Bolgheri

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Bolgheri
frazione
Il Castello
Il Castello
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Livorno-Stemma.png Livorno
Comune Castagneto Carducci-Stemma.png Castagneto Carducci
Territorio
Coordinate 43°14′02.23″N 10°37′02.34″E / 43.233953°N 10.617317°E43.233953; 10.617317 (Bolgheri)Coordinate: 43°14′02.23″N 10°37′02.34″E / 43.233953°N 10.617317°E43.233953; 10.617317 (Bolgheri)
Altitudine 96 m s.l.m.
Abitanti 157 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 57020
Prefisso 0565
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bolgheri

Bolgheri è una frazione del comune di Castagneto Carducci che si trova pochi chilometri a nord-ovest rispetto al capoluogo. Sorge al centro della Maremma Livornese, sulle ultime propaggini delle Colline Metallifere.

« Gherardesca e Bolgheri. Portò questo doppio nome nei tempi passati una delle Comunità della Maremma pisana, ora distinta con quello di Castagneto. Tutte quelle località furono altrettanti feudi della illustre prosapia dei Conti della Gherardesca. »
(Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana granducale (1856)[1])

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva da un insediamento militare di Bulgari alleati dei Longobardi, qui attestati in posizione difensiva contro un eventuale sbarco di truppe bizantine provenienti dalla Sardegna[2].

È ignota l’epoca precisa in cui il castello di Bolgheri prese questo nome al posto del precedente di Sala del Duca Allone. Infatti così il distretto di Bolgheri fu designato nella bolla spedita il 20 novembre 1075 da papa Gregorio VII a Guglielmo vescovo di Populonia, là dove si prescrivono i confini della stessa diocesi dal lato occidentale. Come poi Allone duca di Lucca e di Pisa alla caduta dei Longobardi, confermato nella stessa magistratura da Carlo Magno, si fosse impadronito dei possedimenti dei conti Della Gherardesca, è attestato da una lettera di papa Adriano I scritta al nuovo re dei Longobardi, affinché volesse ordinare la restituzione dei possessi confiscati e presi dal duca Allone a Gunfredo abate del monastero di Monteverdi, cioè al figlio di San Walfredo fondatore della suddetta Badia e più remoto antenato della famiglia Della Gherardesca.

Il primo documento noto che menziona il castello di Bolgheri è un atto del 23 gennaio 1158, spettante al monastero di Santa Maria di Serena presso Chiusdino, eretto dal conte Gherardo della Gherardesca. In questo atto si parla di cedere a Villano arcivescovo di Pisa una gran parte di beni, fra i quali alcuni possedimenti situati nella curia di Bolgari.

Fin dalla sua origine Bolgheri fu dominio dei conti della Gherardesca, i quali vi ebbero castello e palazzo anche quando fioriva il potente conte Bonifazio Novello signore di Pisa; e fu probabilmente in Bolgheri dove quel conte per tre mesi alloggiò l'antipapa Pietro da Corvaja per indurlo a rinunciare alle sue pretesa al soglio pontificio.

Il castello di Bolgheri subì nel tempo vari attacchi, sia nel 1393 quando fu bruciato dai fiorentini, sia nel 1496 quando fu saccheggiato dall’esercito dell'imperatore Massimiliano che uccise il conte Arrigo nel proprio castello. Con la sottomissione di Pisa da parte di Firenze, i conti di Bolgheri tornarono sotto la Repubblica fiorentina.

Il castello di Bolgheri cominciò a risorgere da tante rovine all'inizio del XVIII secolo per opera dei conti che diedero un certo impulso alle attività agricole della zona, la bonifica di alcune zone paludose, la costruzione di un orfanotrofio nel 1817 e di un acquedotto che rifornì di acqua potabile il paese.[3]

Secondo i dati demografici riportati da Repetti, Bolgheri ha avuto 111 abitanti nel 1551, 108 nel 1745, 635 nel 1835 e 730 nel 1845[4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il caratteristico borgo si è sviluppato attorno al castello medievale (ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli) che sorge su una modesta altura raggiungibile attraverso il suggestivo Viale dei Cipressi, strada lunga quasi cinque chilometri che ha inizio a valle, sulla via Aurelia, proprio dinanzi al settecentesco Oratorio di San Guido: il luogo è stato reso celebre dai versi di Giosuè Carducci nella poesia Davanti a San Guido (1874). Inoltre, all'interno del paese è ubicato il cimitero monumentale dove fu sepolta la nonna dello stesso poeta, Lucia. Non distante dal nucleo abitato, su un'altura posta a quasi 400 metri sul livello del mare, sorge l'antico nucleo fortificato di Castiglioncello di Bolgheri, con la chiesa di San Bernardo.

Viale dei Cipressi

Il Rifugio Faunistico di Bolgheri[modifica | modifica sorgente]

La sua istituzione risale alla seconda metà del Novecento e si estende su circa 500 ettari di terreno, compresi tra il Mar Ligure e la Ferrovia Tirrenica.

È stata, nel 1959, la prima oasi naturale privata in Italia (grazie al Marchese Mario Incisa della Rocchetta, che fu anche presidente del WWF), e dal 1968 è riconosciuta Oasi WWF.[5]

Il parco conserva ancora le caratteristiche della Maremma prima delle bonifiche attuate nel corso del XIX secolo: oltre alla palude, dove si estendono fitti canneti, sono presenti ginepri, pini domestici, lecci e frassini. La riserva è animata da una consistente fauna, costituita da caprioli, conigli, scoiattoli, storni, falchi pellegrini, gufi, gru, germani reali ecc. Il rifugio è aperto al pubblico da ottobre ad aprile, solo su prenotazione.

Vini[modifica | modifica sorgente]

Bolgheri è famoso, oltre che per le caratteristiche storico-paesaggistiche, anche per i vini rossi che vengono prodotti nella zona. Grazie alle particolari caratteristiche del terreno e al microclima soleggiato, asciutto e moderatamente ventilato, si sono ben adattati nella zona vitigni di origine bordolese, quali il Cabernet franc, il Cabernet Sauvignon, il merlot e il petit verdot.

Tra i più famosi ritroviamo il Sassicaia a base di cabernet sauvignon e cabernet franc (la storica fattoria sorge proprio di fronte all'Oratorio di San Guido), i numerosi vini della Tenuta dell'Ornellaia e della Tenuta Guado al Tasso. Vi sono inoltre rossi dalla denominazione "Bolgheri DOC", dove l'autoctono sangiovese si combina col cabernet, il merlot e, in alcuni casi, anche con il più esigente petit verdot.

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana granducale, Giuseppe Polverini Editore, Firenze 1856, p. 153.
  2. ^ Pieri, p. 62.
  3. ^ Repetti 1833, pp. 262-263.
  4. ^ Repetti 1855, p. 114.
  5. ^ www.wwflivorno.it, Padule di Bolgheri. URL consultato il 06-06-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Silvio Pieri, Toponomastica della Toscana meridionale e dell'arcipelago toscano, Siena, Accademia Senese degli Intronati, 1969 (ristampa anastatica: Lucca, Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, 2008).
  • Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Firenze, Tofani, 1833.
  • Emanuele Repetti, Granducato di Toscana, in Dizionario corografico-universale dell'Italia, Milano, Civelli Giuseppe e C., 1855 (ristampa anastatica: Firenze, Giunti-Marzocco, 1977).
  • Stefano Vitale Brovarone "Bolgheri, un modo di vivere", Firenze, Edizioni Remo Sandron, 2002

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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