Blocco Julija Tymošenko

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Blocco Julija Tymošenko
Leader Julija Tymošenko
Stato Ucraina Ucraina
Fondazione 9 febbraio 2001
Sede Kiev
Ideologia Centrismo,
Liberalismo sociale,
Cristianesimo democratico[senza fonte]
Collocazione Centro
Partito europeo Partito Popolare Europeo (osservatore)
Affiliazione internazionale Internazionale Democratica Centrista[senza fonte]
Seggi Verchovna Rada
101 / 450
Sito web byut.com.ua

Il Blocco Julija Tymošenko (Блок Юлії Тимошенко, BJT) è una coalizione politica dell'Ucraina guidata da Julija Tymošenko.

Il BJT è una coalizione socioliberale-centrista, favorevole all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione Europea e nella NATO, presente in modo prevalente nelle regioni centrali ed occidentali del Paese. Le regioni centro-occidentali dell'Ucraina sono, infatti, popolate dalle minoranze polacche ed ungheresi, dai cattolici (sia di rito latino che bizantino) e dalla maggioranza degli ortodossi "autocefali", autonomi cioè dal Patriarcato di Mosca. Ciò ha reso favorevole l'attecchiamento del Blocco, moderato e filo-europeo.

Il BJT nasce in occasione delle elezioni parlamentari ucraine del 2002. Finalità del Blocco era assicurare una qualche opposizione moderata al Partito Comunista d'Ucraina, uscito vincitore delle politiche del 1998 con il 24,7% dei voti. Il Blocco prese il nome da Julija Tymošenko, giovane e carismatica imprenditrice. Il Blocco raccolse alcuni partiti liberali e nazionalisti:

  • Unione Pan-Ucraina "Madrepatria";
  • "Sobor" Partito Popolare Ucraino;
  • Partito Repubblicano Ucraino;
  • Partito Social Democratico Ucraino.

Alle elezioni il BJT raccolse appena il 7,2% dei voti, ma entrò a far parte del governo filo-occidentale guidato da Viktor Juščenko, sostenuto anche da Nostra Ucraina (NU, 23,6%) e dal Partito Socialista d'Ucraina (PSU, 6,8%). Il PCU scese al 19,9% dei voti e il blocco filo-russo "Nostra Ucraina" ottenne l'11,7% dei consensi.

Alle elezioni presidenziali ucraine del 2004, il BJT sostenne la candidatura di Juščenko, che venne sconfitto al ballottaggio dal filo-russo Viktor Janukovyč del Partito delle Regioni. Le elezioni, però, vennero qualificate dagli osservatori dell'OSCE come non corrispondenti ai parametri internazionali. I sostenitori di Juščenko, che avevano già protestato circa l'attendibilità dei dati del primo turno, scesero in piazza e ottennero dalla Corte Suprema la ripetizione del ballottaggio, vinto questa volta da Juščenko. Nella protesta la Tymoshenko ebbe un ruolo di primo piano, tanto da venir nominata primo ministro.

Elezioni parlamentari del 2006 [modifica]

Alle politiche del 2006, il BJT salì al 22,3% dei voti, a tutto discapito degli alleati di Nuova Ucraina di Juščenko, che scesero al 13,9%, nonostante NU fosse composto anche da "Sobor" Partito Popolare Ucraino, precedentemente nel BJT. A queste consultazioni, del resto, il BJT era formato solo da due partiti:

  • Unione Pan-Ucraina "Madrepatria";
  • Partito Social Democratico Ucraino.

La Tymošenko venne riconfermata Primo Ministro, ma dopo appena tre mesi il governo cadde per la fuoriuscita del PSU. Juščenko è stato, così, costretto a dare il mandato di presidente del consiglio a Janukovyč, sostenuto oltre che dal PR anche dal PCU e da NU.

Elezioni parlamentari del 2007 [modifica]

Alle elezioni parlamentari del 30 settembre 2007, il blocco è stato formato da:

  • Unione Pan-Ucraina "Madrepatria"
  • Partito Social Democratico Ucraino
  • Partito Riforme ed Ordine

Il BJT ha ottenuto 156 seggi su 450, incrementando di 8 punti percentuali il risultato del 2006. Julija Tymošenko è stata eletta primo ministro con il sostegno di Nostra Ucraina.

politica Portale Politica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di politica