Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero
| Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero | |
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Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero |
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| Indirizzo | Via Biblioteca, 13 Cap: 95124 - Catania
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| Tipo | storica |
Le Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero sono due biblioteche catanesi.
Indice |
[modifica] Storia
Le Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero sono ubicate nei locali dell'ex monastero dei Benedettini di Catania e nascono dall'unione della Biblioteca Civica di Catania con la biblioteca privata del barone Antonio Ursino-Recupero. Le due biblioteche sono state costituite con Regio Decreto in data 11 maggio 1931, in Ente morale, e riunite di fatto sul finire del 1933. Il 28 ottobre 1934 erano ultimati, ed inaugurati, i lavori di restauro degli ambienti, già sede del museo biscariano appena trasferito al castello Ursino, all'ingresso ove son le scansie-vetrine bianche, la sala detta 'rotonda' ed il 'refettorio piccolo'.
La prima, la Biblioteca Civica, si era formata sulla biblioteca benedettina dell'abbazia cassinese di San Niccolò l'Arena di Catania, un convento benedettino.
La biblioteca benedettina, ricostituita dopo il terremoto del 1693, fu incamerata dal nuovo Regno d'Italia nel 1866, insieme a tutti i beni ecclesiastici. La Biblioteca Civica, a causa delle sue origini, è soprattutto caratterizzata da testi di importanza religiosa.
Responsabili della struttura, divenuta comunale nel 1869 (presa di possesso da parte del governo, dopo l'incameramento, nel febbrajo 1867, presente l'allora abate del Monastero benedettino, ora beato, Giuseppe Benedetto Dusmet): canonico Giuseppe Coco Zanghì, dal 11/7/1872; dal 1878, il canonico Francesco Fisichella. Sin dal 1893, Federico De Roberto, che ivi ambientò (e nello scrittojo a schiena d'asino che si conserva in loco, pare abbia vergato) molte pagine de "I Viceré", era nominato "bibliotecario onorario". Intorno al 1902 Carmelo Ardizzoni, anche archivista comunale. Dal 1907 al 1923, direttore Vincenzo Finocchiaro. Nel 1926 Giuseppe Villaroel ebbe dal Comune l'incarico di risistemazione del museo e della biblioteca: nel 1943 egli ricorda le "immense sale polverose dove il silenzio denso di echi, a volte, pareva mosso dalle tonache e dal respiro dei monaci morti". Dal maggio 1931 al 1950 anno della morte, diresse Orazio Viola, già bibliotecario della Universitaria. Dal 1951 al 1956 direttore è Filippo Di Benedetto; dal 1956 al 1968 direttrice è Elvira Ursino; dal 1968 al 1998 è direttrice, prestigiosa ed amata per la sua passione, Maria Alessandra Salmeri. Dal 1998 ad oggi dirige Rita Angela Carbonaro.
La biblioteca Ursino Recupero rispecchia gli interessi politico-letterari del barone e conserva testi siciliani ed in particolare catanesi, dalla fine del XVIII secolo agli inizi del XIX. Molti di questi testi furono donati personalmente dal barone e quindi sono autografi.
[modifica] Collezione
Le biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero conservano più di 200.000 volumi tra cui preziose pergamene medievali trascritte dai monaci benedettini, incunaboli, cinquecentine e molti libri rari; tra questi, in particolare possiamo citare una rarissima Bibbia miniata del XIV secolo.
Conserva, inoltre, 2.471 testate giornalistiche, quasi tutte siciliane, ed accoglie parecchi fondi privati, tra i quali, il più famoso quello di Mario Rapisardi, ricco di 3.565 volumi (manoscritti e a stampa), 3.800 lettere, cimeli, quadri, mobili (che erano nel suo studio) e che s 'identificarono, per il Poeta, con il vincolo terreno più fedele e più caro, continuando, quelli di Vincenzo Giuffrida, Ursino Trombatore, Geraci, Cinaselli, Saverio Fiducia, N. Fallico, U. Galante, Scammacca, Giuseppe Perrotta, G. Mirone, D'Alessandro Falzone, Lo Presti, Lorenzo Vigo-Fazio, Francesco Granata, Giacomini, F. Pezzino, il carteggio Casagrandi, i disegni di C. Sada, le carte rapisardiane di A. Tomaselli, C. Maugeri, E. Ferrante, A. Recupero, il Fondo musicale del Maestro Santonocito ed altri acquisizioni che continuano ancora oggi.
Nella sezione "manoscritti" sono stati individuati 9 manoscritti utili per il progetto, tutti compresi all'interno del XIX secolo: Francesco di Paola Bertucci, Cordaro Clarenza Vincenzo, Carlo Gemmellaro, tre manoscritti di Gregorio Barnaba La Via, Luciano Leto, Agatino Longo, Pietro Tucci.
[modifica] La sala Vaccarini
Infine c'è da segnalare la particolare importanza architettonica ed artistica della sala Giovanni Battista Vaccarini, a pianta ovale, completamente arredata da scaffali di testi settecenteschi.
[modifica] Bibliografia
- L. Salmeri, I giornali delle Biblioteche rinunite Civica ed Ursino Recupero, Catania, 1985.
- Maria Salmeri (a cura di), "Catalogo dei periodici delle Biblioteche Riunite Civica e A.Ursino Recupero di Catania", voll. I, II, III; Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali, Catania 1992, 1993, 1995.
- Francesco Giordano (a cura di), "Fondo Francesco Granata, Inventario - Biblioteche riunite Civica e A.Ursino Recupero", Catania 1998