Bocchignano

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Bocchignano
frazione
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Rieti – stemma Rieti
Comune Montopoli di Sabina – stemma Montopoli di Sabina
Territorio
Coordinate 42°15′14″N 12°42′02″E / 42.253774°N 12.700487°E / 42.253774; 12.700487 (Bocchignano)Coordinate: 42°15′14″N 12°42′02″E / 42.253774°N 12.700487°E / 42.253774; 12.700487 (Bocchignano)
Altitudine 183 m s.l.m.
Abitanti 477[1] (1880)
Altre informazioni
Cod. postale 02030
Prefisso 0765
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti bocchignanesi detti pure "ranocchiari"
Localizzazione
Bocchignano è posizionata in Italia
Bocchignano

Bocchignano è una frazione del comune di Montopoli di Sabina (RI).

Indice

[modifica] Storia

Nonostante si ritenga che il borgo di Buccinianum o Vacunianum (come viene chiamato nelle fonti medioevali) abbia avuto origine come fortificazione romana, la prima prova certa della sua esistenza risale al settembre del 939, con la cessione di parte del castello all'abbazia di Farfa. Successivamente la famiglia Crescenzi se ne impossessò, ma l'abate Ugo I ne chiese la restituzione all'abbazia. Non riuscendo nel suo scopo, fu costretto a chiedere aiuto a Papa Benedetto VIII, il quale intervenne personalmente assediando il castello, che si arrese per mancanza d'acqua il 18 luglio 1014.

Tra il dicembre del 1153 e il gennaio del 1154 ci fu un tentativo di trasformazione in libero comune, che però venne immediatamente represso e segnò per gli abitanti l'inizio di un periodo buio e difficile, aggravato nel luglio del 1235 dall'assedio dell'esercito della città di Viterbo, che su ordine del Papa Gregorio IX incendiò e distrusse il castello. La rinascita si ebbe solo agli inizi del XIV secolo, quando il nobile Processo Rossi ne iniziò la ricostruzione, proseguita poi dal figlio Matteuccio, un sovrano saggio e illuminato. Alla sua morte, però, il paese fu indebolito da una guerra contro Fara Sabina e all'inizio del XV secolo finì per essere nuovamente saccheggiato. Venne allora acquistato da Giovanni da Fogliano, che ricostruì gli edifici distrutti e innalzò la Chiesa di San Giovanni, e nel 1482 dalla famiglia Orsini. Nel 1589 Papa Sisto V tolse il potere alla nobiltà locale, e Bocchignano rimase unicamente sotto il governo dello Stato Pontificio.

Nel 1853 fu nominato comune, e tale rimase fino al 9 maggio 1880, quando con un decreto di Agostino Depretis ritornò ad essere una frazione.

È stato notevole il contributo dato dalla popolazione di Bocchignano durante la Resistenza Partigiana in Sabina. Infatti, il suo parroco Don Igino Renzi era il cappellano ufficiale di una delle formazioni partigiane sul territorio. Egli salvò la vita a 30 Bocchignanesi che erano stati accusati dal comando locale Nazista, di aver ucciso 3 soldati del Reich.

[modifica] Luoghi d'interesse

  • Chiesa di San Giovanni
  • " 'O sassu cche cresce" in via delle Cellugne
  • Il "Burgu", la chiesa di San Sebastiano oggi casa di riposo e la distrutta chiesa di Santa Maria in Pantano antico tempio di Giove, oggi giardino pubblico
  • L'antica chiesa di San Pietro Martire (oggi proprietà privata), Il "Casone" e la villa romana con esedre detta di Terenzio Varrone.
  • Fonte Varrone verso Granica
  • La Montagna di Bocchignano (Cerretinu, Elcido, Pianòzze e Capannacce), luoghi di interesse ambientale
  • La chiesa di Santa Maria dei Carozzi, già S. Andrea in Scorticariis e la contrada di Ferruti-Fuoridazio
  • Gli antichi Casalis della "Curta" e di Colle Sala
  • Colle Paradiso, Colle Pulcino e la famosa Villa Marini
  • La grotta della Santaccia ed i ruderi di Santa Maria in Turano (verso la Madonna della Misericordia)
  • Il Torrente Farfa, la piccola spiaggetta sotto al ponte, la pianura di Granica e le Ferriere

[modifica] Demografia

Abitanti censiti[2][3][4][1]

[modifica] Note

  1. ^ a b [1]
  2. ^ http://books.google.it/books?id=PxkTAAAAQAAJ&pg=RA2-PA62
  3. ^ http://www.bucciniano.altervista.org/storia/storia11.htm
  4. ^ http://books.google.it/books?id=OZwEAAAAQAAJ&pg=PA176

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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