Boccaccio (film 1972)

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Boccaccio
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1972
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Bruno Corbucci
Soggetto Mario Amendola
Bruno Corbucci
Sceneggiatura Mario Amendola
Bruno Corbucci
Produttore Dino De Laurentiis
Distribuzione (Italia) Columbia
Interpreti e personaggi

Boccaccio è un film del 1972 diretto dal regista Bruno Corbucci. Ambientato nella Firenze trecentesca, fu quasi completamente girato a Viterbo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Firenze, 1340. Buonamico di Cristofano, detto Buffalmacco, e Bruno degli Olivieri fanno credere a Calandrino[1], un ingenuo imbianchino, di avere scoperto una pietra che rende invisibili. Il poveretto, convinto di poter andare ovunque senza essere visto, chiede subito di comprarla e presto finisce per essere imprigionato.

I due mascalzoni, dopo poco, ascoltano nascosti la confessione di una bella damigella. Il confessore, padre Ignazio, approfitta della credulità della penitente per farle credere che il beato Marcuccio è innamorato pazzo di lei e che la vuole incontrare sotto falsa identità. I due birboni circuiscono la donna e ne abusano, facendosi passare per cherubini che scortano il santo.

Buffalmacco e Bruno continuano a mietere le loro vittime: Calandrino di nuovo, poi l'oste Nicostrato, seguito da Fiammetta e da suo marito Pietro, poi ancora Lambertuccio e Cagastraccio. Il bel gioco viene interrotto dallo scoppio della peste in Firenze.

I due compari riescono a fuggire sul carro della Principessa di Chivignì, accompagnata dalla sua ancella Filomena. Incontrano Lambertuccio, in compagnia di Belcolore travestita da uomo. Un appestato, cadendo e afferrando il mantello di Belcolore, rivela le sue fattezze femminili. Lambertuccio rifiuta allora l'invito degli amici di fuggire con l'allegra brigate, per sposare la sua conquista.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

P. Bianchi ha scritto su Il Giorno del 19 aprile 1972: "[..] Il suo Boccaccio è meno sciagurato dei suoi emuli, accademici di nessuna accademia. [..] Il film mostra donzelle di tutto rispetto figurativo e alcuni interpreti che hanno cercato di stare nel tono, se non di Pasolini, ma almeno di un decoroso mestiere. [..] Il linguaggio è a ruota libera, ma i costumi di Dario Cecchi sono riusciti [...]".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Fabbricatore, a cui fu affidato il ruolo di Calandrino, non era un attore: fu un farmacista, esperto in geografia, venuto alla ribalta nel 1972 sbancando il Rischiatutto di Mike Bongiorno con la vincita di 25 milioni di lire, una delle più alte di tutti i tempi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]