Billy Squier

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Billy Squier
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Hard rock[1]
Pop metal[2]
Arena rock[1]
Album-oriented rock[3]
Periodo di attività 1968 – in attività
Strumento Chitarra
Etichetta Capitol Records
Gruppi Piper
Album pubblicati 15
Studio 12
Raccolte 3
Sito web

William Haislip Squier, noto come Billy (Boston, 12 maggio 1950), è un cantante e musicista statunitense. Attivo dalla fine degli anni '60, riuscì a sfondare solamente alle soglie degli '80, riscuotendo un notevole successo in quel periodo. Il suo album più noto è probabilmente Don't Say No del 1981, che contiene singoli come The Stroke, In the Dark e Lonely Is the Night. La sua carriera iniziò a declinare con l'arrivo degli anni '90, fino a scomparire dal mondo della musica. Negli ultimi anni è tornato in attività, apparendo in diversi show e tournée.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Si avvicinò alla musica in tenera età, iniziando a suonare il pianoforte all'età di nove anni. Dopo aver ascoltato Eric Clapton, si focalizzò sullo studio della chitarra. Sul finire degli anni '60, Squier frequentò il Berklee College of Music e suonò in diversi gruppi dell'area di Boston, tra cui i "N.Y.C.'s Kicks", dove suonava anche Jerry Nolan (futuro batterista dei New York Dolls) e i "Magic Terry & The Universe", che includeva Klaus Flouride, bassista dei Dead Kennedys.

Successivamente, approdò nei Piper, con i quali pubblicò un paio di album (Piper nel 1976 e Can't Wait nel 1977) e fece da spalla ai Kiss durante il loro tour del 1977. I Piper si sciolsero prematuramente e Squier intraprese la carriera solista, pubblicando il suo primo album, Tale of the Tape (1980), contenente il singolo You Should Be High Love, che riscosse un moderato successo in radio. Tra i crediti compaiono anche Bruce Kulick, futuro chitarrista dei Kiss, e David Sancious, ex tastierista della E Street Band di Bruce Springsteen.

Apice[modifica | modifica sorgente]

Il successivo Don't Say No (1981) fu accolto caldamente dal pubblico. Fortemente ispirato alla musica dei Led Zeppelin,[1] il disco contiene il pezzo The Stroke, che raggiunse alte posizioni nelle classifiche statunitensi. Anche In the Dark, My Kinda Lover e Lonely Is the Night trovarono largo spazio nell'allora neonata MTV. Nel 1982 uscì Emotions in Motion, un altro disco di successo, trainato dal brano Everybody Wants You. Freddie Mercury e Roger Taylor dei Queen fecero da voce secondaria nel singolo Emotions in motion. Nello stesso anno fece un tour promozionale del disco supportando i Queen e nel 1983 aprì i concerti dei Def Leppard durante il loro tour statunitense.

Nel 1984 fu pubblicato Signs of Life che, nonostante i pareri positivi, fu anche discusso per via del singolo Rock Me Tonite. Sebbene la canzone fu apprezzata (raggiunse il 15º posto nella classifica di Billboard Hot 100 nell'estate 1984 e il 1º nella Mainstream Rock Songs),[4] il videoclip venne contestato da molti fan e deriso dai media, poiché esso ritrae il musicista ballando e saltellando con atteggiamenti "ambigui" nel suo appartamento. Il video viene, tuttora, considerato da alcuni "imbarazzante"[5] e uno dei più ridicoli di tutti i tempi.[1] Per alcuni fu questo brano a stroncare la sua carriera, sebbene il musicista abbia negato tutto dicendo che non si trattava altro che esplorare un aspetto differente della sua performarce scenica.[6]

Declino[modifica | modifica sorgente]

Continuò ad incidere album come Enough Is Enough (1986) e Hear & Now (1989). Nonostante i buoni risultati di vendita, la popolarità di Squier inizia a decadere, a causa dell'ascesa di nuove star del periodo come Bon Jovi e Motley Crue.[1] Enough Is Enough vide la partecipazione di Freddie Mercury nella composizione dei brani Love Is The Hero e Lady With A Tenor Sax, quest'ultima fu anche interpretata in duetto da Mercury e Squier. Gli anni '90 si presentarono sempre meno positivi; la sua musica era sempre più in disparte per via del successo del grunge dei Nirvana.[1] Anche se Creatures of Habit (1991) ottenne buoni risultati grazie alla canzone She Goes Down, giunta al 4º posto nella classifica di Mainstream Rock Songs,[1] il successivo Tell the Truth (1993) fu un fallimento commerciale, che convinse Squier ad uscire dal circuito musicale.

Anni dopo, tornò in scena con Happy Blue (1998), album caratterizzato da uno stile blues acustico e, finora, il suo ultimo lavoro discografico in studio. Si ritirò di nuovo dal mondo della musica e si sposò con Nicole Schoen, una calciatrice tedesca, nel 2002. I suoi dischi vennero messi fuori catalogo.

Eventi recenti[modifica | modifica sorgente]

Fece un'apparizione dal vivo il 30 novembre 2005 a New York, suonando dal vivo alcuni suoi brani come Everybody Wants You, Nobody Knows, Learn How to Live, The Stroke, Christmas is the Time to Say I Love You in versione acustica. Nel 2006 partecipò ad un tour con la "Ringo Starr band", che includeva altri musicisti come Rod Argent, Richard Marx, Edgar Winter e Sheila E. Nel 2009, Squier intraprese una nuova tournée nel periodo estivo, supportato da musicisti come il batterista Nir Z, il chitarrista Marc Copely, il bassista Mark Clarke e il tastierista Alan St. Jon.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Solista[modifica | modifica sorgente]

Con i Piper[modifica | modifica sorgente]

  • Piper (1976)
  • Can't Wait (1977)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g allmusic.com - Billy Squier
  2. ^ vh1.com - Billy Squier
  3. ^ aorarchivia.com - Recensione "ENOUGH IS ENOUGH", "HEAR & NOW", "CREATURES OF HABIT"
  4. ^ Recensione del singolo "Rock Me Tonite" su All Music Guide
  5. ^ Billy Squier su 80music.about.com
  6. ^ Intervista a Billy Squier su www.annecarlini.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 59270919 LCCN: n85031777

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