Birgus latro

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Granchio del cocco
Cococrb2.jpg
Birgus latro
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Subphylum Crustacea
Classe Malacostraca
Ordine Decapoda
Sottordine Pleocyemata
Infraordine Anomura
Superfamiglia Paguroidea
Famiglia Coenobitidae
Genere Birgus
Specie B. latro
Nomenclatura binomiale
Birgus latro
Linnaeus, 1767

Il granchio del cocco (Birgus latro Linnaeus 1767) è il più grande artropode terrestre del mondo.

È un paguro terrestre famoso per la sua abilità di rompere le noci di cocco con le sue forti chele per mangiarne il contenuto. Viene talvolta chiamato "granchio ladro" (in inglese robber crab) o "ladro delle palme" (in tedesco Palmendieb), perché alcuni granchi del cocco rubano oggetti luccicanti come padelle e argenteria da case e tende. È anche noto come terrestrial hermit crab ("paguro terrestre"), a causa dell'uso di conchiglie da parte dei giovani individui (tuttavia il termine paguro terrestre si applica anche ad altri paguri terrestri, come per esempio il paguro terrestre australiano Coenobita variabilis). Il granchio del cocco ha differenti nomi locali, come, ad esempio, ayuyu a Guam, unga o kaveu.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Immagine di un granchio del cocco dal Dictionnaire D'Histoire Naturelle del 1849

Gli esemplari di questa specie giungono in media fino ai 4 kg di peso, 400 mm di lunghezza del corpo, un metro di apertura delle zampe, con i maschi generalmente più grandi delle femmine (dimorfismo sessuale). Alcuni autori hanno descritto esemplari con pesi fino a più di 17 kg e una lunghezza del corpo di 1 m. Si crede che questo sia vicino al limite teorico per un artropode terrestre. Tuttavia, quando il corpo viene sostenuto dall'acqua, sono possibili dimensioni più grosse (vedi ad esempio, il granchio ragno giapponese Macrocheira kaempferi). Possono raggiungere un'età di 30-60 anni. Il corpo del granchio del cocco è, come quello di tutti i decapodi, diviso in una sezione frontale (cefalotorace) e un addome con 10 zampe. Quelle più anteriori hanno massicce chele usate per aprire le noci di cocco e che possono sollevare oggetti pesanti fino a 29 kg. Le tre paia di zampe successive hanno sulle punte chele più piccole simili a pinzette, e vengono usate come arti di movimento. Inoltre questi arti adattati in modo particolare rendono il granchio del cocco capace di arrampicarsi verticalmente sugli alberi (spesso palme da cocco) alti fino a 6 metri. L'ultimo paio di zampe è molto piccolo e serve solo per pulire gli organi respiratori. Queste zampe sono solitamente tenute dentro il carapace, nella cavità contenente gli organi respiratori.

Sebbene Birgus latro derivi dai paguri, solo i giovani recuperano conchiglie di gastropodi per proteggere i loro addomi morbidi, e gli adolescenti talvolta usano anche gusci di noci di cocco rotte. Al contrario degli altri granchi eremiti, i granchi del cocco adulti non trasportano conchiglie, ma, invece, induriscono la loro armatura addominale depositando chitina e gesso. Piegano anche le loro code sotto i loro corpi per protezione, come fa la maggior parte dei veri granchi. L'addome indurito protegge il granchio del cocco e riduce la perdita d'acqua sulla terraferma, ma deve essere mutato a intervalli periodici. La muta richiede circa 30 giorni, durante i quali l'animale ha il corpo soffice e vulnerabile, e quindi resta nascosto per proteggersi.

I granchi del cocco non sanno nuotare e affogherebbero nell'acqua. Usano uno speciale organo chiamato polmone branchiostegale per respirare, che si può interpretare come uno stadio evolutivo tra le branchie e i polmoni, ed è uno degli adattamenti più significativi del granchio ladro al suo habitat. Le camere di questo organo respiratorio sono situate nella parte posteriore del cefalotorace, e contengono un tessuto simile a quello che si trova nelle branchie, ma adattato all'assorbimento di ossigeno dall'aria, piuttosto che dall'acqua. Tali organi hanno bisogno d'acqua per funzionare, e il granchio provvede a ciò strofinando le sue zampe bagnate sui vicini tessuti spugnosi, usando l'ultimo e più piccolo paio di zampe. I granchi del cocco possono bere anche acqua salata, usando la medesima tecnica per portare l'acqua alla bocca.

