Bill Evans (pianista)

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Bill Evans
Bill Evans
Bill Evans
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Periodo di attività 1950 ca. – 1980
Strumento pianoforte

William John "Bill" Evans (Plainfield, 16 agosto 1929New York, 15 settembre 1980) è stato un pianista e compositore statunitense. Ha suonato molto spesso in trio.

L'uso di un'armonia totalmente diversa, che ha lasciato il segno, la reinterpretazione personale di molti brani jazz standard, dei block chords, quasi "cantando" le linee melodiche, hanno influenzato molti dei pianisti jazz successivi e hanno riformato l'armonia jazz; è stato considerato il maggior esponente del jazz dopo la seconda guerra mondiale.[1]

Fece parte del sestetto di Miles Davis con il quale nel 1959 registrò il primo album Kind of Blue. Molte delle sue composizioni, come Waltz for Debby, sono divenute degli standard e sono state registrate da molti altri artisti. Evans ricevette ben trentuno Grammy Awards e altri sette premi, e la sua popolarità lo portò a esser incluso nella Jazz Hall of Fame.[2]


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Bill Evans nacque a Plainfield, in New Jersey, da Harry Evans e Mary Soroka. Suo padre era del Galles, e gestiva un campo da golf; sua madre era di origine russo-carpazia, proveniente da una famiglia che possedeva miniere di carbone.[3] Il matrimonio fu molto tormentato, soprattutto a causa del padre Harry, alcolizzato e maniaco del gioco d'azzardo e di altri abusi.[4][5][5] Inoltre ebbe un fratello, Harry (Harold), più grande di due anni, al quale fu molto legato.

A causa dei comportamenti del marito, Mary Soroka lasciò molto presto l'abitazione per trasferirsi con i suoi figli nella vicina Somerville. Qui rimase con sua sorella Justine e la famiglia Epps. Il fratello Harry cominciò a suonare il pianoforte tra i cinque e i sette anni. Bill, ancora piccolo, strimpellava ciò che il fratello suonava. Divenuto più grande, poté avvicinarsi allo studio del pianoforte.[6]

Più tardi, a Dunellen, l'insegnante Helen Leland impartì lezioni di pianoforte a entrambi i fratelli.[6] Evans la ricordava per il fatto che non insistette nel dare un approccio col pianoforte troppo tecnico, ad esempio con le scale e gli arpeggi. Imparò presto a leggere velocemente gli spartiti, ma l'insegnante considerò sempre migliore suo fratello come pianista.[6] A sette anni, Bill iniziò a studiare il violino, e anche il flauto e l'ottavino. Sebbene avesse smesso di suonare questi strumenti, si pensa che il suo modo di suonare ne sia rimasto molto influenzato.[6]

« Una sera mi sono avventurato in Tuxedo Junction e ho fatto un piccolo "ping!", come lei sa, che non era scritto, ed è stata una bella esperienza! Far musica che non era scritta. Ciò iniziò a farmi capire che cosa volevo per fare della musica. »
(Interview with Harry Evans. ca. 1965)

Dai sei ai tredici anni, Bill suonò solo spartiti di musica classica. Citò spesso Mozart, Beethoven e Schubert come autori che eseguiva. Durante la scuola, ascoltò per la prima volta Petrushka di Stravinsky, che lui ritenne un'"esperienza straordinaria": e la Suite Provençale di Milhaud, il cui linguaggio bitonale gli "aprì la mente verso altri orizzonti". Sempre nello stesso periodo, iniziò ad avvicinarsi al jazz quando sentì in radio l'orchestra di Tommy Dorsey e di Harry James.[6]

All'età di dodici anni, Bill prese il posto di un pianista malato ed entrò a far parte della band di Buddy Valentino, dove il fratello Harry già suonava la tromba.[7] Durante questo periodo, Evans iniziò ad abbandonare la melodia scritta, e a darsi all'improvvisazione durante l'esecuzione del brano Tuxedo Junction con la stessa band. Inoltre era solito ascoltare Nat Cole, che apprezzava particolarmente, Earl Hines, Coleman Hawkins, Bud Powell, George Shearing, Stan Getz e Miles Davis.[8]

Successivamente, iniziò a suonare in occasioni come balli e matrimoni, girando dappertutto nel New Jersey, con boogie-woogie e polke per un dollaro all'ora. Come conseguenza ebbe scarsi risultati a scuola. Inoltre formò un trio con due amici del posto. Durante i concerti, incontrò il polistrumentista Don Elliott, con il quale avrebbe registrato più tardi. Un'importante conoscenza in quel periodo che segnò la sua carriera fu quella del bassista George Platt, che gli introdusse le regole dell'armonia.[6]

Università, esercito, anno sabbatico[modifica | modifica wikitesto]

Programma del concerto per la laurea di Bill Evans, 24 aprile 1950.

