »
(Mons. Farina)

22 luglio[modifica | modifica wikitesto]

« La prima incursione, che fu veramente disastrosa per la città, fu quella del 22 luglio: l'obiettivo pare fosse la stazione ferroviaria, ma per riuscire nell'intento di annientarla, il nemico demolì rovinosamente un intero rione della città. E sicuramente l'azione si svolse in pochi minuti, fulmineamente nel momento stesso che sibilavano le sirene dell'allarme, sorprendendo le persone nel massimo affollamento lungo le vie per le attività mattutine, il mitragliamento, davvero barbaro e brutale, aggiungeva alle rovine ed alle vittime del rione demolito, una moltitudine di vittime abbattute per le strade, sui mercati, nella villa comunale, ove molti avevan cercato di occultarsi sotto gli alberi »
(Mons. Farina)
« L'orologio della stazione segna le 9,43. Il cielo improvvisamente si oscura. Quaranta fortezze volanti ed oltre cinquanta aerei di mitragliamento piombano su Foggia. Quando il campanone del Municipio rintocca grave per dare l'allarme, la strage è in atto. Le prime bombe cadono sulla stazione, fracassandosi con inaudita violenza sui fabbricati e chiudendo gl'ingressi dei sottopassaggi da cui giungono strazianti grida di dolore. Qualche minuto prima è giunto un treno proveniente da Bari. Moltissimi viaggiatori sono stati colti di sorpresa proprio mentre attraversavano i sottopassaggi. Altri sotto l'infuriare del bombardamento hanno creduto di potersi riparare negli stessi sottopassaggi. Invece sono andati incontro alla morte certa...

...Ma c'è già chi vuole sfruttare la tragedia. Nella notte non tornano le fortezze volanti. Arrivano i ladri. Sono "sciacalli" che si avventano sui morti, frugano nelle tasche, portano via denaro, anelli, catenine d'oro. Entrano nelle case semidistrutte, riempiono casse di biancheria, asportano mobili e gioielli. Ogni notte tornano a saccheggiare la città. Nessuno interviene. Si teme che siano armati »

(Luca Cicolella)

16 agosto[modifica | modifica wikitesto]

« Dopo questa incursione, che annientò la stazione ferroviaria, si era andata facendo strada, nella popolazione, l'idea che ormai non era più probabile che si avessero incursioni notevoli, poiché anche l'aeroporto era stato trasferito. Difatti l'incursione del 16 agosto fu tutta operata sui dintorni di Foggia, ma la città non fu toccata »
(Mons. Farina)

19 agosto[modifica | modifica wikitesto]

« Quand'ecco che il 19 agosto, verso le ore 12, si abbatté su tutta la città un'incursione che a detta degli stessi inglesi, è stata la più terribile da essi operata nell'Europa meridionale. Molte centinaia di apparecchi, in sei ondate successive, per lo spazio di due ore e mezzo, scaricarono su tutti i punti della città migliaia e migliaia di bombe »
(Mons. Farina)
« Sono le otto del 20 agosto: nessun accenno nel giornale radio al bombardamento subito da Foggia. Neanche una parola per i 9.581 morti ed oltre 600 feriti. Dopo quella del 22 luglio è stata l'incursione più violenta che si è abbattuta sulla città »
(Luca Cicolella)

24-25 agosto[modifica | modifica wikitesto]

« E quasi ciò non bastasse, la notte ci fu una nuova incursione violentissima, ripetutasi poi il 25 mattina »
(Mons. Farina)

Onorificenze concesse alla città[modifica | modifica wikitesto]

Foggia ricevette la medaglia d'oro al valor civile[2] dal Presidente del Consiglio Antonio Segni il 22 novembre 1959, per aver perso durante i bombardamenti 20298 civili, e il 2 maggio 2006 la medaglia d'oro al valor militare di cui la recente consegna è stata eseguita il 25 aprile 2007 dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano .[3].

Gli interrogativi sul numero delle vittime[modifica | modifica wikitesto]

Per completezza d'informazione occorre ricordare che non vi è un consenso unanime da parte degli storici sul numero delle vittime. Prima di tutto a Foggia non è mai stato effettuato un calcolo con un criterio rigoroso del numero dei morti per effetto dei bombardamenti. In Germania ad esempio per mettere fine alle polemiche sui bombardamenti di Dresda venne creata nel 2004 un commissione indipendente che nel 2009 ha pubblicato le conclusioni stimando in 25.000 le vittime, fino ad allora si erano rincorse le voci più disparate: le valutazione andavano da 35.000 a 200.000 morti. A Foggia la cifra di 20.298 o 20.292 vittime proviene da una stima, probabilmente sommaria, effettuata dal Comune nel 1954 in occasione della posa della prima pietra della Cappella Ossario che doveva accogliere i resti delle vittime; il progetto di procedere ad un esatto conteggio dei corpi presenti nelle fosse comuni non venne mai portato a termine anche a causa del fatto che i lavori della Cappella si prolungarono per 13 anni. Di sicuro esistono solo le cifre ufficiali dell'Istat relative all'Italia che fanno nascere molti interrogativi. Secondo il rapporto "Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45", pubblicato dall'Istituto Centrale Statistica nel 1957 e riportato in Conteggio delle vittime della seconda guerra mondiale per nazione, in Italia i morti civili per attacchi aerei sono stati 61.432 di cui 42.613 dopo l'armistizio). Dunque in Italia ci sarebbero stati 18.819 civili deceduti per i bombardamenti fino all'8 settembre 1943, un numero dunque inferiore a quello delle vittime della città di Foggia nello stesso periodo. I dati sono in evidente contrasto anche perché in quei mesi vi furono altre città come Napoli, Roma, Salerno, Palermo, Messina che subirono pesanti bombardamenti con migliaia di civili deceduti. Un altro dato certo è che il Comune di Foggia da un lato dichiarava che nell'aprile del 1945 risultavano residenti 20.026 persone in meno rispetto all'inizio della guerra e dall'altro riferiva che nel 1943 vi erano state solo 974 denunce di morte. Su questo argomento dunque vi sono ancora molti aspetti non secondari da chiarire.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Relazione di S. E. Mons. Fortunato Maria Farina al Santo Padre Pio XII sui bombardamenti aerei subiti dalla città di Foggia nell'anno 1943
  2. ^ http://www.quirinale.it/onorificenze/DettaglioDecorato.asp?idprogressivo=4011&iddecorato=3590
  3. ^ http://www.quirinale.it/onorificenze/DettaglioDecorato.asp?idprogressivo=165771&iddecorato=3590

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G.Spini, Disegno storico della civiltà, Edizioni Cremonese, Roma, 1963.
  • M.Gismondi,Foggia: la tragica estate; Taranto: la notte più lunga. Dedalo, Bari, 1968.
  • L.Cicolella, ... e la morte venne dal cielo. Foggia 1943. Cronistoria di cento giorni di guerra, Bastogi, Foggia,1973, 1983. (Il libro -fuori commercio- si può consultare presso La Biblioteca Provinciale di Foggia).
  • P.Odorico Tempesta, Foggia nelle ore della sua tragedia, Edizione del Rosone, Foggia, 1995.
  • A. Guerrieri, La città spezzata: Foggia, quei giorni del '43, Edipuglia, Bari, 1996.
  • A.De Santis, L'immane tragedia dell'estate del 1943 a Foggia, Tipografia Valerio De Santis, Foggia, 2007.