Bolla dei tulipani
La bolla dei tulipani o tulipomania (in olandese: tulpenmanie, tulpomanie, tulpenwoede, tulpengekte, bollengekte) è stata probabilmente la prima bolla speculativa documentata nella storia del capitalismo.
Nella prima metà del XVII secolo, nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi enormi; questo straordinario livello dei prezzi calò comunque drasticamente in breve tempo[1]. A partire dal 1636, il bulbo di tulipano è diventato il quarto principale prodotto di esportazione dei Paesi Bassi — dopo gin, aringhe e formaggio. Il prezzo dei tulipani salì alle stelle a causa della speculazione sui futuri tulipani fra coloro che non avevano mai visto i bulbi. Molte persone ottennero e persero la loro fortuna da un giorno all'altro, per la costernazione dell'élite calvinista che aborriva questa frenesia artificiale, la quale negava le virtù della moderazione, della discrezione e del lavoro genuino[2].
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Storia [modifica]
Il tulipano, introdotto in Europa nella metà del XVI secolo dalla Turchia, ebbe una crescente popolarità in Olanda, scatenando la "gara" fra i membri della middle class a superarsi l'un l'altro nel possesso dei tulipani più rari. I prezzi arrivarono a livelli insostenibili. La coltivazione del tulipano fu presumibilmente iniziata nei Paesi Bassi nel 1593. Questo fiore divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol.
Alle varietà di tulipano erano assegnati nomi esotici, a volte venivano chiamate con nomi di ammiragli olandesi. Nel 1623, un singolo bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi (il reddito medio annuo dell'epoca era di 150 fiorini). I tulipani erano scambiati anche con terreni, animali vivi, e case[3]. Presumibilmente, un buon speculatore poteva anche guadagnare seimila fiorini al giorno.
Nel 1635 fu registrata una vendita per 100,000 fiorini. Per paragone, una tonnellata di burro costava circa 100 fiorini e "otto maiali grassi" costavano 240 fiorini. Un prezzo record fu pagato per il bulbo più famoso, il Semper Augustus, venduto ad Haarlem per 6000 fiorini.
Nel 1636 i tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi. Questo incoraggiò tutti i membri della società al commercio di tulipani, molte persone vendevano e compravano immobili o altri possedimenti per poter speculare sul mercato dei tulipani. Alcuni speculatori fecero grandissimi profitti.
Alcuni commercianti vendevano bulbi che erano stati appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare (sostanzialmente dei futures sui tulipani). Questa pratica fu soprannominata "commercio del vento". Un editto statale del 1610 fece diventare illegale questo commercio rifiutandosi di riconoscere come legali questo genere di contratti, ma la legislazione non riuscì a far cessare questa attività.
Nel febbraio del 1637 i commercianti di tulipani non potendo più ottenere prezzi gonfiati per i loro bulbi, cominciarono a vendere. La bolla speculativa scoppiò. Si incominciò a pensare che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico. Alcuni detenevano contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (ormai crollato), mentre altri possedevano bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari, erano finanziariamente rovinati.
Vennero fatti tentativi di risolvere la situazione che accontentassero entrambe le parti, ma furono un insuccesso. In sostanza ciascuno rimase nella situazione finanziaria in cui si trovava alla fine del crollo: nessuna corte poteva esigere che i contratti venissero onorati, perché i giudici considerarono questi debiti come quelli contratti per gioco d'azzardo, e non erano esigibili con la forza sotto autorizzazione della legge.
Simili bolle dei tulipani ci furono anche in altri paesi d'Europa, ma mai di una dimensione pari a quella olandese. In Inghilterra nel 1800, il prezzo di un singolo bulbo di tulipano era di quindici ghinee. Somma che bastava ad assicurare ad un lavoratore e alla sua famiglia cibo, vestiti e alloggio per sei mesi.
Bibliografia [modifica]
- Mike Dash - Tulipomania: The Story of the World's Most Coveted Flower and the Extraordinary Passions It Aroused (1999) ISBN 0-575-06723-3
- Anna Pavord - The Tulip (2004) ISBN 0-7475-7190-2
- Mike Dash - La febbre dei tulipani. La prima grande crisi economica della storia (2009) ISBN 881703116X
Note [modifica]
- ^ Mike Dash, Tulipomania: The Story of the World's Most Coveted Flower & the Extraordinary Passions It Aroused, 1999
- ^ Simon Schama, The Embarrassment of Riches: An Interpretation of Dutch Culture in the Golden Age, 1997, pp 350–66 esp p. 362
- ^ Jacob Cats, nel suo Sinne-en minnebeelden, un libro di parabole morali, racconta di una persona, probabilmente un contadino che, indebitatosi per un singolo bulbo, finisce col pagare 2500 fiorini offrendo in cambio: due covoni di frumento, quattro di segale, quattro buoi grassi, otto maiali, dodici pecore, due damigiane di vino, quattro sacchi di burro, mille libbre di formaggio, un letto, alcuni abiti e una coppa di argento. (citato in Simon Schama, The embarrassment of riches, pag. 358)
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