Boletus erythropus

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Porcino dal piede rosso
Flockenstieliger Hexenröhrling.jpg
Boletus erythropus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae
Genere Boletus
Specie B. erythropus
Nomenclatura binomiale
Boletus erythropus
Person
Caratteristiche morfologiche
Boletus erythropus
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Pores icon.png
Imenio pori
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
Olive spore print icon.png
Sporata oliva
Bare stipe icon.png
Velo nudo
Virante icona.svg
Carne virante
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Commestibile con riserva icona.png
Commestibile con riserva

Il Boletus erythropus, comunemente chiamato Porcino dal piede rosso, è un fungo della famiglia delle Boletaceae, commestibile solo dopo cottura in quanto contiene una tossina termolabile.

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Cappello[modifica | modifica sorgente]

Diametro fino a 20 cm, occasionalmente fino a 30 cm, prima emisferico, poi convesso per poi diventare appianato, con cuticola opaca, leggermente vischiosa con il tempo piovoso, carnoso, sodo, colore bruno, rosso, di solito uniforme, con velature olivastre, talvolta bruno seppia, con margine prima involuto, poi regolare.

Gambo[modifica | modifica sorgente]

Bulboso, corto, carnoso, robusto, prima panciuto allo stato giovanile, poi, più tardi, cilindrico, ingrossato alla base, colore di fondo sul giallo arancio, caratterizzato da granulazioni sul rosso scuro, più scuro alla base dove assume una colorazione rosastro-bruna o bruno-olivastra.

Tubuli[modifica | modifica sorgente]

Abbastanza lunghi, non aderenti, completamente liberi al gambo, gialli, alla sezione blu verdastri, sottili.

Pori[modifica | modifica sorgente]

Piccoli e rotondi, prima giallastri, poi rosso-arancio, viranti rapidamente al blu se toccati.

Spore[modifica | modifica sorgente]

12-17 x 5-7 μm, fusiformi, lisce, bruno-olivastre in massa, giallastre

Esemplare dal gambo ingrossato
Boletus erythropus 2010 G3.jpg

Carne[modifica | modifica sorgente]

Soda, compatta, di colore giallo limone, al taglio diventa subito verde azzurro (3-4 secondi), poi si scurisce lentamente diventando grigio verdastra, all'estremità assume una colorazione vinosa.

  • Odore: leggermente fruttato; forte alla cottura, come di "carciofi".
  • Sapore: gradevole e di ottima resa, data la consistenza della carne. A volte sa un po' di "melanzane a funghetto".

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Fungo simbionte, piuttosto comune, fruttifica da maggio ad ottobre sotto latifoglie e conifere in zone collinari e montuose, raramente in pianura.
A volte gregario. Cresce con particolare proliferazione sull'Etna e rappresenta nelle antiche tradizioni culinarie locali etnee un'ottima pietanza dopo le adeguate procedure di cottura.

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

Nuvola apps important.svg Buona, ma richiede cottura prolungata, in quanto contiene una tossina termolabile, inattivata intorno ai 70 °C, che ne impedisce il consumo crudo. Se non cotto adeguatamente può causare gastroenteriti di lieve entità unitamente a brevi ma pur sempre fastidiosi episodi di diarrea, nausea e vomito.[1]

Preparazione[modifica | modifica sorgente]

Il fungo va cotto a lungo: il metodo più comune consiste nel cuocere i funghi a pezzi o fette per 10 o 20 minuti direttamente nel modo voluto, il più prudente prevede anche una prebollitura a pezzi per 30 minuti, buttando via l'acqua di cottura.
In ragione della sensibilità individuale e della concentrazione di tossina, variabile con la zona di raccolta, non è possibile specificare un metodo univoco. In assenza di consolidate abitudini personali, familiari o locali, si raccomanda prudenza.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dal greco eruthrós (ἐρυθρός) = rosso e poús (πούς) = piede, cioè dal "piede rosso".

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Può essere confuso altri boleti a pori rossi:

  • Boletus luridus, che però ha un reticolo evidente sul gambo e la carne aranciata all'attaccatura dei tubuli
  • Boletus queletii che però possiede il gambo rosso soltanto alla base ed è privo di punteggiatura o reticolo
  • Boletus satanas che tuttavia possiede il cappello biancastro e mai bruno, il gambo obeso e reticolato, e la carne che vira più lentamente, prima al blu e poi al grigio
  • Boletus rhodopurpureus che ha però il gambo reticolato e la testa virante al tocco
  • Boletus dupainii che ha invece il cappello colore rosso sangue, brillante come se fosse laccato

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

  • Tubiporus erythropus (Fr.) Maire, (1937)

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Flockenstieliger Hexenröhrling
  • (FR) Bolet à pied rouge
  • (SV) Blodsopp
  • (IT) (Piemonte) Fré
  • (IT) (Liguria) Ferrazzo
  • (IT) (Lombardia) Ferè

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito dell'Associazione Micologica Naturalistica Italiana - sezione Lazio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

(EN) Boletus erythropus in Index Fungorum, CABI Bioscience.

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