Black Ark

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Lee "Scratch" Perry

Il Black Ark Studio è stato uno studio di registrazione di musica reggae e dub fondato e gestito, e poi distrutto, dal produttore e musicista giamaicano Lee "Scratch" Perry. Era situato nella sua casa di famiglia, al 5 di Cardiff Crescent[1], nei Washington Gardens a Kingston, la capitale giamaicana.

Lo studio di registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio venne realizzato intorno al 1973 e divenne pienamente operativo solo nel 1974[2]; anche se inizialmente era attrezzato in modo rudimentale, è stato uno degli studi di registrazione più importanti del paese nella seconda metà degli anni settanta e uno dei luoghi dove sono nati e si sono sviluppati alcuni dei sottogeneri della musica reggae, in particolare il genere dub.

Ethiopian Land di Peter e Paul Lewis, sette pollici registrato al Black Ark e prodotto da Lee Perry su etichetta Black Art.

Tecniche musicali innovative[modifica | modifica wikitesto]

Un esempio dello stile innovativo e ricco di inventiva di Lee Perry fu la sua abilità nel sovrapporre diversi livelli di effetti sonori, usando un 4 tracce, la sua abilità e precisione nei tempi fu tale da distruggere la concorrenza in tutta la Giamaica, nonostante gli altri studi utilizzassero macchine 16 tracce, ben più evolute. Perry seppellì un microfono sotto una palma vicina allo studio, per ottenere un suono speciale utilizzando il tronco come strumento a percussione.

Per molto tempo lo studio fu circondato da filo spinato, per mantenere il segreto sul suono unico della Black Ark; molte delle canzoni da lui prodotte furono create a partire da una vasta varietà di effetti sonori, dal rumore di vetri rotti, al pianto di bambini, al muggito di una mucca. Questi e molti altri effetti contribuirono a creare il suono della Black Ark, unico e riconoscibile.

I musicisti e la Black Ark[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a produrre suoni per stelle del reggae come Bob Marley & The Wailers, Junior Byles e Max Romeo, Lee Perry e il suo studio furono fondamentali per l'affermazione del nuovo sottogenere del reggae, il dub, in cui il produttore, che utilizza il mixer come un vero e proprio strumento musicale, diventa il punto focale del riddim.

La fine[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979, dopo anni di comportamento strano e irregolare, Lee Perry, armato di pennarello, ricoprì ogni superficie dello studio di scritte, prima di dargli fuoco lasciando che l'edificio bruciasse completamente. Questo evento, oltre a causare la fine dello studio e del suo stile unico, sancì la fine di un'epoca, in cui la Giamaica e il suo suono, realizzato proprio da Perry nel Black Ark, attirarono l'attenzione mondiale. Alcuni membri della famiglia di Perry dichiararono che lo studio era andato a fuoco a causa di un incidente elettrico, mentre lo stesso Lee Perry dichiarò di averla bruciata a causa degli "Spiriti immondi" che la popolavano, probabilmente un'allusione alle persone da lui non gradite che ruotavano attorno allo studio.

Dischi registrati al Black Ark[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo in cui è stato operativo, al Black Ark studio sono stati registrati e mixati molti dischi; eccone una lista (non esaustiva):

Album[3][modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di raccolte di brani registrati e prodotti al Black Ark da Lee Perry, usciti in origine solo su singoli in vinile e ripubblicati su LP e CD molti anni dopo la loro registrazione.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Perry ha realizzato anche un brano strumentale intitolato 5 Cardiff Crescent incluso nell'album Musical Bones.
  2. ^ Note di David Katz e Steve Barrow, dal booklet del CD Arkology (Island, 1997)
  3. ^ (EN) rootsarchives.com - Black Ark. URL consultato il 17-07-2009.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]