Bis(1,5-cicloottadiene)nichel(0)
| Bis(1,5-cicloottadiene)nichel(0) | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| bis[(1,2,5,6-η)-1,5-cicloottadiene]nickel(0) | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C16H24Ni |
| Massa molecolare (u) | 275,06 |
| Aspetto | solido giallo |
| Numero CAS | [] |
| Numero EINECS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Temperatura di fusione | 60 °C (333 K) dec |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| Frasi R | 11, 43, 45 |
| Frasi S | 53, 45 |
Il bis(1,5-cicloottadiene)nichel(0) è il composto metallorganico del nichel con formula Ni(C8H12)2. La formula è in genere abbreviata come Ni(cod)2 o Ni(COD)2. In condizioni normali è un solido giallo sensibile all'ossigeno atmosferico. Viene comunemente usato nelle sintesi chimiche come fonte di Ni(0), cioè per ottenere atomi di nichel nello stato di ossidazione zero.[1]
Il Ni(cod)2 è un complesso diamagnetico; il nichel è coordinato in modo tetraedrico ai gruppi alchene presenti nei due leganti 1,5-cicloottadiene. Si prepara per riduzione di acetilacetonato di nichel(II) anidro in presenza della diolefina:
- 1/3[Ni3(acac)6] + 2cod + 2AlEt3 → Ni(cod)2 + 2acacAlEt2 + C2H6 + C2H4
Ni(cod)2 è moderatamente solubile in benzene e THF.[2] I leganti cod possono essere facilmente sostituiti da fosfine, fosfiti e isocianuri.
Indicazioni di sicurezza [modifica]
Il Ni(cod)2 è disponibile in commercio. Si sospetta che possa avere effetti cancerogeni, ma non ci sono prove certe. Può creare sensibilizzazione per contatto con la pelle.[3]
Note [modifica]
- ^ Wilke 1988
- ^ Schunn et al. 1990
- ^ Alfa Aesar. Scheda di dati di sicurezza del Ni(cod)2. URL consultato in data 7 novembre 2011.
Bibliografia [modifica]
- R. A. Schunn, S. D. Ittel, M. A. Cushing (1990). Bis(1,5-Cyclooctadiene)Nickel(0). Inorg. Synth. 28: 94–98. DOI:10.1002/9780470132593.ch25. URL consultato in data 7 novembre 2011.
- G. Wilke (1988). Contributions to Organo-Nickel Chemistry. Angew. Chem. Int. Ed. Engl. 27 (1): 185-206. DOI:10.1002/anie.198801851. URL consultato in data 7 novembre 2011.
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