Bidens frondosa

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Forbicina peduncolata
Bidens frondosa 2005.08.21 15.08.04-p8210033.jpg
Bidens frondosa
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Heliantheae
Sottotribù Coreopsidinae
Genere Bidens
Specie B. frondosa
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Coreopsideae
Nomenclatura binomiale
Bidens frondosa
L., 1753
Nomi comuni

Bidente foglioso
(DE) Schwarzfrüchtiger Zweizahn
(FR) Bident feuillu
(EN) Beggarticks

La Forbicina peduncolata (nome scientifico Bidens frondosa L., 1753) è una pianta erbacea, annua a fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome generico (Bidens) deriva da due parole latine ”bis” (= due volte) e “dens” (= dente)[1] e si riferisce alle setole degli acheni di alcune specie di questo genere formate appunto da due denti appuntiti; mentre il nome specifico (frondosa) fa riferimento all'habitus della pianta.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Bidens frondosa) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento
Località: Praloran, Limana (BL), 319 m s.l.m. - 19/09/2008

L'altezza di queste piante può variare normalmente da 3 a 15 dm (massimo 200 cm). La forma biologica della specie è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da fittone (di tipo fibroso).

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea e di tipo fittonante.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta e ramificata. La sezione è quadrangolare ed è arrossata verso l'apice; la superficie è glabra.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

La foglia
Località: Le Laste, Limana (BL), 661 m s.l.m. - 02/09/2009

Le foglie sono lungamente picciolate, opposte, a lamina tripartita (raramente a 5 segmenti). I segmenti (completamente divisi) hanno una forma lanceolata (da 3 a 6 volte più lunghi che larghi) con carenatura centrale e con margini vistosamente seghettati con dentelli acuti e distanziati. Il segmento centrale ha un peduncolo (o picciolo interno alla foglia) che può essere lungo fino a ½ lunghezza del segmento stesso. Lunghezza del picciolo: 10 – 40 mm. Dimensione della foglia completa: larghezza 20 – 60 mm; lunghezza 30 – 80 mm. Dimensione del segmento: larghezza 10 – 20 mm; lunghezza 35 – 60 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolinoo
Località: Praloran, Limana (BL), 319 m s.l.m. - 19/09/2008

L'infiorescenza è formata da diversi capolini discoidali, eretti e peduncolati. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: un peduncolo sorregge un involucro emisferico o campanulato composto da due serie di squame (involucro doppio)[3] che fanno da protezione al ricettacolo con pagliette[4] sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati, in questa specie assenti (o raramente presenti da 1 a 3 fiori) e quelli interni tubulosi (da 20 a 60, massimo 120). Le due serie di squame sono differenti nella forma: la serie esterna è composta circa da 8 brattee fogliacee verdi, sub-raggianti a forma da oblunga a lineare con margini cigliati; la serie interna si compone di altrettante brattee (o squame) più sottili (lanceolate), scariose e striate. Lunghezza dei peduncoli: 10 – 40 mm. Diametro dei capolini: 10 – 20 mm. Dimensione dell'involucro: larghezza 6 mm; lunghezza 7 – 12 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

L'involucro
Località: Praloran, Limana (BL), 319 m s.l.m. - 19/09/2008

I fiori sono attinomorfi; sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi); e sono inoltre ermafroditi ossia bisessuali[4].

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[5]
  • Corolla: i fiori periferici (se presenti) sono ligulati, gialli e disposti su un unico rango; i fiori del disco centrale (tubulosi) hanno delle corolle tubulari a 5 denti e sono di colore arancio. Lunghezza dei fiori periferici (se presenti): 2 – 3,5 mm; Lunghezza dei fiori interni: 2,5 – 3 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere (barbate) invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo. Le antere alla base sono ottuse.
  • Fioritura: da luglio a ottobre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti

I frutti sono degli acheni allungati (lineari), compressi, secchi, con parete sottile strettamente appressata attorno ad un unico seme e con un pappo munito di due reste e alcune setole spinate riflesse verso le due reste. Il colore è nerastro; mentre la superficie è ruvida. Dimensione degli acheni: 6 – 10 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: a maturazione i semi cadono a terra, quindi sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). Inoltre i semi sono muniti di lunghe reste acute munite e di setole seghettate facilitando così anche la disseminazione di tipo zoocoria quando sono ancora sulla pianta.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[6] – Distribuzione alpina[7])
  • Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono i fanghi e luoghi umidi tipo paludi; ma anche ambienti temporaneamente inondati, zone ruderali e scarpate ferroviarie. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere bagnato.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 300 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, oltre a quello planiziale – a livello del mare.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[7]:

Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe: Bidentetea tripartitae
Ordine: Bidentetalia tripartitae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Bidens frondosa (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[8] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[9]). Il genere di appartenenza (Bidens) è composto da circa 200 specie, delle quali 10 sono spontanee dei territori italiani.
Il numero cromosomico di B. frondosa è: 2n = 24, 48, 72[2][10].

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella seguente sono indicate alcune sottospecie, varietà e forme non presenti in Italia[2][10][11]. L'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie.

  • Bidens frondosa var. anomala Porter ex Fernald (1903) (sinonimo di B. frondosa)
  • Bidens frondosa var. caudata Sherff (1959) (sinonimo di B. frondosa)
  • Bidens frondosa var. major Hook. (1835)
  • Bidens frondosa var. minor Hook. (1835)
  • Bidens frondosa var. pallida (Wiegand) Wiegand (1924) (sinonimo di B. frondosa)
  • Bidens frondosa var. puberula Wiegand (1899)
  • Bidens frondosa var. stenodonta Fernald & H. St;. John (1915) (sinonimo di B. frondosa)
  • Bidens frondosa fo. anomala (Porter) Fernald (1938)

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Con la specie Bidens tripartita la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico:

  • Bidens × garumnae Jeanjean & Debray (1942)

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Bidens melanocarpa Wiegand

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Questa pianta può facilmente essere confusa con la specie Bidens tripartita L. con la quale in molte zone si sta sostituendo. Le due specie si distinguono soprattutto nelle foglie: la Bidens frondosa ha le foglie con picciolo molto più allungato (specialmente il segmento centrale) e il rachide non è alato (la foglia non è decorrente lungo il picciolo come nella specie Bidens tripartita); l'achenio si presenta con una superficie bitorzoluta (e non liscia) mentre le setole non sono patenti. Un altro elemento di distinzione, la serie esterna delle squame (descritte come brevi e non raggianti nella “Flora d'Italia” di Sandro Pignatti), non sembra essere significativo (vedere le foto allegate).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Secondo la medicina popolare un infuso di questa pianta può essere utile per irritazioni, infiammazioni e sanguinamento delle mucose delle vie urinarie. Può essere usato anche per ipertrofia prostatica benigna; può inoltre prevenire il rischio di attacchi di gotta[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 19-02-2011.
  2. ^ a b c Tropicos Database. URL consultato il 20-02-2011.
  3. ^ Motta, vol. 1 - p. 299
  4. ^ a b Pignatti, Vol. 3 - p. 53
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20-12-2010.
  6. ^ a b Checklist of the Italian Vascular Flora, p. 61
  7. ^ a b c Flora Alpina, Vol. 2 - p. 470
  8. ^ Botanica Sistematica, p. 520
  9. ^ Strasburger, vol. 2 - p. 858
  10. ^ a b c eFloras - Flora of North America. URL consultato il 20-02-2011.
  11. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 20-02-2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Panero J.L., Compositae: tribe Coreopsideae in Kadereit, J. W., C. Jeffrey (eds.), Families and Genera of Vascular Plants, vol. VIII, Flowering Plants, Eudicots, Asterales, Berlin, Springer-Verlag, 2007, pp. 406-417.
  • Funk V.A. et al, Compositae metatrees: the next generation in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.747-777.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume primo, 1960, pag. 299.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 54, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 470.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 61, ISBN 88-7621-458-5.

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