In aggiunta a questo organo respiratorio, il granchio ladro ha in dotazione un rudimentale sistema di branchie. Tuttavia, mentre queste branchie erano probabilmente usate per respirare sott'acqua nella storia evolutiva della specie, oggi non forniscono più sufficiente ossigeno, e un granchio del cocco immerso, affogherebbe in poche ore o minuti (i riferimenti variano, probabilmente secondo i livelli di stress ed esercizio e il risultante consumo d'ossigeno).

Un altro organo distintivo del granchio del cocco è il suo naso. Il processo dell'annusare funziona in modo molto diverso a seconda che le molecole odorate siano idrofile in acqua o idrofobe in aria. Dato che la maggior parte dei granchi vive in acqua, possiedono organi specializzati chiamati estetaschi sulle loro antenne per determinare sia la concentrazione sia la direzione dell'odore. Tuttavia, poiché i granchi ladri vivono sulla terraferma, gli estetaschi sulle loro antenne sono significativamente differenti da quelle degli altri granchi e assomigliano di più agli organi olfattivi degli insetti, chiamati sensilli. Sebbene gli insetti e il granchio del cocco si siano originati da differenti percorsi evolutivi, lo stesso bisogno di individuare gli odori nell'aria ha portato allo sviluppo di organi notevolmente simili, costituendo un esempio di convergenza evolutiva. I granchi ladri muovono anche a scatti le loro antenne come gli insetti per potenziare la loro ricezione. Hanno un eccellente senso dell'odorato e possono individuare odori interessanti a grandi distanze. Soprattutto gli odori di carne putrida, banane e noci di cocco attirano la loro attenzione come potenziali fonti di cibo.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

I granchi ladri si accoppiano frequentemente e velocemente sulla terraferma nel periodo fra maggio e settembre, soprattutto in luglio e agosto. Il maschio e la femmina combattono fra di loro, e il maschio gira la femmina sulla sua schiena per accoppiarsi. L'intera procedura richiede circa un quarto d'ora. Poco dopo, la femmina depone le uova e le appiccica alla parte inferiore del suo addome, trasportando le uova fecondate sotto il suo corpo per alcuni mesi. Al momento della schiusa, di solito in ottobre o in novembre, il granchio ladro femmina rilascia le uova nell'oceano con l'alta marea. Queste larve vengono chiamate zoee. È stato riportato che tutti i granchi del cocco fanno ciò la stessa notte, con molte femmine sulla spiaggia nel medesimo momento.

Le larve galleggiano nell'oceano per 28 giorni, durante i quali un gran numero di esse viene mangiato da predatori. In seguito vivono sul fondo dell'oceano e sulla costa come granchi eremiti, usando altre conchiglie di scarto come protezione per altri 28 giorni. In quel tempo visitano ogni tanto la terraferma. Come avviene per tutti i granchi eremiti, mutano le loro conchiglie nel corso della crescita. Dopo questi 28 giorni, lasciano l'oceano per sempre e perdono l'abilità di respirare in acqua. I giovani granchi ladri, che non riescono a trovare una conchiglia della dimensione giusta, spesso usano pezzi di noci di cocco rotte. Quando oltrepassano anche le dimensioni delle noci di cocco, sviluppano un addome indurito. Tra circa 4 e 8 anni dopo la schiusa delle uova il granchio del cocco matura e può riprodursi. Questo periodo di sviluppo è insolitamente lungo per un crostaceo.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I granchi del cocco variano in dimensioni e colori

L'alimentazione del granchio del cocco consiste soprattutto di frutta, compresi fichi e noci di cocco, tuttavia, essi mangiano quasi qualsiasi cosa di origine organica, comprese foglie, frutta marcia, uova di tartaruga, animali morti e le conchiglie di altri animali, che si crede forniscano calcio. Mangiano anche animali vivi troppo lenti per scappare, come tartarughe marine appena schiusesi. I granchi del cocco spesso cercano di rubarsi il cibo a vicenda e lo portano nelle loro tane per poterlo mangiare indisturbati.

