Billy Milligan

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William Stanley Milligan, meglio conosciuto come Billy Milligan (Miami Beach, 14 febbraio 1955), è un criminale statunitense affetto da disturbo di personalità multipla, protagonista di un caso mediatico che sconvolse l'America alla fine degli anni settanta. Colpevole di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie, fu assolto per infermità mentale.

Il caso Milligan è di rilevante importanza nella storia giudiziaria americana: per la prima volta[1][2], infatti, un criminale che aveva commesso gravi reati fu assolto perché all'epoca dei fatti non era nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali e, pertanto, non poteva avere il controllo delle proprie azioni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia e l'adolescenza[modifica | modifica sorgente]

Fin da bambino Billy soffrì di disturbo di identità multipla. All'età di quattro anni si manifestò la prima personalità e a nove anni, in seguito alle violenze del patrigno, la sua mente si disgregò in 24 diverse identità. Di nessuna di esse, tuttavia, Billy aveva coscienza: avvertiva soltanto vuoti di memoria e sentiva voci, ma dei momenti vissuti dalle altre personalità e delle loro azioni era totalmente inconsapevole.

A quindici anni fu ricoverato per la prima volta in un ospedale psichiatrico, il Columbus State Children's Hospital, dove il dottor Harold T. Brown gli diagnosticò una «nevrosi isterica con aspetti passivo-aggressivi»[3]. Dietro pressante richiesta della madre, dopo appena tre mesi Milligan fu dimesso, seppur con l'obbligo di continuare la terapia in sede ambulatoriale.

Vivendo in un continuo stato di confusione Billy aveva solo brevi scorci di "lucidità" e in quei momenti, completamente disorientato, tentava spesso il suicidio. La prima volta fu a sedici anni, quando salì sul tetto della scuola per gettarsi di sotto. In quell'occasione una delle personalità, Ragen, prese il controllo della sua coscienza e gli impedì di uccidersi. Da quel momento Billy fu tenuto per sette anni in un costante stato di incoscienza dalle sue personalità "dominanti", che gli "vietarono" nuovi tentativi di suicidio. La vita sociale di Billy era in realtà vissuta via via dalle varie personalità, che si manifestavano alternandosi, a seconda delle situazioni da affrontare.

A diciassette anni Milligan riuscì ad arruolarsi nella Marina Militare Americana, dove fu nominato sottoufficiale. Dopo appena un mese, però, appurata la sua condizione mentale, fu congedato.

Gli arresti[modifica | modifica sorgente]

Diciassettenne, l'8 luglio 1972 Billy Milligan fu arrestato per sequestro, stupro e aggressione a mano armata a danno di due prostitute. Archiviata l'accusa di sequestro, Billy fu riconosciuto colpevole e affidato al campo correttivo giovanile di Zanesville, in Ohio, dove rimase per quattro mesi.

Il 21 gennaio 1975, a vent'anni, Billy fu arrestato con l'accusa di aver rubato stupefacenti in una farmacia, il Gray Drug Store. A questa si aggiunse l'accusa di aggressione e rapina a mano armata a danno di diverse vittime nelle piazzole di sosta delle contee di Fairfield e Hocking. Consigliato dall'avvocato George Kellner, il 25 marzo 1975 Billy si dichiarò colpevole di «rapina e rapina aggravata»[4]. Ottenne così una pena scontata per le aggressioni nelle aree di sosta, ma subì una condanna dai 2 ai 5 anni per la rapina alla farmacia. Il 9 giugno 1975 Milligan fu trasferito all'Istituto Correttivo di Lebanon, presso Cincinnati, per poi essere rilasciato sulla parola il 26 aprile 1977, in libertà condizionale.

Il 27 ottobre 1977 Billy fu nuovamente arrestato, con l'accusa di aver rapito, stuprato e rapinato in piena mattina tre studentesse della Ohio State University. Riconosciuto dalle vittime (attraverso le foto segnaletiche e il confronto all'americana, ma identificato anche dalle impronte lasciate sulla portiera dell'auto di una delle ragazze), Billy fu incarcerato in attesa del processo.

