Blacklist
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La blacklist è un registro che contiene una lista di individui a cui, per un motivo particolare, è stato negato un particolare servizio o un privilegio.
[modifica] Nel contesto informatico
Nel contesto informatico, la blacklist funziona come un controllo degli accessi a una certa risorsa (rete, stampante, ...), usufruibile da tutti, ad eccezione delle entità (utenti, programmi, ...) identificate nella lista.
Al contrario, una whitelist identifica una lista di utenti cui è concesso l'accesso al servizio; a seconda delle impostazioni, essa può anche negare a priori a tutti gli utenti l'utilizzo che non sono inclusi nella lista (funzionando così sia da whitelist che da blacklist).
Una soluzione di questo genere può essere utilizzata nelle scuole dove, per varie ragioni, è necessario negare l'utilizzo di programmi come Kazaa o di ICQ. In questo caso la blacklist consiste di tutti gli indirizzi ip, le porte, e i programmi cui il firewall dovrà negare la connessione di rete.
Un altro utilizzo si trova nella gestione della posta elettronica, ove la blacklist comprende tutti quegli indirizzi considerati generatori di spam, cui negare il servizio (il recapito delle e-mail), che è invece possibile per tutti gli altri indirizzi.
Molti programmatori, però, stanno cominciando ad utilizzare il termine "blocklist", anziché "blacklist", perché quest'ultima potrebbe essere intesa come offesa al popolo Afroamericano.
[modifica] Nel contesto economico
La blacklist è una lista che contiene tutti i paesi che esentano i propri cittadini e le proprie società dal pagamento delle tasse. Questi capitali una volta rientrati nel proprio paese d'origine dovranno però pagarne tasse, in particolare dallo stato italiano il sistema della blacklist è usato per tassare il 95% dei dividendi da società nei paese compresi, mentre per i paesi non inseriti si pagheranno le tasse soltanto sul 40%.
[modifica] Novità che cambiano il concetto di paradiso fiscale
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La Legge Finanziaria del 2008 istituisce, al posto della blacklist per i paesi a rischio fiscale, la whitelist. Nel particolare in questa lista saranno inseriti quei paesi che avranno un elevato livello di collaborazione con l’amministrazione italiana a dispetto di come era prima e cioè venivano inseriti nella black list quei paesi con un elevato vantaggio fiscale. Quindi via libera e esclusione da imposizione per gli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, percepiti da soggetti residenti in Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. Purtroppo in Italia vi era un gran numero di aziende, anche medio-piccole, ma con elevati utili che cercavano paesi stranieri per crearvi strutture al fine di pagare meno tasse che in Italia. Il legislatore a riguardo è più volte intervenuto per tentare di frenare il fenomeno, arrivando a definire tra l’altro che vengono considerati paradisi fiscali quei paesi dove il livello di tassazione è inferiore minimo per il 30% rispetto al livello medio applicato in Italia. Con questo nuovo criterio però potremmo trovare alcuni paesi che prima rientravano nella Black list, in quanto avevano una tassazione bassa rispetto all’Italia, stare ora nella White list in quanto hanno un scambio di informazioni con l’Italia adeguato ai parametri. È il caso di paesi come Malta, Mauritius, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti che pur rientrando nella Black list potrebbero trovare spazio anche nella White list. Penalizzati invece potrebbero essere paesi come la Svizzera che per la loro riservatezza si troverebbero esclusi dalla White list pur avendo forme e percentuali di tassazione adeguate all’Italia.
Altra novità è l’adozione di due «white list»:
• una riferita alla presunzione di residenza delle persone fisiche
• l’altra a tutte le restanti materie.
I nuovi elenchi saranno destinati a sostituire integralmente, al termine del periodo transitorio l'attuale sistema fondato sulle «black list» adottate fra il 1999 e il 2002.