Il granchio del cocco si arrampica sugli alberi sia per mangiare noci di cocco o frutti che per sfuggire dal caldo o dai predatori. Nonostante alcuni ritengano che il granchio ladro tagli le noci di cocco dall'albero per mangiarle per terra (da qui il nome "ladro di palme"), tuttavia, secondo l'ex biologo tedesco Holger Rumpf (talvolta scritto Rumpff), l'animale non è abbastanza intelligente per programmare una tale azione, ma, piuttosto, fa cadere accidentalmente la noce di cocco mentre cerca di aprirla sull'albero. Il granchio ladro fa dei buchi nella noce di cocco con le sue forti chele e ne mangia il contenuto; questo comportamento è unico nel regno animale.

Si dubitò per lungo tempo che il granchio del cocco potesse aprire le noci di cocco e, durante degli esperimenti, alcuni esemplari erano morti di inedia circondati da noci di cocco. Tuttavia, negli anni ottanta, Rumpf riuscì a osservarli e a studiarli mentre aprivano noci di cocco in libertà. Il granchio ha sviluppato una tecnica speciale per fare ciò: se la noce di cocco è ancora coperta del guscio, usa le sue chele per strapparne via delle strisce, cominciando sempre dal lato con i tre pori germinativi (il gruppo di tre cerchiolini che si trova all'esterno della noce di cocco). Una volta che i pori sono visibili, il granchio picchia le sue chele contro uno di essi finché si spacca. Infine, si gira e usa le pinze più piccole rispetto alle altre zampe per estrarre la polpa bianca della noce di cocco. Usando le loro chele, gli individui più grandi possono persino rompere la dura noce di cocco in pezzi più piccoli per un consumo più agevole.

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

I granchi ladri vivono da soli in tane sotterranee e fenditure rocciose, a seconda del terreno locale, ma principalmente si scavano la propria tana nella sabbia o nel terreno morbido. Durante il giorno, l'animale rimane nascosto, sia per proteggersi dai predatori sia per ridurre la perdita d'acqua per il caldo, tant'è che per creare dentro la tana l'umido microclima necessario ai suoi organi respiratori, il granchio ladro tiene chiusa l'entrata con una delle sue chele. In aree con una grande popolazione di granchi ladri, alcuni possono anche uscire durante il giorno, forse per acquistare un vantaggio nella ricerca del cibo, comunque l'attività diurna è più comune se è umido o piove, poiché queste condizioni permettono loro di respirare con maggiore facilità. Questi artropodi vivono quasi esclusivamente sulla terraferma e addirittura sono stati trovati esemplari lontani anche 6 km dall'oceano.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Areale del granchio del cocco

I granchi del cocco vivono in zone sparse fra l'oceano Indiano e l'oceano Pacifico occidentale. La popolazione più grande e meglio preservata del mondo si trova sull'isola di Natale, nell'oceano Indiano. Vaste popolazioni esistono anche nelle isole Cook (nel Pacifico), soprattutto in Pukapuka, Suwarrow, Mangaia, Takutea, Mauke, Atiu e la più piccola Palmerston. Altre popolazioni esistono alle Seychelles, soprattutto in Aldabra, nelle isole Glorioso, in Astove, nell'isola dell'Assunzione, e in Cosmoledo, ma il granchio del cocco è estinto nelle isole centrali. Se ne conoscono anche su diverse delle isole Andaman e Nicobar, nel golfo del Bengala. Ci sono alcune differenze di colore tra gli animali situati su isole diverse, che spaziano dal viola chiaro al marrone, passando per il porpora intenso.

Poiché non possono nuotare da adulti, i granchi ladri, nel tempo, devono aver colonizzate le isole come larve, le quali possono nuotare. Tuttavia, a causa delle grandi distanze fra le isole, alcuni ricercatori ritengono che uno stadio larvale di appena 28 giorni non sia abbastanza per coprire tali distanze e suppongono che i giovani granchi del cocco abbiano raggiunto le isole su legni o altri oggetti galleggianti.

