Birth - Io sono Sean

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Birth - Io sono Sean
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Nicole Kidman in una scena del film
Titolo originale Birth
Paese di produzione USA
Anno 2004
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Jonathan Glazer
Soggetto Milo Addica, Jean-Claude Carrière, Jonathan Glazer
Sceneggiatura Milo Addica, Jean-Claude Carrière, Jonathan Glazer
Fotografia Harris Savides
Montaggio Sam Sneade, Claus Wehlisch
Effetti speciali Tom Debenham
Musiche Alexandre Desplat
Scenografia Kevin Thomapson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Birth - Io sono Sean[1] è un film di produzione USA del 2004.

Diretto dal regista Jonathan Glazer e interpretato, fra gli altri, da Nicole Kidman e Lauren Bacall, è stato inserito nella sezione in concorso alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dieci anni dopo l'improvvisa morte di suo marito Sean, Anna e Joseph sono in procinto di sposarsi. Alla festa di fidanzamento sono invitati Clifford, che era il migliore amico di Sean, e sua moglie Clara. Quando arrivano, però, Clara decide che il loro regalo, essendo mal incartato, non può essere presentabile. Decide allora di andare Central Park e, ignara che un ragazzino la sta seguendo, seppellisce il pacco che avrebbe dovuto consegnare a Anna, lasciando Clifford da solo alla festa. Pochi giorni dopo il compleanno della madre di Anna, il ragazzino si presenta e chiede di parlare da solo con Anna: quest'ultimo afferma di essere il suo defunto marito Sean, e la esorta a non sposare Joseph.

Sean comincia a scrivere ripetutamente ad Anna, e sebbene sia lei che Joseph lo esortino a smetterla con questa storia il ragazzo, con molta tranquillità, rifiuta. Su suo stesso suggerimento, il bambino viene interrogato sui dettagli della vita del defunto Sean, e la sua precisione nel raccontarli appare incredibile: ancora più snervante è l’intensità e la sicurezza del suo amore per Anna. Può questo ragazzo essere realmente suo marito, ritornato da lei? Se inizialmente la vedova non crede alle parole del bimbo, in seguito comincia sempre di più a convincersi che si tratti proprio del suo defunto marito; progetta addirittura di annullare le nozze con Joseph e sposare il bambino non appena lui avesse raggiunto la maggiore età.

Tuttavia vi è un colpo di scena: Clara, la moglie di Clifford, si presenta al bambino e afferma di essere sicura che lui non è il defunto Sean, in quanto lei era in realtà la sua amante; se si fosse veramente trattato di lui, il bimbo l'avrebbe senz'altro riconosciuta, cosa che non è accaduta. Viene rivelato difatti che la sera della festa di fidanzamento di Anna e Joseph, il misterioso pacco sotterrato da Clara conteneva delle lettere d'amore scritte da Anna per Sean, il quale, non amandola veramente, non le aveva mai lette. L'amante piena di rancore aveva deciso di umiliare la "rivale" mostrandole tali lettere mai aperte proprio la sera del suo fidanzamento: per paura di rimorsi aveva però rinunciato, sotterrando il pacco con le lettere; a questo punto si viene a capire come mai il bambino diceva di essere Sean: avendo dissotterrato il pacco e letto le lettere, era venuto a scoprire parecchi dettagli e particolari sulla vita del Sean defunto.

In seguito a questo episodio il bambino rivela la verità a Anna, cioè che lui non è Sean, in quanto, a differenza del suo defunto marito, la ama. Appresa finalmente la verità Anna torna sui suoi passi ma a caro prezzo: mentre il bambino, dopo un periodo di cure psichiatriche (che comunque non portano a capire il perché del suo gesto) riprende una vita normale, Anna si sposa con Joseph ma il giorno del matrimonio entra in crisi e sembra voglia suicidarsi buttandosi in mare, ma viene salvata proprio dallo stesso Joseph. Questo gesto dimostra come gli avvenimenti prematrimoniali riguardanti Sean l'abbiano provata e che la salute mentale della donna sia irrimediabilmente compromessa.

Note di regia[modifica | modifica sorgente]

« In poche parole, penso che il film ritragga una donna condotta alla pazzia dall'amore. Tratta dell'universo interiore che diventa equivalente a quello esteriore. Ho capito presto che l'unico modo per fare questo film era quello di non essere così stupido da provare a dare risposte. Piuttosto il mio compito era cercare e formulare le domande giuste. So che per fare ciò si deve contare su un dialogo con il pubblico. Spero che il film raggiunga quest'obiettivo. »
(Dichiarazione di Jonathan Glazer contenuta nella cartella stampa del film)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

2004 - Golden Globe

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ IMDb, MyMovies

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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