Biblioteca internazionale La Vigna

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Coordinate: 45°33′04.58″N 11°32′17.8″E / 45.551272°N 11.538278°E45.551272; 11.538278

Biblioteca Internazionale La Vigna
Biblioteca Internazionale La Vigna
Facciata del Palazzo Brusarosco, sede della Biblioteca Internazionale La Vigna
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Città Vicenza,
Indirizzo Palazzo Brusarosco-Gallo, contrà Porta Santa Croce, 3
Tipo pubblica specializzata
Numero opere 50.000
Sito http://www.lavigna.it/it/

La Biblioteca Internazionale La Vigna-Centro di Cultura e Civiltà Contadina è un istituto di documentazione specializzato nel settore di studi sull'agricoltura e sul vino, ed è considerato il più importante punto di riferimento per le ricerche ampelografiche a livello mondiale.

Ha sede a Vicenza in Contrà Porta Santa Croce n. 3, nel Palazzo Brusarosco, poi Gallo, edificio ottocentesco in parte restaurato dall’architetto Carlo Scarpa.

Storia dell'istituzione[modifica | modifica sorgente]

Il fondatore, Demetrio Zaccaria.

Il Centro di Cultura e Civiltà Contadina - Biblioteca Internazionale “La Vigna” nacque per iniziativa di un imprenditore vicentino, Demetrio Zaccaria, che, imbattutosi per caso, a New York, nel 1951, in un libro di enologia, cominciò ad interessarsi alla materia. Dall’acquisto del primo libro, Dictionary of Wine di Frank Schoonmaker, alla creazione di una biblioteca di carattere internazionale al servizio degli studiosi e degli appassionati, passarono vent'anni.

Demetrio Zaccaria partecipò a convegni internazionali, strinse importanti relazioni in tutto il mondo, iniziando a dedicarsi con assiduità all'acquisto sistematico di libri antichi e rari. Fondamentale fu l'incontro a Londra con André Simon, fondatore della International Wine and Food Society, autore di importanti opere di bibliografia sulla gastronomia e sul vino, oltre che figura di primo piano nel mondo del commercio dello Champagne, che divenne per Zaccaria modello da seguire.

Nei primi anni settanta da Toscolano, in riva al Garda, dove viveva dal 1958, Zaccaria si trasferì definitivamente a Vicenza con tutti i suoi volumi, ormai diventati qualche migliaio. Nel 1980 acquistò Palazzo Brusarosco, sede dell'attuale biblioteca. L'anno dopo, ormai settantenne, preoccupato per le sorti della sua collezione e dopo vari e infruttuosi tentativi di darle una sistemazione, donò il palazzo insieme all'intera raccolta di circa 10.000 volumi al Comune di Vicenza, assumendo il ruolo di segretario generale del Centro di Cultura e Civiltà Contadina, nonché di direttore della Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Morì nel 1993 dopo avere conseguito importanti riconoscimenti internazionali.

Sede[modifica | modifica sorgente]

L'appartamento all'ultimo piano ristrutturato da Carlo Scarpa.

Il Centro e La Biblioteca hanno sede a Palazzo Brusarosco. Le scarse notizie sull'edificio originario lo fanno risalire a una casa eretta entro la cinta muraria scaligera nel XV secolo. Nei secoli successivi la casa subì varie trasformazioni, fra cui un ampliamento nel corso del Settecento attribuibile ad Ottone Calderari. Nel 1833 il nuovo proprietario Orazio Brusarosco affidò il rifacimento del portico e della facciata all'architetto Tommaso Becega.

Durante la seconda guerra mondiale il palazzo subì ingenti danni a seguito dei bombardamenti angloamericani.

Nei primi anni sessanta l'avvocato vicentino Ettore Gallo acquistò l'intero palazzo per trasferirvi studio professionale e residenza familiare, incaricando per la ristrutturazione l'architetto Carlo Scarpa. All'ultimo piano Scarpa progettò l'abitazione della famiglia Gallo, trasformando la soffitta in un ampio appartamento in cui confluiscono i due temi a lui cari: la residenza e l'allestimento museale. Fluidità di percorsi, assenza di porte, smussatura degli spigoli caratterizzano l'appartamento illuminato dall'alto da luce naturale, indiretta, diafana. L'appartamento Gallo viene oggi utilizzato prevalentemente per mostre e convegni.

Al primo piano, dove oggi si sviluppa la Biblioteca, Scarpa consolidò il solaio del salone principale, così come il soffitto dell'androne d'ingresso, attraverso l'abile inserimento di putrelle all'interno degli apparati decorativi. Al piano terra infine, adiacente al parco, venne previsto un appartamento indipendente, ora utilizzato come deposito per i libri.