La distribuzione mostra alcuni buchi, ad esempio attorno al Borneo, all'Indonesia o alla Nuova Guinea. Queste isole, che hanno un habitat adatto, e potevano essere facilmente raggiunte, non hanno colonie di questo tipo di granchi, in quanto le popolazioni locali se ne sono cibate fino ad estinguerli.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i criteri della lista rossa della IUCN, non ci sono abbastanza dati per decidere se il granchio del cocco sia una specie a rischio, ed è pertanto etichettata DD (in inglese, data deficient, ossia "dati insufficienti")[1]. Tuttavia, secondo alcuni resoconti, le popolazioni sono abbastanza grandi, con una delle più vaste nell'isola di Caroline. Si crede che il granchio ladro sia abbastanza comune su alcune isole, ma piuttosto raro su altre. L'espansione edilizia costiera su molte isole riduce l'habitat naturale del crostaceo.

I giovani granchi del cocco sono vulnerabili ai carnivori introdotti come ratti, maiali o formiche come la formica pazza gialla. Invece i granchi adulti non hanno predatori naturali, e vengono mangiati solo dagli umani. Gli adulti hanno una vista scarsa, e individuano i nemici con le vibrazioni del terreno.

In generale, sembra che popolazioni umane numerose abbiano un effetto negativo sulla popolazione di granchi del cocco, e, in alcune aree, si riporta che le popolazioni sono in diminuzione a causa dell'eccessivo sviluppo agricolo. Il granchio del cocco è preservato con l'istituzione di alcune aree protette, col divieto di caccia nel periodo degli accoppiamenti, e l'obbligo a non cacciare esemplari con dimensioni inferiori a una soglia fissata.

Il granchio del cocco nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo granchio eremita, con le sue dimensioni e la sua forza intimidenti, detiene un posto d'onore nella cultura degli isolani. Il granchio del cocco viene mangiato dalle popolazioni autoctone del Pacifico ed è considerato una specialità e un afrodisiaco, con un gusto simile all'aragosta e al normale granchio. Le parti più pregiate sono le uova nel corpo della femmina e il grasso dell'addome. I granchi del cocco possono essere cotti in maniera simile alle aragoste, bollendoli o cuocendoli a vapore. Le varie isole hanno anche una gamma di ricette, come, ad esempio, il granchio del cocco cotto nel latte di cocco.

Benché il granchio del cocco di per sé non sia velenoso, può diventarlo a seconda della sua alimentazione, e si sono registrati casi di tossicità delle sue carni. Si crede che il veleno venga da tossine vegetali, il che spiegherebbe perché alcuni animali siano velenosi e altri no. Può essere anche possibile che questo veleno sia considerato un sorta di afrodisiaco, similmente a quanto accade per il pesce palla in Giappone. Tuttavia, i granchi del cocco non sono un prodotto commerciale e non vengono, di solito, venduti.

I granchi del cocco si cacciano meglio nelle notti senza luna con il terreno umido, usando torce; il tempo migliore sono le tre notti che seguono la luna nuova. Possono essere cacciati anche durante il giorno, ma questo implica scavare per raggiungerli nelle loro tane o accendere un fuoco per stanarli col fumo dai loro nascondigli. Viene anche suggerito di spargere delle metà di noci di cocco bruciate per attrarli.

I bambini, a volte, giocano con giovani esemplari di granchi del cocco, facendo molta attenzione. Una tecnica consiste nell'ingannarli mettendo dell'erba bagnata inclinata su una palma su cui è salito un granchio. Quando l'animale scende, crede che l'erba sia il terreno e lascia la sua presa dal tronco dell'albero, e quindi cade.

Il granchio del cocco è ammirato per la sua forza, e si dice che gli autoctoni usino questo animale per far la guardia alle loro piantagioni di cocco. Un granchio del cocco può anche attaccare una persona se minacciato. Si vendono anche granchi del cocco, soprattutto se non sono ancora completamente maturi, come animali da compagnia, ad esempio a Tokyo. La gabbia deve essere abbastanza forte in modo che il crostaceo non possa usare le sue forti chele per fuggire.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Eldredge, L.G. 1996, Birgus latro in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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