Bivio (Svizzera)

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Bivio
comune
Bivio – Stemma
Bivio con la vista di Piz Lagrev, Piz Julier e la strada del Julierpass
Bivio con la vista di Piz Lagrev, Piz Julier e la strada del Julierpass
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Canton Grigioni
Distretto Albula
Territorio
Coordinate 46°28′11.98″N 9°39′04.97″E / 46.469995°N 9.651381°E46.469995; 9.651381 (Bivio)Coordinate: 46°28′11.98″N 9°39′04.97″E / 46.469995°N 9.651381°E46.469995; 9.651381 (Bivio)
Altitudine 1.776 m s.l.m.
Superficie 76,73 km²
Abitanti 204 (31-12-2010)
Densità 2,66 ab./km²
Comuni confinanti Avers, Bever, Marmorera, Mulegns, Sils im Engadin/Segl, Silvaplana, Bregaglia, Sur
Altre informazioni
Lingue tedesco (ufficiale), italiano
Cod. postale 7457
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3531
Targa GR
Nome abitanti biviesi o biviani
(DE) bivier o staller
(RM) beiver
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Bivio
Bivio – Mappa
Sito istituzionale

Bivio (in tedesco Stalla, nome ufficiale fino al 1902; in romancio Beiva) è un comune svizzero del Canton Grigioni di 204 abitanti, attraversato dal torrente Giulia, si trova in Val Sursette.

Fino al 2005 è stato l'unico comune svizzero a nord delle Alpi, cioè fuori dalla Regione geografica italiana, con l'italiano come lingua ufficiale. L'italiano, e il lombardo in una variante dialettale originaria della Val Bregaglia, era parlato nel 1860 dall'80% degli abitanti, nel 2000 scesi al 29%. Tuttora nell'edificio municipale è presente la scritta "MUNICIPIO" in italiano, ultimo residuo prima che la popolazione di lingua tedesca superasse numericamente quella di lingua italiana. L'85% degli abitanti è svizzero, il 15% è composto da stranieri (soprattutto tedeschi, austriaci e italiani).

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Bivio dista 22 km da Sankt Moritz e 56 km da Coira. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Sankt Moritz e Tiefencastel (27 km), della Ferrovia retica. L'uscita autostradale di Thusis, sulla A13/E43, dista 39 km.

Il punto più elevato del comune è la cima del Piz d'Agnel (3205 m s.l.m.), che segna il confine con Marmorera, Sur e Bever.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Bivio prende anche il nome dal bivio che porta ai passi del Giulia e del Settimo (Pass da Sett, Septimer Pass) percorsi già in epoca romana. Intorno all'840 vi fu costruito un ospizio per i contadini bregagliotti (italofoni) da cui poi giunsero coloni; infatti tra il XIII ed il XIV secolo Bivio divenne un'enclave italofona circondata da comuni germanofoni (Avers) e romanci (Marmorera e tutta la valle del Giulia).

Dal 1219 Bivio ebbe un proprio parroco e la chiesa di San Gallo è attestata dal 1459, nonostante avesse forse già aderito alla Riforma; nel 1675 fu eretta la chiesa riformata con un proprio pastore, tuttora a Bivio vige la parità confessionale. Plurilingue dal XV secolo, durante la Prima guerra mondiale ci fu l'ultima grande migrazione di contadini bregagliotti; con l'apertura della prima sciovia nel 1959 la popolazione italofona è diminuita di molto.

L'italiano a Bivio[modifica | modifica sorgente]

La lingua italiana è scesa in numero di parlanti dall'80% del 1860, al 42% del 1980, al 34% del 1990 e al 29% del 2000. La PGI (Pro Grigioni Italiano) sta cercando di promuovere l'uso dell'italiano a Bivio.

Lingue a Bivio
Lingue Censimento 1980 Censimento 1990 Censimento 2000
Abitanti Percentuale Abitanti Percentuale Abitanti Percentuale
Tedesco 88 36,97 % 120 53,81 % 113 55,39 %
Italiano 100 42,02 % 76 34,08 % 60 29,41 %
Romancio 44 18,49 % 20 8,97 % 25 12,25 %
Totale 238 100 % 223 100 % 204 100 %

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Cittadini importanti[modifica | modifica sorgente]

L'italiano nell'Amministrazione comunale[modifica | modifica sorgente]

Il 16 dicembre 2005 i cittadini di Bivio riuniti in assemblea comunale hanno accolto la proposta di cambiare protocollo e di usare il tedesco invece che l'italiano negli atti comunali. Questa decisione è stata molto avversata dal Pro Grigioni Italiano e dalla signora Elda Simonett-Giovanoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rieletto Ministro generale nel 2012

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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