La difesa[modifica | modifica sorgente]

Durante la preparazione della difesa fu notato un comportamento strano: ogni volta che veniva interrogato, Milligan sembrava essere una persona diversa; una volta appariva fragile, insicuro, sull'orlo di una crisi di pianto e la volta successiva si mostrava arrogante, risoluto, o ancora apatico. Sottoposto ad una prima perizia psichiatrica, condotta dal dottor Willis C. Driscoll (psichiatra clinico), gli venne diagnosticata una schizofrenia acuta. Interrogato poi dalla dottoressa Dorothy Turner, psichiatra del Southwest Community Mental Health Center in Columbus (Ohio), Billy cominciò a far emergere le varie identità; gli fu allora diagnosticato un disturbo di personalità multipla, il che permise ai suoi due avvocati difensori, Gary Schweickart e Judy Stevenson, di costruire l'intera difesa sull'infermità mentale.

Il 16 marzo 1978 Milligan fu trasferito all'ospedale psichiatrico Harding Hospital (Worthington, Ohio) per essere giudicato idoneo al processo. Qui trascorse sette mesi, durante i quali il dottor George Harding riuscì a convincere le personalità a "tenere sveglio" Billy per tentare un processo di "fusione". Tale processo prevedeva la conoscenza da parte dell'identità principale, Billy, di tutte le altre personalità: queste venivano invitate a comunicare tra di loro mentre Billy era sveglio, in modo da superare l'amnesia e ricordare tutte le attività, gli spostamenti e i pensieri delle varie identità; solo a quel punto si poteva procedere con la fusione delle personalità[5].

Il processo[modifica | modifica sorgente]

La terapia sembrò funzionare e Billy, giudicato pronto per il processo, fu portato davanti alla corte. Intanto il caso Milligan diventò un vero e proprio caso mediatico: giornali e media si interessarono alla sua vicenda, nonostante i tentativi degli avvocati di tenere nascosta la faccenda. La pressione esercitata su Billy fu molto forte, al punto che la sua fragile "fusione" cedette e due delle personalità si dissociarono: Arthur e Ragen, in realtà mai completamente "fuse" in lui. Il processo, senza giuria, iniziò il 4 dicembre 1978. Dopo aver ascoltato le testimonianze a verbale e le varie relazioni psichiatriche, fu giudicato non colpevole per infermità mentale. Il giudice, pur riconoscendo la colpevolezza dell'imputato per i reati di cui era accusato, concluse che all'epoca dei fatti non era nel pieno possesso delle facoltà mentali e, quindi, non era responsabile delle proprie azioni. In accordo con la difesa e l'accusa, Billy fu trasferito all'Athens Mental Health Center, in Athens (Ohio), per ricevere le adeguate terapie, decise dal dottor David Caul.

La riabilitazione[modifica | modifica sorgente]

« Adesso mi rendo conto [...] che quando la polizia venne a prendermi a Channigway, in realtà non sono stato arrestato. Sono stato salvato. Mi dispiace che delle persone abbiano dovuto soffrire prima che ciò accadesse, ma mi sento come se dopo ventidue anni alla fine Dio avesse deciso di sorridermi. »
(Billy Milligan. Dal libro "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes, Editrice Nord, 2009, pag. 179)

Nonostante la regressione tutte le personalità di Billy si dimostrarono collaborative e decise a riabilitarlo per fargli riacquistare credito presso la società. In questo periodo Billy, ormai pronto ad aprirsi e ad affrontare il dolore e la rabbia che aveva dentro, decise di far conoscere la sua storia al mondo e dimostrare quali danni può provocare la violenza sui bambini. Cedette i diritti della sua biografia per un libro e un film, dichiarando di voler utilizzare parte del ricavato per aprire un centro per la prevenzione degli abusi sui minori.

