Bluvertigo

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Bluvertigo
Paese d'origine Italia Italia
Genere Alternative rock
New wave
Rock elettronico
Rock sperimentale
Synth pop
Periodo di attività 1991-2001
2008-in attività
Etichetta Mescal
Sony BMG
Album pubblicati 5
Studio 3
Live 1
Raccolte 1
Morgan a "I suoni delle Dolomiti"

I Bluvertigo sono un gruppo musicale italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La Genesi: 1986-1992[modifica | modifica sorgente]

Monza, 1986: Marco Castoldi (Morgan) conosce Andrea Fumagalli (Andy), incontro che darà vita ad una lunga amicizia. Iniziano i primi lavori con il nome “Lizard Mixture”, nel 1988 danno vita ad una nuova formazione: gli "Smoking Cocks", traduzione letterale del cognome di Andy che dà vita ad un ambiguo doppio senso. A completare la formazione c’è un loro amico, Fabiano Villa.

Nel 1989 ottengono un contratto dalla Polygram, che impone il cambio del nome della band: diventano così i "Golden Age" ("L'Età dell'Oro" in italiano). Nel 1990 esce il primo vero lavoro: Chains, seguìto dal discreto successo del primo videoclip realizzato per il singolo Secret Love. L'anno seguente la band si scioglie, portando Morgan ed Andy verso i futuri Bluvertigo e Fabiano Villa verso quelli che saranno i meno fortunati Rapsodia.

Nel 1992 Morgan, con la collaborazione del chitarrista Marco Pancaldi, comincia la produzione di nuovo materiale. Ai due si aggiungeranno Andy (tastiere, sassofono, sintetizzatore) e Stefano Panceri (alla batteria). A seguito dell'abbandono di Panceri, conoscono Sergio Carnevale a Monza durante un concorso musicale all'"Incantesimo": sarà lui il nuovo batterista.

Nel 1994, con l'uscita del primo singolo Iodio, nascono ufficialmente i Bluvertigo: Morgan (basso e voce), Andy (tastiere), Pancaldi (chitarre) e Sergio (batteria). Partecipano con il singolo a Sanremo Giovani dello stesso anno, ottenendo consensi dalla critica, ma piazzandosi al terzo posto fra i gruppi musicali della seconda serata, mancando l'ammissione alla successiva edizione del Festival di Sanremo riservata ai complessi classificatisi ai primi due posti.

La trilogia chimica: 1995-1999[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 1995 il complesso prende parte ad una puntata del programma tv Segnali di Fumo (Videomusic) dove esegue alcuni brani dell'imminente nuovo album e concede un'intervista alla conduttrice Paola Maugeri.[1]

Nel marzo dello stesso anno il gruppo pubblica Acidi e basi, il primo album della trilogia, nel quale è presente anche una reinterpretazione dei Depeche Mode, ovvero Here is the house, riproposta come Complicità. Vengono prodotti i primi due videoclip, Iodio e L.S.D. La sua dimensione ed il gruppo parte per il primo tour italiano. Nello stesso anno aprono il concerto milanese degli Oasis, partecipano al Concerto del Primo Maggio a Roma e realizzano una reinterpretazione di Prospettiva Nevsky per un album tributo a Franco Battiato.

Nel 1996 aprono il concerto dei Tears for Fears, con la collaborazione di Mauro Pagani inaugurano la mostra di Andy Warhol per la Fondazione Mazzotta al Teatro Delle Erbe di Milano. Provato dai ritmi frenetici di questi anni, Marco Pancaldi lascia la band e viene sostituito da Livio Magnini, già fonico dei Bluvertigo.

Il 1997 è l'anno del secondo capitolo della trilogia, cioè Metallo non metallo, realizzato con la collaborazione di Mauro Pagani e la partecipazione di Alice in Troppe emozioni. L'album riscuote grande successo ad un anno dalla pubblicazione, trascinato da singoli come Fuori dal tempo e Il mio malditesta, tra gli air play di punta delle maggiori emittenti radiofoniche. Partecipano nuovamente al concerto del I maggio. La tournée di Metallo non Metallo si conclude riscuotendo un grande successo di pubblico. Il gruppo riceve il Disco d'oro per le 100.000 copie vendute dell'album.

Nel 1998 la band si aggiudica il premio agli European Music Awards come miglior gruppo emergente del Sud Europa. Prendono parte all’Heineken Jammin' Festival e al primo MTV Day. Contribuiscono alla nascita dal canale MTV Italia con diverse partecipazioni in programmi come Tokusho, Kitchen, Sonic, Select e Hot. Collaborano con Antonella Ruggiero alla realizzazione di Registrazioni moderne nei brani Fantasia e Elettrochoc. Esce il singolo e il video di Cieli neri, a cui seguirà il quarto singolo estratto Altre forme di vita. L’album include una versione live di Decadenza estratto dall’album di esordio Acidi e basi, una reinterpretazione live di Never let me down again dei Depeche Mode e due inediti: Spazi illimiti e Are you hard with the machines which wrong?.

Il 1999 è l’anno in cui il cerchio si chiude: con Zero - ovvero la famosa nevicata dell'85 la trilogia chimica è terminata. Quest'ultimo lavoro è il più complesso, il più difficile da comprendere. Il disco contiene una reinterpretazione di un brano di David Bowie, Always crashing in the same car, e la collaborazione di Franco Battiato nei brani Punto di non arrivo e Sovrappensiero.

