Associazione Islamica Bengalese

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Associazione Islamica Bengalese
beng. বাংলাদেশ জামায়াতে ইসলামী
Leader Motiur Rahman Nizami
Segretario Delwar Hossain Sayeedi
Coordinatore Ali Ahsan Mohammad Mojaheed
Mohammad Kamruzzaman
Stato Bangladesh Bangladesh
Fondazione 1941
Ideologia Islamismo, Nazionalismo
Collocazione Destra radicale
Affiliazione internazionale Fratelli Musulmani
Organizzazione giovanile Islami chatrashibir
Sito web [1]

L'Associazione Islamica Bengalese (Jamaat-e-Islami Bangladesh, o semplicemente Jamaat) è un partito politico del Bangladesh.

Il Jamaat Islam venne fondato nel 1941, prima della divisione dell'India, da Syed Abu l-A'la Maududi. La Jamaat si oppose alla divisione del Pakistan dall'India. Dopo la divisione del sub-continente indiano fra Pakistan e India, Maulana Maududi si portò nel Pakistan Occidentale (l'odierno Pakistan), ed il partito si divise in due tronconi, uno per il Pakistan Occidentale ed uno per il Pakistan Orientale (l'odierno Bangladesh).

Nel 1971, la Jamaat si oppose alla guerra di liberazione del Bangladesh dal Pakistan. La Jamaat venne bandita dalla vita politica con la vittoria del Mukti Bahini, il movimento di liberazione bengalese. Il partito venne riabilitato solo nel 1978. Del resto, la Jamaat fu esclusa dalla vita politica anche per il periodo tra il 1983 ed il 1990, a causa del regime militare di Hossain Mohammad Ershad del Partito Nazionale (Ershad).

Alle elezioni politiche del 2001, la Jamaat ottenne il 4,28% dei voti, elesse 17 deputati ed entrò a far parte del nuovo governo con il Partito Nazionalista Bengalese, nazional-conservatori. Alle elezioni politiche del 2008 la Jamaat ottenne 5 seggi su 300. Nel 2010 il governo, a guida AL, permise che il Tribunale Penale Internazionale perseguisse i crimini perpretati durante la guerra del 1971. Nel 2012 tre leader della Jamaat sono stati condannati. La reazione della Jamaat provocò protesta in tutti il Paese[1].

Nel 2013 la Suprema Corte del Bangladesh ha cancellato la registrazione della Jamaat in quanto contrario all'indipendenza del Bangladesh[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BBC News - Bangladesh PM Sheikh Hasina rejects blasphemy law
  2. ^ Jamaat loses registration - bdnews24.com
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