Durante la permanenza all'ospedale psichiatrico emersero altre 13 identità, gli indesiderabili, normalmente tenute sotto silenzio dalle personalità dominanti, ma ora ribelli e decise ad uscire allo scoperto. Ne emerse poi un'altra che si rivelò la più importante: il Maestro, la somma e la vera fusione di tutte le personalità distinte, di tutte le loro conoscenze, talenti e ricordi, il vero Billy Milligan.

Grazie alla terapia usata dal dottor Caul i "momenti di confusione" (l'alternanza incontrollata delle personalità) furono sempre meno frequenti, mentre «Billy il Maestro»[6] riuscì a rimanere "fuso" per periodi sempre più lunghi. Raggiunto un apparente equilibrio Billy fu reintrodotto gradualmente in società, così da permettergli di ricostruire le sue relazioni sociali.

La ricaduta e l'internamento a Lima[modifica | modifica sorgente]

Evitata la condanna per i reati commessi a danno delle tre studentesse universitarie, rimaneva da scontare la pena per le aggressioni nelle aree di servizio e la rapina al Gray Drug Store del 1975, aggravata ora dalla violazione di una delle clausole stabilite per la libertà vigilata, ovvero quella di non detenere armi (Milligan, invece, ne possedeva diverse in casa, come constatato dal rapporto di perquisizione al momento del suo arresto nel 1977). Alla luce dei nuovi eventi, però, sperando di ottenere la non colpevolezza anche per quei vecchi reati, gli avvocati di Billy si appellarono nuovamente all'infermità mentale e chiesero il ritiro della dichiarazione di colpevolezza rilasciata da Billy durante il processo del 1975, ma la mozione venne rifiutata.

La tensione causata dall'attesa del processo, le nuove accuse di presunto stupro a danno di due pazienti dell'ospedale di Athens e i tentativi continui da parte della stampa di screditarlo, gettarono Billy in un profondo stato di depressione che lo fecero dissociare nuovamente. Milligan tentò il suicidio e la fuga dall'ospedale. Convenuto che l'Athens Mental Health Center non era più in grado di garantire il suo trattenimento nella struttura, Billy fu trasferito il 4 ottobre 1979 in un manicomio criminale di massima sicurezza: il Lima State Hospital for the Criminally Insane. Le procedure di trasferimento furono favorite dall'intervento diretto di due esponenti politici: per il democratico di Columbus si mosse Mike Stinziano, mentre per il repubblicano di Athens, Claire Ball.

Nell'ospedale psichiatrico di Lima a Milligan fu diagnosticata una «schizofrenia pseudosociopatica con episodi dissociativi»[7], respingendo con forza la precedente diagnosi di personalità multipla. La nuova terapia che gli fu imposta esacerbò la malattia, portandolo alla definitiva disgregazione delle identità. Il Maestro scomparve e Billy fu tenuto addormentato dalle altre personalità per impedirgli il suicidio. Inoltre, all'interno dell'ospedale Milligan fu provocato, vessato e picchiato brutalmente.

Le ultime vicende[modifica | modifica sorgente]

Fin dal suo internamento a Lima e di fronte alle violenze subite, gli avvocati di Billy avevano chiesto in varie udienze di farlo tornare all'Athens Mental Health Center per le cure adeguate, ma ogni volta il giudice dispose la sua permanenza in un manicomio di massima sicurezza, ritenendolo un pericolo per sé e per gli altri.

Il 19 novembre 1980, dopo che il Lima State Hospital fu trasformato in carcere, Billy fu trasferito al Dayton Forensic Center, una «struttura di massima sicurezza [...] circondata da doppie recinzioni sormontate da rotoli di filo metallico con lame avvolti intorno a filo spinato e [con] un sistema di sicurezza più rigido della maggior parte delle carceri»[8].

