Bolla di Eridano

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Bolla di Eridano
Resto di supernova
La Bolla di Eridano
La Bolla di Eridano
Scoperta
Scopritore Palomar Observatory
Sky Survey
Anno 1951
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Eridano
Ascensione retta 04h :
Declinazione 00° :
Coordinate galattiche 186°: ; -34°:
Distanza 684 a.l. [1]
(210 pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 30°[2]
Caratteristiche fisiche
Tipo Resto di supernova
Età stimata 5-6 milioni di anni[3]
Caratteristiche rilevanti Vasti filamenti emittenti radiazione Hα
Altre designazioni
Sh-2 245
Categoria di resti di supernova

La Bolla di Eridano è una vasta struttura filamentosa nebulare osservabile nella banda dell', originatasi circa 5 o 6 milioni di anni fa probabilmente da un'esplosione di supernova, e in continua espansione; è molto più debole e sottile rispetto alle altre due strutture filamentose giganti osservabili più ad est, l'Anello di Barnard e la Nebulosa di Gum.[4]

Osservazione e struttura[modifica | modifica sorgente]

Carta della Bolla di Eridano, che mostra la sua estensione rispetto alle costellazioni.

La bolla di Eridano si estende in direzione di tre costellazioni: occupa infatti la parte meridionale del Toro, gran parte della regione settentrionale di Eridano (da cui prende il nome) e la parte più occidentale di Orione, dove quasi sembra sovraimporsi all'Anello di Barnard. La sua osservazione visuale è praticamente impossibile, anche con grossi strumenti, mentre è individuabile con un CCD molto sensibile alla luce infrarossa. Gran parte delle emissioni di questa nebulosa avvengono nella banda dell'Hα. La sua posizione rispetto all'equatore galattico è molto distante, a differenza della quasi totalità delle altre strutture di questo genere note finora.

Secondo alcuni studi, questa struttura osservata sarebbe il risultato di una sovrapposizione prospettica di più bolle separate, sospinte l'una contro l'altra dai forti venti stellari e dall'onda d'urto dalle stesse esplosioni che le hanno generate, piuttosto che una singola superbolla che si estende dalla regione dell'Anello di Barnard fino a latitudini galattiche così elevate.[2] È possibile individuare nella nebulosa due strutture ad arco: quella più orientale è anche la più grande, ed è stata chiamata Arco A; tramite l'analisi a più lunghezze d'onda e lo studio della velocità radiale, è emerso che l'arco A potrebbe essere una struttura indipendente sia dall'arco più occidentale, l'Arco B, sia dall'Anello di Barnard, del quale potrebbe sembrare invece quasi un naturale proseguimento ad ovest (si noti come l'Anello di Barnard appare incompleto in direzione di Eridano). L'arco B, anche se più piccolo, sarebbe invece più vicino a noi, a una distanza di circa 150 parsec, contro i 210 parsec stimati per l'Arco A.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ SkyMap.org in Result for Sh-2 245. URL consultato il 6 marzo 2009.
  2. ^ a b c Boumis, P.; Dickinson, C.; Meaburn, J.; Goudis, C. D.; Christopoulou, P. E.; López, J. A.; Bryce, M.; Redman, M. P., Deep Hα imagery of the Eridanus shells in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 320, nº 1, gennaio 2001, pp. 61-65, DOI:10.1046/j.1365-8711.2001.03950.x. URL consultato il 6 marzo 2009.
  3. ^ Brown, A. G. A.; Hartmann, D.; Burton, W. B., The Orion OB1 association. II. The Orion-Eridanus Bubble. in Astronomy and Astrophysics, vol. 300, agosto 1995, p. 903. URL consultato il 6 marzo 2009.
  4. ^ Eridanus Bubble. URL consultato il 6 marzo 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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