Dopo la scuola superiore, nel settembre 1946, Bill frequentò la Southeastern Louisiana University ed ebbe una borsa di studio. Studiò musica classica con Louis P. Kohnop, John Venettozzi e Ronald Stetzel.[9][10] La persona chiave per lo sviluppo di Evans fu Gretchen Magee, insegnante che influenzò molto il suo modo di comporre.

Durante il terzo anno nel college, Evans compose il primo brano, uno tra i più noti, Very Early.[8] Fu uno tra i membri fondatori della SLU's Delta Omega Chapter della Phi Mu Alpha Sinfonia, giocò da quarterback per la squadra di football fraterna, e fece parte della band del college. Nel 1950 eseguì il Concerto per pianoforte n. 3 di Beethoven per il recital, laureandosi con il Bachelor of Music, in pianoforte, e in Music Education, sempre del Bachelor. Evans disse a riguardo che i tre anni in college erano stati i più felici della sua vita.[6]

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel college incontrò il chitarrista Mundell Lowe, e dopo la laurea formò un trio con il contrabbassista Red Mitchell. Tutti e tre si trasferirono a New York. Tuttavia, la loro incapacità nel richiamare prenotazioni per i concerti li costrinse a spostarsi a Calumet City, nell'Illinois[6] Nel luglio 1950, Evans entrò a far parte della band di Herbie Fields, a Chicago. Nell'estate dello stesso anno, la formazione effettuò un tour di tre mesi con la nota cantante Billie Holiday, incluse apparizioni all'Apollo Theater di Harlem ed esibizioni a Filadelfia, Baltimora e Washington D.C.. Il gruppo era inoltre composto dal trombettista Jimmy Nottingham, dal trombonista Frank Rosolino e dal bassista Jim Aton. Dopo essere tornato a Chicago, Bill e il bassista Aton suonarono in duo in vari club, spesso con la cantante Lurlean Hunter.

Eddie Gomez

Dopo aver inciso Kind of Blue, Evans lasciò la formazione di Miles Davis e iniziò la propria carriera con i musicisti Scott LaFaro e Paul Motian, a capo di un nuovo trio fra i più grandi di tutta la storia del jazz. Nel 1961, dieci giorni dopo aver registrato Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby, LaFaro morì in un incidente stradale. Questa perdita sarebbe stata una delle conseguenze che avrebbero aggravato la sua dipendenza dalle droghe; dopo circa sei mesi di isolamento, Evans rientrò con un nuovo trio in cui La Faro era sostituito al contrabbasso da Chuck Israels.

Nel 1963, Evans registrò Conversations with Myself, un album innovativo da solista, usando l'overdubbing. Nel 1966, incontrò il bassista Eddie Gomez, con il quale avrebbe lavorato per undici anni. Molti degli album registrati ebbero grande successo; tra di essi Bill Evans at the Montreux Jazz Festival, Alone e The Bill Evans Album.

Evans era di carattere molto debole, e negli anni a venire aumentò le sue dosi di droga nell'illusione di riuscire a superare i momenti difficili. La sua fidanzata Elaine e suo fratello Harry si suicidarono; ciò lo portò dapprima a usare eroina e negli ultimi mesi di vita anche cocaina. Il consumo di stupefacenti ebbe conseguenze sulla sua stabilità finanziaria, sui rapporti e sulla creatività musicale, fino a portarlo alla morte nel 1980.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Bill Evans.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cook, Richard & Morton, Brian, The Penguin Guide to Jazz Recordings 9th edition, Penguin, 2008, ISBN 0-14-103401-7.
  2. ^ 1981 Down Beat Critics Poll, Downbeat, 31 agosto 1983. URL consultato il 12 novembre 2012.
  3. ^ Hanns E. Petrik, Bill Evans – Sein Leben, Seine Musik, Seine Schallplatten, OREOS Verlag, 1989, ISBN 3-923657-23-4. The quotes extracted from this book have been re-translated into English from the German original.
  4. ^ Wilson, John S. "Bill Evans, Jazz Pianist Praised For Lyricism and Structure, Dies; 'In Touch With His Feelings' Trouble With Scales", The New York Times, September 17, 1980. Retrieved June 30, 2009. "Mr. Evans, who lived in Fort Lee, N.J., toured in Europe this summer."
  5. ^ a b Pat Evans, The two brothers as I knew them, 2011.
  6. ^ a b c d e f g h Peter Pettinger, Bill Evans: How My Heart Sings, New Ed, Yale University Press [1999], 2002, ISBN 0-300-09727-1.
  7. ^ Richard Ginell, Bill Evans, AllMusic, 9 aprile 2012.
  8. ^ a b Interview with Marian McParland, late 1970s, Youtube.com, 7 luglio 2008. URL consultato il 13 settembre 2012.
  9. ^ Alfred W. Cramer, Musicians and Composers of the 20th Century-Volume 2, Salem Press, maggio 2009, p. 423, ISBN 978-1-58765-514-2.
  10. ^ Darshell DuBose-Smith, African American Music Instruction Guide for Piano, Amber Books Publishing, 1º giugno 2005, ISBN 978-0-9749779-9-7.

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