Il 22 settembre 1981 avvenne l'ennesimo trasferimento in un altro manicomio criminale di massima sicurezza, il Central Ohio Regional Forensic Unit (CORFU) di Columbus, dove però, assistito dalla dottoressa Judyth Box e in seguito dal dottor John Davis, Milligan ricevette finalmente le cure adatte per il disturbo dissociativo di personalità.

Il 22 dicembre 1981 Billy sposò la sorella di un paziente del Dayton Forensic Center, ma dopo poco più di un mese la neo-moglie scappò, sostenendo di non riuscire a sopportare l'attenzione dei mass media, e fuggì con l'auto di Billy dopo aver prelevato tutti i soldi depositati sul conto corrente comune.

Il 15 aprile 1982, giudicato oramai innocuo per sé e per gli altri, Billy fu trasferito all'Athens Mental Health Center. Lì, sotto restrizioni e sotto una stretta supervisione, ricominciò a seguire la terapia del dottor Caul.

Il rilascio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988, dopo altri due trasferimenti nei manicomi di Massillon e di nuovo a Columbus, Billy Milligan ottenne il rilascio. Il 1º agosto 1991 gli psichiatri e i tribunali dell'Ohio lo dichiararono oramai "fuso", guarito dalla malattia di disordine mentale[9]. Si stabilì in California, e diventò proprietario di una casa di produzione cinematografica: la Stormy Life Productions. Sostiene ancora di soffrire di disturbo di personalità multipla[10].

Le 24 personalità di Billy[modifica | modifica sorgente]

Grazie agli interrogatori svolti in prigione e negli ospedali psichiatrici, le varie personalità di Billy Milligan emersero una dopo l'altra, rivelando il meccanismo con cui prendevano il controllo della coscienza: «ci troviamo in una stanza buia. In mezzo a questa stanza, sul pavimento, c'è una chiazza di luce. Chiunque faccia un passo dentro la luce esce sul posto, ed è fuori nel mondo reale, e possiede la coscienza. Questa è la persona che gli altri - quelli fuori - vedono e sentono e a cui reagiscono. Gli altri possono continuare a fare le solite cose, studiare, dormire, parlare o giocare. Ma chi è fuori, chiunque sia, deve fare molta attenzione a non rivelare l'esistenza degli altri. È un segreto di famiglia»[11].

Qui di seguito sono elencate le 24 personalità emerse come furono rivelate da Milligan durante gli interrogatori e i colloqui con i vari psichiatri all'epoca del processo per lo stupro delle studentesse:

I dieci[modifica | modifica sorgente]

Queste sono le personalità emerse sin dai primi interrogatori:

  • 1. William Stanley Milligan, 26 anni. È l'identità centrale, quella originale. A solo un mese di vita Billy rischia di morire per un tumore all'esofago, da cui riesce a sopravvivere. I suoi genitori biologici sono: Dorothy Sands (cantante) e Johnny Morrison (comico e cabarettista). Ha un fratello maggiore, James, e una sorella minore di nome Kathy Jo. Il padre Johnny, da qualche tempo senza più ingaggi, finisce con lo sprofondare nei debiti e nell'alcol. Disperato, tenta inutilmente il suicidio ingerendo un miscuglio di sonniferi e alcol, ma è solo in seguito ad un secondo tentativo che, aspirando il gas di scarico della sua auto, trova la morte. All'epoca Billy aveva appena quattro anni. La famiglia si trasferisce a Circleville (Ohio) e, dopo un fugace matrimonio con l'ex marito Dick Jonas, Dorothy sposa Chalmer Milligan, che aveva già due figlie (tra cui Challa, la secondogenita). A pochi mesi dal matrimonio Chalmer si dimostra violento, specialmente con Dorothy e Billy, fino ad arrivare ad abusare sessualmente di lui più volte. Solo diversi anni dopo la madre verrà a saperlo e divorzierà da Chalmer nel 1972. La prima personalità ad emergere nella mente di Billy è Christene[12] (poco prima del suicidio del padre Johnny), seguita da Shawn. La definitiva dissociazione in 24 personalità avviene, però, solo in seguito agli abusi sessuali da parte del patrigno Chalmer. Billy non sa dell'esistenza delle altre identità. Avverte solo dei «vuoti di tempo»[13]. Quando pensa di aver fatto qualcosa di male tenta il suicidio; per questo motivo le personalità dominanti lo tengono costantemente addormentato.
  • 2. Arthur, 22 anni. Londinese, conserva un forte accento britannico. È una delle due personalità dominanti ed è quella che, assieme a Ragen, decide chi, a seconda della situazione, deve "emergere". Studia biologia e medicina, con un particolare interesse per l'ematologia. Conosce la lingua araba, che legge e scrive correntemente.
  • 3. Ragen Vadascovinich, 23 anni. Iugoslavo. Definito il guardiano della rabbia. Assieme ad Arthur è l'altra personalità dominante. Ha un forte accento slavo, proprio di chi è cresciuto nell'Europa dell'Est. Conosce la lingua serbo-croata. Esperto di karate, è una personalità violenta e l'unica autorizzata ad usare le armi, ma è anche quella che deve proteggere le altre identità e occuparsi del loro sostentamento; per questo rapina banche e lavora come "protettore" dei traffici di stupefacenti e di armi. È colui che decide chi deve prendere il controllo nei momenti di pericolo. In più occasioni dimostra una forza incredibile (più volte manda in pezzi o stacca dal muro il gabinetto della sua cella di detenzione semplicemente a mani nude), grazie alla sua capacità di controllare e concentrare l'adrenalina e le secrezioni tiroidee. Non vede i colori. È un fervido comunista.
  • 4. Allen, 18 anni. Il manipolatore. Suona la batteria e dipinge ritratti. È una delle personalità che interagisce di più con l'esterno, quella che costruisce le relazioni sociali al posto di Billy. È anche l'unica identità a fumare le sigarette.
  • 5. Tommy, 16 anni. Esperto di elettronica e mago della fuga, è quello che prende il controllo quando si tratta di liberare Billy da corde, manette e camicie di forza, grazie alla sua capacità di controllare muscoli e ossa delle mani. Gli piace dipingere paesaggi.
  • 6. Danny, 14 anni. Ha due fobie incontrollabili: quella per gli uomini (poiché era quello che emergeva durante gli abusi sessuali di Chalmer, il patrigno di Billy, subendoli al suo posto) e quella per la terra (nata quando Chalmer costrinse Billy a scavarsi una fossa per poi seppellirlo vivo). Gli piace dipingere, ma esclusivamente nature morte.
  • 7. David, 8 anni. Definito il guardiano del dolore, viene fatto emergere all'esterno quando a Billy viene fatto del male, così da fargli "assorbire" tutto il dolore e risparmiarlo agli altri. È quello che rompe il patto stretto tra le varie personalità svelando la loro esistenza alla psichiatra Dorothy Turner.
  • 8. Christene, 3 anni. Chiamata la bambina dell'angolo, perché a scuola veniva spesso messa nell'angolo per punizione. È stata la prima personalità ad emergere[12], quando Billy aveva quattro anni (ancor prima del primo tentativo di suicidio da parte del padre Johnny). Le piace disegnare fiori e farfalle da mostrare al fratello Christopher. È dislessica.
  • 9. Christopher, 13 anni. Fratello di Christene.
  • 10. Adalana, 19 anni. Lesbica. Timida, scrive poesie. È l'unica, fra le varie identità, ad avere la capacità di sostituirsi alla personalità emersa e «rubargli il tempo»[13]. È quella che commette materialmente gli stupri, compiuti per sopperire al suo bisogno di essere amata. Quando Arthur lo scopre, la bandisce, vietandole categoricamente di «uscire sul posto»[13] in futuro. Da quel momento Adalana entra a far parte degli indesiderabili.

