Bolla dei tulipani

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Acquerello del XVII secolo raffigurante il Semper Augustus, il bulbo più famoso, venduto ad un prezzo record
La Follia del Tulipano, di Jean-Léon Gérôme
Pamphlet sulla Bolla dei tulipani, stampato nel 1637
Il fenomeno di folla collettiva, in un'allegoria di Hendrik Pot ispirata alla Nave dei folli di Sebastian Brant

La bolla dei tulipani o tulipomania (in olandese: tulpenmanie, tulpomanie, tulpenwoede, tulpengekte, bollengekte) è stata una bolla speculativa sui prezzi dei bulbi dei fiori scoppiata nell'economia olandese del Seicento, forse la prima documentata nella storia del capitalismo.

Indice dei prezzi standard per i contratti dei bulbi[1], con il brusco crollo in febbraio. Mancando i dati tra il 9 febbraio e il 1º maggio, la forma del grafico del ribasso non è nota.

Nella prima metà del XVII secolo, nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi enormi; questo straordinario livello dei prezzi calò comunque drasticamente in breve tempo[2]. A partire dal 1636, il bulbo di tulipano è diventato il quarto principale prodotto di esportazione dei Paesi Bassi — dopo gin, aringhe e formaggio. Il prezzo dei tulipani salì alle stelle a causa della speculazione sui futuri tulipani fra coloro che non avevano mai visto i bulbi. Molte persone ottennero e persero la loro fortuna da un giorno all'altro, per la costernazione dell'élite calvinista che aborriva questa frenesia artificiosa, una negazione delle virtù della moderazione, della discrezione e del lavoro genuino[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il tulipano, introdotto in Europa nella metà del XVI secolo dalla Turchia, ebbe una crescente popolarità in Olanda, scatenando la "gara" fra i membri della middle class a superarsi l'un l'altro nel possesso dei tulipani più rari. I prezzi arrivarono a livelli insostenibili. La coltivazione del tulipano fu presumibilmente iniziata nei Paesi Bassi nel 1593. Questo fiore divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol.

Alle varietà di tulipano erano assegnati nomi esotici, a volte venivano chiamate con nomi di ammiragli olandesi. Nel 1623, un singolo bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi (il reddito medio annuo dell'epoca era di 150 fiorini). I tulipani erano scambiati anche con terreni, bestiame, e case[4]. Presumibilmente, un buon negoziatore poteva anche guadagnare seimila fiorini al giorno.

Nel 1635 fu registrata una vendita di 40 bulbi per 100.000 fiorini (2500 fiorini a bulbo. A titolo di paragone, una tonnellata di burro costava circa 100 fiorini e "otto maiali grassi" costavano 240 fiorini). Un prezzo record fu pagato per il bulbo più famoso, il Semper Augustus, venduto ad Haarlem per 6000 fiorini.

Nel 1636 i tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi. Questo incoraggiò tutti i membri della società al commercio di tulipani, molte persone vendevano e compravano immobili o altri possedimenti per poter speculare sul mercato dei tulipani. Alcuni speculatori fecero grandissimi profitti.

Alcuni commercianti vendevano bulbi che erano stati appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare (sostanzialmente dei futures sui tulipani). Questa pratica fu soprannominata "commercio del vento". Un editto statale del 1610 fece diventare illegale questa vendita allo scoperto rifiutandosi di riconoscere carattere di coercibilità legale a questo genere di contratti, ma la legislazione non riuscì a far cessare l'attività negoziale.

Nel febbraio del 1637, non potendo più spuntare prezzi gonfiati per i loro bulbi, i commercianti di tulipani cominciarono a vendere. La bolla speculativa scoppiò. Si incominciò a pensare che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico. Alcuni detenevano contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (ormai crollato), mentre altri si trovarono a possedere bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari, caddero in rovina finanziaria.

Tutti i tentativi esperiti per risolvere la situazione in modo da accontentare entrambe le parti si rivelarono un insuccesso. In sostanza, ciascuno rimase nella situazione finanziaria in cui si trovava alla fine del crollo: nessuna corte poteva esigere che i contratti venissero onorati, perché i giudici considerarono questi debiti alla stregua delle obbligazioni naturali contratte con il gioco d'azzardo, e quindi non esigibili attraverso un'esecuzione forzata sotto la giurisdizione della legge.

Raffronti con epoche successive[modifica | modifica sorgente]

Simili bolle dei tulipani ci furono anche in altri paesi d'Europa, ma mai di dimensione confrontabile a quella olandese. In Inghilterra, nel 1800, il prezzo di un singolo bulbo di tulipano era di quindici ghinee, somma che bastava ad assicurare a un lavoratore e alla sua famiglia cibo, vestiti e alloggio per sei mesi.

La bolla dei tulipani è stata oggetto di discussione agli inizi del XXI secolo in relazione all'emergere di fenomeni finanziari simili come la crisi dei mutui subprime, che peraltro, esplosa su scala locale, è stata all'origine di un'ondata di crisi su scala economica globale. Nel film Wall Street - Il denaro non dorme mai, diretto da Oliver Stone nel 2010, il protagonista Gordon Gekko parla estesamente della bolla dei tulipani in relazione alle cause della crisi economica del 2008.

Il co-protagonista maschile del libro "Colpa nelle stelle" di John Green si chiama Augustus, con un'evidente riferimento alla bolla dei tulipani. Infatti i fiori che regala all'innamorata sono tulipani, in onore del viaggio ad Amsterdam che i due stanno per compiere. Inoltre Augustus è malato di cancro, il che lo porterà alla morte entro la fine del libro, come il Semper Augustus si estinse a causa del virus che permetteva al fiore di avere la caratteristica colorazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo Earl A. Thompson, The tulipmania: Fact or artifact? (PDF) in Public Choice, vol. 130, 1–2, 2007, pp. 99–114, DOI:10.1007/s11127-006-9074-4. URL consultato il 15-4-2014.
  2. ^ Mike Dash, Tulipomania: The Story of the World's Most Coveted Flower & the Extraordinary Passions It Aroused, 1999
  3. ^ Simon Schama, The Embarrassment of Riches: An Interpretation of Dutch Culture in the Golden Age, 1997, pp 350–66 esp p. 362
  4. ^ Jacob Cats, nel suo Sinne-en minnebeelden, un libro di parabole morali, racconta di una persona, probabilmente un contadino che, indebitatosi per un singolo bulbo, finisce col pagare 2500 fiorini offrendo in cambio: due covoni di frumento, quattro di segale, quattro buoi grassi, otto maiali, dodici pecore, due damigiane di vino, quattro sacchi di burro, mille libbre di formaggio, un letto, alcuni abiti e una coppa di argento. (citato in Simon Schama, The embarrassment of riches, pag. 358)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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