Parte il “Digital Low Tour” che verrà interrotto dopo una prima parte di breve durata. I Bluvertigo realizzano una collaborazione con Alice in Chanson egocentrique per Personal Juke Box. Partecipano con i Subsonica al progetto “Zero Volume” girando un videoclip per non udenti del brano Discolabirinto. Il Prix Leonardo, festival internazionale sulla scienza, assegna ai Bluvertigo nel 1999 il “Premio Speciale Per La Comunicazione Ai Giovani”, come gruppo europeo artisticamente più creativo nell’interpretare i grandi interrogativi che la società e la scienza si pongono oggi. Successivamente intervistano per Sonic Mtv i Duran Duran, uno dei gruppi da cui subiscono le maggiori influenze musicali.

Dal "congelamento" a oggi: 2000-2014[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 2001 i Bluvertigo partecipano al Festival di Sanremo nella categoria Big con il brano L'assenzio (The Power of Nothing), classificandosi all'ultimo posto. Segue l'uscita della raccolta Pop Tools in cui sono raccolti i brani di maggior successo dei precedenti album, con l'aggiunta di due inediti: L'assenzio e Comequando. Il video de L'assenzio girato da Asia Argento vince il premio come miglior videoclip al "Festival delle etichette indipendenti" di Faenza. Dal 2001 inizia un periodo di "congelamento" per la band, interrotto eccezionalmente il 15 luglio 2002 per l'apertura del concerto di David Bowie al Summer Festival di Lucca.

Inizia un periodo di pausa in cui i diversi componenti si dedicano a progetti solisti; la band non viene mai ufficialmente sciolta ma temporaneamente "congelata". Il silenzio viene interrotto in occasione della notte di San Silvestro del 2004 a Roma, tuttavia questa apparizione non sembra risvegliare la voglia di reunion.

Nel corso degli anni si susseguono voci sul possibile ritorno della band, voci che si concretizzano nella primavera del 2008: la partecipazione ad MTV Storytellers sancisce la riunione ufficiale del gruppo monzese e diventa un CD/DVD raccolta dei maggiori successi in chiave acustica: MTV Storytellers - Bluvertigo. Dopo sette anni parte il "ReTour" che tocca la maggiori città italiane facendo registrare un discreto successo di pubblico. Esce a fine primavera 2009 la biografia del gruppo, Il suono è mille brividi a cura di Daniele Cianfriglia.

Nel 2009 partecipano al brano Domani 21/04.2009 insieme ai maggiori esponenti della musica italiana, sotto il nome di Artisti Uniti Per L'Abruzzo.

Il 2014 vede l'ennesima reunion da parte della band, con un live a marzo allo storico Velvet di Rimini e, susseguentemente, un tour estivo.

I Bluvertigo hanno avuto uno stile originale e particolare che ha influenzato molte band nate in seguito, prima tra tutte i Subsonica.

Progetti solisti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003 Morgan pubblica il suo primo album da solista, Canzoni dell'appartamento, seguito nel 2004 dalla colonna sonora del film Il siero della vanità intitolata Il suono della vanità, nel 2005 dalla reinterpretazione del disco di Fabrizio De André Non al denaro, non all'amore, né al cielo e, nel 2007, dall'album intitolato Da A ad A. Nel 2008 esce È successo a Morgan, raccolta delle canzoni di maggior successo dei tre album precedenti, e contenente tre inediti, tra cui la reinterpretazione del maestro Battiato Un oceano di silenzio. Nel 2009 Morgan pubblica Italian Songbook Volume 1, album di cover in cui il cantautore raccoglie e ricanta 6 canzoni dei più rappresentativi cantautori degli anni '50, le rispettive traduzioni in inglese e un'Invenzione per orchestra d'archi, scritta a quattro mani con Stefano Barzan.

Da sottolineare anche la carriera di Livio Magnini, che suona oramai da diverso tempo, anche con i JetLag.

Sergio Carnevale ha partecipato al disco dei Baustelle Amen (2008), seguendo comunque Morgan in tutti i suoi dischi solisti.

Andy Fumagalli continua nella sua attività parallela di pittore, nel suo Flu-on, partecipando a mostre, e programmi tv, presso l'emittente MTV. Il suo quadro Full Immersion è cover dello split The Big Eye tra Hinkel (Fools Garden) e The Mirrors pubblicato da Echophonic. Ha collaborato con Beatrice Antolini nell'album BioY (2010).

Tutti e quattro i musicisti hanno preso parte al progetto Rezophonic.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

B-Sides[modifica | modifica sorgente]

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il brano Canone Inverso (LUXURY GOODS) è stato pubblicato come allegato al libro "Dissoluzione" uscito nelle edicole nel 1999.
  • Nel numero 26 di Dampyr, in una striscia appare la locandina di un concerto a Praga (14 aprile 2002) di una immaginaria punk band chiamata BLUE VELVET. La locandina porta la foto del gruppo (in questo caso il disegno) composto da 4 elementi. Tra i quattro ce n'è uno in particolare che ha la fisionomia inconfondibile di Morgan Castoldi. È un evidente tributo alla rock band italiana.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ sito MetaMorgan
  2. ^ Gli italiani degli Mtv Europe Music Awards. Dai Bluvertigo… al voto selvaggio dei fan

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]