Gli indesiderabili[modifica | modifica sorgente]

Sono le personalità bandite da Arthur poiché giudicate pericolose per la libertà e la sopravvivenza delle altre. Hanno il divieto categorico di «uscire sul posto», ma non appena ne hanno l'occasione, approfittano dei sempre più frequenti "momenti di confusione" per sfuggire al controllo di Arthur e uscire all'esterno:

  • 11. Philip, 20 anni. Delinquente originario di Brooklyn. Spaccia e assume droga di ogni tipo. Si dedica al «lavoro perfetto»[14]: quello di "ripulire" le aree di sosta dagli omosessuali che normalmente le frequentano, derubando i malcapitati per poi abbandonarli nei boschi (è l'autore materiale dei pestaggi nelle piazzole di sosta delle contee di Fairfield e Hocking).
  • 12. Kevin, 20 anni. Criminale. Come Philip, spaccia e assume droga. È quello che organizza il furto di stupefacenti al Gray Drug Store. Durante la permanenza al manicomio criminale di Lima, Kevin viene tolto dalla cerchia degli indesiderabili e reintegrato, poiché l'unico, assieme a Ragen, ad opporre resistenza alle violenze e maltrattamenti inflitti a Billy dal personale della struttura.
  • 13. Walter, 22 anni. Australiano. Gli piace andare a caccia e ha un buon senso dell'orientamento. Viene bandito da Arthur perché uccide un corvo nel bosco, violando così la regola di non uccidere animali.
  • 14. April, 19 anni. Di Boston. Ha un unico pensiero fisso: torturare e uccidere Chalmer Milligan, vendicandosi di tutto il dolore causato a Billy. Per questo suo desiderio di vendetta viene bandita.
  • 15. Samuel, 18 anni. Ebreo. È l'unico a credere in Dio. Viene bandito da Arthur perché infrange la quinta regola comportamentale (non violare le proprietà altrui) vendendo dei quadri firmati dalle altre personalità.
  • 16. Mark, 16 anni. Svolge i lavori manuali senza protestare.
  • 17. Steve, 21 anni. Gli piace ridere, scherzare e soprattutto prendere in giro gli altri (compreso le altre personalità) facendo le loro imitazioni. Durante la detenzione a Lebanon viene bandito poiché il suo comportamento aveva portato Billy a trascorrere dieci giorni nella cella d'isolamento. È convinto di essere la personalità centrale, mentre considera tutte le altre identità pure invenzioni della sua fantasia.
  • 18. Lee, 20 anni. Emerge per la prima volta nel riformatorio di Lebanon. Sempre pronto a fare battute e ad organizzare scherzi agli altri detenuti e persino alle altre personalità, viene bandito poiché finiva col crearsi inimicizie e guai.
  • 19. Jason, 13 anni. È la valvola di sfogo. Attraverso i suoi pianti, grida e crisi isteriche vengono scaricate le tensioni interne accumulate da Billy.
  • 20. Robert, 17 anni. Vuole essere chiamato solo Bobby. Ama fantasticare e sogna di diventare un attore. Durante il periodo di detenzione a Lebanon, inizia uno sciopero della fame ad oltranza. Ritenuto pericoloso per la salute di Billy, viene bandito.
  • 21. Shawn, 4 anni. Sordo. Emette un ronzio con la bocca per sentire le vibrazioni nella testa. È la seconda personalità ad emergere ed è quella che inizialmente «esce sul posto»[13] quando Billy deve essere punito.
  • 22. Martin, 19 anni. Viene da New York. Bandito perché assume atteggiamenti da sbruffone, superficiale e snob.
  • 23. Timothy, 15 anni. Chiamato familiarmente Timmy. Ama i fiori. Ha lavorato presso un fioraio, ma quando il proprietario del negozio, omosessuale, gli ha fatto delle avances, è fuggito via spaventato.

