Blocco elettrico automatico a circuiti di binario

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Il blocco elettrico automatico a circuiti di binario, è un regime di circolazione ferroviario. Viene talvolta impropriamente denominato blocco elettrico automatico a correnti fisse, perché tale denominazione è stata inserita nei regolamenti italiani della rete RFI per distinguere tale regime dalla sua successiva evoluzione denominata "a correnti codificate".

Questo regime di circolazione è fondato, oltre che su una serie di regole, su un insieme di apparati fissi che hanno la funzione di rilevare la posizione dei treni in circolazione, contribuendo così a garantire un regime di circolazione sicuro producendo informazioni indispensabili alla regolazione del distanziamento tra treni e della loro protezione rispetto agli ostacoli fissi.

Nelle tratte ferroviarie in cui è implementato, il controllo di occupazione di una sezione di blocco è effettuato mediante la tecnologia dei circuiti di binario.

Un'interessante e diffusa evoluzione di questo sistema è quella del blocco automatico a correnti codificate in cui le correnti del circuito di binario sono sfruttate per trasportare un segnale elettrico, costituito da una sovramodulazione a frequenze prestabilite e corrispondenti, secondo uno schema logico, all'aspetto proiettato dal segnale di blocco che si trova al termine della sezione di blocco.

Tale tecnologia è stata ideata inizialmente per comandare automaticamente i vari segnali di distanziamento (ad avviso accoppiato) delle tratte di piena linea in cui ad ogni sezione di blocco corrisponde un circuito di binario, che venivano comandati dal codice della sezione a valle del segnale.

In questo modo a circuito di binario occupato, ossia a corrente nulla nella tratta a inizio circuito, il segnale "iniziale" del circuito si dispone automaticamente a via impedita, comandando a sua volta l'immissione di una particolare corrente codificata nel circuito corrispondente alla sezione di blocco precedente rispetto al senso di marcia, che a sua volta comanda il precedente segnale di blocco (con funzione di avviso) in modo da fargli proiettare l'aspetto corrispondente all'avviso di via impedita.

Lo sviluppo più interessante è stato tuttavia quello di sfruttare le correnti codificate come segnale diretto non solo ai segnali di blocco precedenti, ma anche agli stessi treni che percorrono la linea, mediante dei dispositivi rilevatori ad induzione collocabili in corrispondenza del primo asse dei convogli: per questa tecnologia si veda la voce "blocco automatico a correnti codificate"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ministero dei trasporti Ferrovie dello Stato, Veicoli ed impianti,vol IX, pp. 336-339, Pisa, Tipografia editrice Giardini, 1962.
  • Ministero dei Trasporti Ferrovie dello Stato, Istruzione per l'Esercizio con Sistemi di Blocco Elettrico, Firenze, 1963..
  • Ministero dei Trasporti Ferrovie dello Stato, Regolamento circolazione treni, Firenze..
  • Ivo Angelini, Treni e ferrovie ieri-oggi-domani, Firenze, Salani, 1975.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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