Blastula

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La blastula è l'embrione di animale nella fase che segue la segmentazione e precede quella della gastrulazione; in seguito alla segmentazione si forma un insieme di cellule che prendono il nome di blastomeri costituenti appunto la blastula.[1]

La blastula umana è un aggregato di cellule derivate dalla divisione mitotica dello zigote che diventa prima morula (una massa piena di cellule) e sviluppa in seguito una cavità interna (blastocele) circondata da uno strato di cellule (blastoderma), prendendo così il nome di blastula.[2]
Nel suo stadio avanzato (intorno al 6º-7º giorno di vita del concepito) la blastula presenta tre parti distinte:

  1. La "massa cellulare interna" o "embrioblasto" o "nodo embrionale", costituita dalle cellule che formeranno i tre foglietti dell'embrione e fisicamente collegata al trofoblasto.
  2. Il "blastocele", una cavità ricolma di liquido che assieme all'embrioblasto è contenuta nel trofoblasto.
  3. Il "trofoblasto", un guscio sferico formato da cellule che delimita il territorio della blastula. Circonda il blastocele e a una estremità vi è adeso.

Attorno all'ottavo giorno in una situazione non anomala la blastula raggiunge la parete dell'endometrio e qui vi si impianta grazie al trofoblasto.
Seguono vari stadi dello sviluppo della blastula che pian piano viene inglobata nella parete uterina, verso la quale affluisce glicogeno per nutrire il concepito, che prende il nome di "decidua gravidica".
Nei giorni successivi (fino al 15°) si sviluppa in modo consistente il trofoblasto, invece la massa cellulare interna subisce soltanto la differenziazione in ectoderma e endoderma.

Dal trofoblasto si sviluppano il sacco vitellino primitivo e la membrana di Heuser che lo racchiude, la cavità amniotica, il sincizio derivato dalla fusione di cellule trofoblastiche e che produce l'ormone HCG (human chorionic gonadotropin - gonadotropina corionica umana) e al cui interno si sviluppa un abbozzo di circolazione per nutrire il concepito.
Successivamente si forma anche uno strato chiamato mesoderma extraembrionale. La blastula si forma grazie a informazioni provenienti dall'RNA messaggero della madre. Il posizionamento delle cellule durante questo processo è fondamentale per la fase successiva, la gastrulazione.[3][4] Le cellule hanno ormai perso la totipotenza divenendo pluripotenti; possono quindi dare origine a tutti i tessuti, ma non agli annessi embrionali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ S. Gilbert, Developmental Biology 9th Ed + Devbio Labortatory Vade Mecum3., Sinauer Associates Inc, 2010, pp. 243-247, 161, ISBN 978-0-87893-558-1.
  2. ^ J. Lombardi, Embryogenesis in Comparative vertebrate reproduction, Springer, 1998, p. 226, ISBN 978-0-7923-8336-9.
  3. ^ W. Tadros, H.D. Lipshitz, Setting the stage for development: mRNA translation and stability during oocyte maturation and egg activation in Drosophila in Developmental dynamics: an official publication of the American Association of Anatomists, vol. 232, nº 3, 2005, pp. 593-608, PMID 15704150.
  4. ^ L.D. Etkin, Regulation of the mid-blastula transition in amphibians in Developmental biology (New York, N.Y.: 1985), vol. 5, 1988, pp. 209-25, PMID 3077975.
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