Il Maestro[modifica | modifica sorgente]

  • 24. Il Maestro, 26 anni. La fusione di tutte le personalità, i talenti e i ricordi di ognuna di esse. È un autodidatta dai molteplici interessi: tutte le conoscenze vantate dalle varie personalità provengono dai suoi studi condotti in maniera autonoma. È il vero Billy Milligan.

Le cinque regole[modifica | modifica sorgente]

Tra le personalità si stabilisce un codice comportamentale da seguire rigorosamente, pena la definitiva messa al bando nella cerchia degli indesiderabili e, quindi, il divieto assoluto di uscire all'esterno. Le regole sono cinque:

  • 1. Non dire bugie.
  • 2. Proteggere le donne e i bambini.
  • 3. Osservare la castità.
  • 4. Mantenersi intellettualmente attivi, coltivando interessi molteplici e studiando un proprio campo di specializzazione.
  • 5. Non violare la proprietà delle altre personalità.

A queste se ne aggiungono, nel corso del tempo, altre "minori".

Influenza sui media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La storia di Billy Milligan è il soggetto di un film della Warner Bros. diretto da Joel Schumacher. Il titolo del film sarà probabilmente The Crowded Room[15].

Già nel 1992 giravano voci su una trasposizione cinematografica della biografia di Billy Milligan, prendendo come punto di partenza il libro Una stanza piena di gente di Daniel Keyes e avvalendosi della consulenza diretta dello stesso Milligan. Il regista sarebbe dovuto essere James Cameron, ma controversie e divergenze di opinioni col produttore (Sandy Arcara) e con Milligan convinsero Cameron ad abbandonare il progetto[16].

Teatro[modifica | modifica sorgente]

La storia di Billy Milligan è il soggetto di uno spettacolo teatrale di Cinzia Tani, intitolato 24 volte Billy,[17] diretto da Luigi Di Majo (Roma, Giardini della Filarmonica Romana, 18 luglio 2012).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni ottanta in America furono effettuati studi di approfondimento sul disturbo di personalità multipla che hanno dimostrato come ciascuna delle identità di un paziente realmente affetto dalla malattia possegga caratteristiche fisiologiche diverse, non simulabili da un soggetto sano. Lo studio è stato condotto sottoponendo ad elettroencefalografia sia soggetti con disturbo dissociativo di personalità, sia soggetti sani a cui era stato chiesto di simulare altre identità. I risultati hanno dimostrato che nei soggetti sani il tracciato cerebrale rimane invariato, mentre nei malati ogni tracciato è diverso a seconda della personalità emersa al momento dell'esame. Nel maggio del 1978 Billy Milligan fu sottoposto per ordine del tribunale a due elettroencefalogrammi, eseguiti a distanza di due settimane l'uno dall'altro da medici diversi. I due tracciati risultarono completamente diversi, presentando inoltre un'attività cerebrale con peculiarità di norma non riscontrabili in un adulto, mentre tipiche nei bambini[18].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pagg. 9-134-148.
  2. ^ 30 years later, multiple-personality case still fascinates, «The Columbus Dispatch», 28 ottobre 2007. URL consultato il 23-07-2014.
  3. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 474.
  4. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 342.
  5. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 127.
  6. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 425.
  7. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 495 e 509.
  8. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 518.
  9. ^ The Minds of Billy Milligan and The Milligan Wars. URL consultato il 23-07-2014.
  10. ^ Billy Milligan. "What is Billy Milligan doing now?", «Astraeasweb.net», 13 settembre 2007. URL consultato il 23-07-2014.
  11. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 248.
  12. ^ a b Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 285.
  13. ^ a b c d Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009.
  14. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 327.
  15. ^ The Crowded Room – IONCINEMA.com.URL 23-07-2014.
  16. ^ A Crowded Room: il progetto abbandonato. URL consultato il 23-07-2014.
  17. ^ Intervista a Billy tratta dallo spettacolo teatrale. URL consultato il 23-07-2014.
  18. ^ Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 535 e segg.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 50545331

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