Blandina di Lione

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Santa Blandina
Santa Blandina, vetrata di Lucien Bégule nella chiesa di St-Pothin a Lione
Santa Blandina, vetrata di Lucien Bégule nella chiesa di St-Pothin a Lione

Martire

Morte 177, Lione
Venerata da Chiesa cattolica, Chiesa cristiana ortodossa, Chiese riformate
Santuario principale Chiesa di Saint-Leu, Amiens (Francia)
Ricorrenza 2 giugno
Attributi Rappresentata legata a una colonna affiancata da un leone, un orso e un toro
Patrona di Persone ingiustamente accusate di cannibalismo, ragazze schiave, vittime di tortura

Blandina (II secoloLione, 177) è stata una vergine cristiana e martire, vittima delle persecuzioni dell'imperatore Marco Aurelio.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Martirio di santa Blandina, acquaforte dell'illustratore Jan Luyken, tratto dal Martyrs Mirror

Blandina fa parte del gruppo dei martiri di Lione che, dopo alcuni di loro avevano subito torture spaventose, subì il martirio nel 177 sotto il regno di Marco Aurelio. In merito alla loro morte abbiamo la relazione inviata dalla Chiesa di Lione alle Chiese d'Asia Minore. La tradizione della storia è riportata da Eusebio nella sua Historia Ecclesiastica, ma gli eventi non sarebbe in sintonia con la politica ufficiale elaborata da Plinio il Giovane e l'imperatore Traiano qualche decennio prima. Il fanatismo del popolo romano a Lione sarebbe stato eccitato contro i cristiani in modo che questi ultimi, quando si avventuravano a manifestarsi pubblicamente, venivano vessati e maltrattati. Mentre il legato imperiale era assente, il chiliarch, un comandante militare, e il duumviro, un magistrato civile, gettarono in prigione un certo numero di cristiani che confessavano la loro fede. Quando il legato ritornò, i credenti imprigionati vennero processati. Tra questi cristiani c'era Blandina, una schiava che era stata presa in custodia insieme al suo padrone, anch'egli cristiano. Ma, anche se il legato la costrinse a essere torturata in modo orribile, in modo che anche i carnefici "non sapevano che cosa di più si potrebbe fare per lei", Blandina rimase fedele e ripeteva ad ogni domanda: "Io sono un cristiano, e noi non commettiamo illeciti".

Il legato aveva ricevuto istruzioni da Marco Aurelio per cui i cittadini romani che persistevano nella fede dovevano essere giustiziati per decapitazione, ma quelli senza cittadinanza dovevano essere torturati. Blandina fu quindi sottoposta a nuove torture con un numero di compagni nell'anfiteatro della città (ora conosciuto come l'Anfiteatro dei Tre Galli) al momento dei giochi pubblici. Venne legata a un palo ed esposta alle belve, che però, secondo la leggenda, non la toccarono. Dopo aver sopportato questo per un numero di giorni, fu portata nell'arena per vedere le sofferenze dei suoi compagni. Infine fu flagellata, posta su una griglia rovente, racchiusa in una rete e gettata davanti a un toro inferocito che l'ha lanciata in aria con le corna, e infine uccisa con un pugnale.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Santa Blandina è ricordata dalla Chiesa cattolica il 2 giugno.

« A Lione in Francia, santi martiri Potino, vescovo, Blandina e quarantasei compagni, le cui ardue e reiterate prove compiute al tempo dell’imperatore Marco Aurelio sono attestate nella lettera scritta dalla Chiesa di Lione alle Chiese d’Asia e Frigia. Tra questi, il nonagenario vescovo Potino rese il suo spirito poco dopo essere stato incarcerato; altri, come lui, morirono in carcere e altri ancora posti al centro dell’arena davanti a migliaia di persone radunate per lo spettacolo: quanti erano stati identificati come cittadini romani subirono la decapitazione, gli altri invece venivano dati in pasto alle fiere. Da ultima, Blandina, sgozzata alfine con la spada dopo aver patito più lunghe e aspre torture, seguì tutti coloro che ella aveva poco prima esortato a raggiungere la palma del martirio. »
(Martirologio Romano)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Blandina di Lione in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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