Bigmouth Strikes Again

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Bigmouth Strikes Again
Artista The Smiths
Tipo album Singolo
Pubblicazione 19 maggio 1986
Durata 3:14
Album di provenienza The Queen Is Dead
Genere Alternative rock
Indie pop
Etichetta Rough Trade
Produttore The Smiths
Registrazione agosto 1985
Formati 7", 12"
The Smiths - cronologia
Singolo successivo
(1986)

Bigmouth Strikes Again è un brano della band inglese The Smiths, pubblicato il 19 maggio del 1986 dalla Rough Trade come secondo singolo estratto dall'album The Queen Is Dead.

Il disco raggiunse la posizione numero 26 della UK Singles Chart.

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

"Io la chiamerei una parodia se solo la cosa non suonasse come un'auto-celebrazione, che sicuramente non è. Era solo una canzone molto divertente. Ogni volta che la sento per radio mi fa ridere e lo stesso vale per almeno la metà dei brani di The Queen Is Dead."[1] (Morrissey intervistato dal Melody Maker, 1987)

Prodotto dagli stessi Smiths, il brano venne registrato presso gli studi RAK di Londra nell'agosto del 1985. Prima della pubblicazione di Bigmouth, gli Smiths erano rimasti impantanati, già da nove mesi, in dispute contrattuali con la Rough Trade la quale, a sua volta, era abbastanza preoccupata che questo lungo periodo di inattività del gruppo, il più lungo della loro carriera, potesse negativamente condizionare la risposta del pubblico. Il responsabile della label, Geoff Travis, pensò quindi che There Is a Light That Never Goes Out dovesse segnare il ritorno discografico del gruppo, scontrandosi con le perplessità della band che, soprattutto per voce del chiatarrista Johnny Marr, sembrava determinata invece a volere l'uscita di Bigmouth come successivo singolo.

"Con Bigmouth Strikes Again, stavo cercando di scrivere la mia Jumping Jack Flash (brano dei Rolling Stones, ndr). Volevo qualcosa che fosse come una sorta di corsa fino in fondo, senza che suonasse come un pezzo anni ottanta, come è in realtà. Ho pensato che le pause di chitarra dovessero essere percussive, ma non troppo. Volevo un sorta di suono tipo Les Paul (modello di chitarra, ndr)."[2] (Johnny Marr intervistato da Guitar Player, 1990)

Durante le session, Morrissey, decise di sperimentare differenti effetti sulla sua voce soprattutto attraverso l'uso di un armonizzatore con cui aumentava, ad esempio, di un'ottava il tono della linea vocale. Come risultato riuscì ad ottenere un effetto (il cosiddetto pitch-shift) che rendeva il suo cantato un misto tra il falsetto e la voce femminile. La cosa piacque molto anche al resto della band che quindi decise di utilizzare l'effetto in alcune canzoni dell'album, tra cui appunto Bigmouth, sostituendo la seconda voce, inizialmente registrata da Kirsty MacColl, con quella effettata di Morrissey, poi venne accreditata, nelle note di copertina del disco, con il nome Ann Coates: un gioco di parole con Ancoats, un distretto periferico di Manchester).[3]. "Abbiamo accreditato quei cori ad Ann Coates, ma in realtà è uno scherzo" disse Johnny Marr "è solo il nome di un luogo di Manchester e la voce è davvero quella di Morrissey accelerata".[2]

Nel testo Morrissey dipinge se stesso come una Giovanna d'Arco, un incompreso, ma anche uno che parla troppo (Bigmouth) e che quindi finirà per essere bruciato vivo (And now I know how Joan of Arc felt / Now I know how Joan of Arc felt / As the flames rose to her roman nose / And her hearing-aid started to melt). L'auricolare (hearing-aid) che Giovanna d'Arco indosserebbe nel testo, è un chiaro riferimento al vezzo del cantante (all'inizio della carriera) di indossarne uno durante i concerti e le apparizioni televisive (famosa quella a Top of the Pops).[4]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina ritrae una foto di James Dean, realizzata da Nelva Jean Thomas.[5] Dean era un idolo per Morrissey, tanto da dedicargli anche scritto un libro, intitolato James Dean is not.[6]

"Sono rimasto sempre affascinato dal fatto che egli è sempre stato così bello, indipendentemente dal tipo di vestiti che poteva indossare. Anche con un vecchio straccio lui era sempre sorprendente. Quindi per me è l'unica persona che sembrava sempre perfetta. Ho visto Rebel Without a Cause quasi per caso, quando avevo sei anni ed ero completamente preso. Ho fatto qualche ricerca su di lui ed era come la tomba di Tutankhamon che, dissotterrata, sembrava così meravigliosamente perfetta. Quello che ha fatto nel film non mi interessava più di tanto, ma come persona era immensamente prezioso. Tutto: dalla sua nascita in un paese agricolo al suo arrivo a New York, il successo nel cinema e scoprire che lui in realtà non voleva tutto questo. A scuola era un disastro assoluto, perché nessuno veramente si curava di lui. Nessuno aveva avuto una passione per lui, come me. Per quel suo disagio costante nei confronti della vita. Anche se stava facendo enormi passi avanti con il suo mestiere, era ancora incredibilmente triste e ovviamente condannato. Che era esattamente la qualità che Oscar Wilde aveva. Questo tipo di conoscenza mistica che ci sia qualcosa di incredibilmente oscuro dietro l'angolo. Le persone che sentono queste cose sono abbastanza particolari e finiscono sempre nei casini."[7] (Morrissey intervistato da Smash Hits, 1984)

Sul vinile dei 7" e del 12" sono incise le frasi: BEWARE THE WRATH TO COME / TALENT BORROWS, GENIUS STEALS. La prima incisione è tratta da Hobson il tiranno, uno dei film preferiti di Morrissey, diretto da David Lean nel 1954 e vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino. La seconda frase è, invece, una rima di Oscar Wilde.

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Bigmouth Strikes Again, nel corso degli anni, è stato interpretato da diverse band, tra cui: Treepeople, The Entertainment System, Balance and Composure e Slapshot. Una versione del brano è stata inserita dai Placebo come b-side del loro singolo Nancy Boy, oltre che nell'edizione speciale di Sleeping with Ghosts e sulla compilation/tributo The Smiths Is Dead. Noel Gallagher ha tratto ispirazione da questa canzone per un brano degli Oasis dal titolo My Big Mouth.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • UK 7"
  1. Bigmouth Strikes Again - 3:12
  2. Money Changes Everything - 4:40
  • UK 12"
  1. Bigmouth Strikes Again - 3:12
  2. Money Changes Everything - 4:40
  3. Unloveable - 3:54

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Melody Maker, 26 settembre 1987
  2. ^ a b Guitar Player, Gennaio 1990, foreverill.com.
  3. ^ Sound On Sound - The Smiths The Queen Is Dead
  4. ^ The Face, Luglio 1984
  5. ^ Vulgarpicture - Artwork
  6. ^ James Dean is not dead - Babylon Books, 1983
  7. ^ Smash Hits Magazine, Giugno 1984
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