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Il fondo librario ammonta oggi a circa 50.000 volumi, riguardanti prevalentemente l'agricoltura, la coltivazione della vite e la produzione vinicola, nonché l’allevamento delle api, la produzione dell’olio e del miele fino ad arrivare ai trattati di gastronomia.

Il fondo è costantemente arricchito con acquisti selettivi sul mercato corrente e su quello antiquario.

Il fondo antico comprende le edizioni di gastronomia più importanti in Italia pubblicate fra Cinquecento e Seicento, tra cui il De honesta voluptate del Platina (1530), considerato il primo trattato di gastronomia moderna. Tra le opere riguardanti l'enologia, la Biblioteca conserva alcune edizioni del De naturali vinorum historia del medico romano Andrea Bacci (1596).

Il trattato fisico-filologico-storico-medico-chimico Ampelographia (1660) del medico tedesco Philipp Jacob Sachs inizia la serie dei trattati sull'Ampelografia che fanno della Biblioteca un punto di riferimento internazionale sulla materia. Costituiscono, inoltre, un filone importante della raccolta iniziale la letteratura e la poesia ditirambica: la Biblioteca possiede ben 63 edizioni delle 82 conosciute de Il Bacco in Toscana di Francesco Redi.

Nel tempo altre raccolte, oltre a quella originaria, sono entrate a far parte del patrimonio della Biblioteca, o attraverso donazioni o attraverso acquisti mirati. I fondi più importanti sono:

  • il Fondo IRA (Ispettorato Regionale per l’Agricoltura): che comprende la Biblioteca dei Comizi Agrari del Dipartimento di Vicenza e quella delle Cattedre ambulanti della provincia vicentina. Dono dell'Ispettorato Regionale dell'Agricoltura; consta di circa 2.500 opere stampate tra la fine dell' 800 e i primi del '900, riguardanti la storia dell'economia agraria vicentina e veneta a cavallo dei secoli XIX e XX.
  • il Fondo Fagiani: dono del vicentino d'adozione Fernando Fagiani, storico del pensiero economico e sociale del XIX e XX secolo; consta di circa 1.100 opere che spaziano dall'economia alla storia dell'agricoltura, non solo italiana ma anche europea.
  • il Fondo Caproni: acquistato nel 1997 dagli eredi di Federico Caproni, fondatore con il fratello Gianni delle Industrie Aeronautiche Caproni; consta di circa 6.500 volumi concernenti prevalentemente la politica agraria del ventennio fascista e il tema delle bonifiche, ma contiene anche una nutrita serie di opere rare ed insostituibili sulla storia dell'agricoltura fra cui Della agricoltura di Rutilio Tauro Palladio nell'edizione veneziana del 1528.
  • il Fondo Galla: è stato donato nel 2007 dall’avv. Mariano Galla; consta di circa 400 unità bibliografiche, tra volumi e periodici, la maggior parte databili tra il XX e il XXI secolo, di argomento venatorio: accanto a libri estremamente specialistici sulle varie tecniche di cattura della selvaggina, si trovano molti diari e racconti di caccia, preziosi libri illustrati sugli uccelli e in particolare sulle beccacce, alcuni manuali per ottenere la patente di cacciatore e varie enciclopedie. Del modo di piantare e custodire una ragnaja e di uccellare a ragna è l’opera più antica (1790) e più curiosa del fondo. Attribuita erroneamente a Bernardo Davanzati e pubblicata spesso all’interno dell'Opera omnia del sopracitato autore, è invece uno scritto di G.A. Popoleschi, il quale descrive dettagliatamente come costruire e gestire questa trappola per uccelli, probabilmente inventata in Toscana nei pressi di Firenze.

Iniziative culturali[modifica | modifica sorgente]

Demetrio Zaccaria, nell’atto notarile della fondazione della sua istituzione culturale, ha voluto che la denominazione “Centro di Cultura e Civiltà Contadina”, nelle sue accezioni più ampie, precedesse l’espressione “Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Ciò al fine di promuovere tutte quelle iniziative che, tra gli studiosi e gli appassionati, ne possano favorire e migliorare la valorizzazione. Col tempo sono divenuti sempre più articolati e qualificati i filoni progettuali cui si ispirano le attività culturali specifiche, progettate e attuate anche con l’apporto del Consiglio Scientifico, insieme a quelle realizzate in collaborazione con le Associazioni ospiti o esterne come il CRA, Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano, l’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “N. Strampelli” di Lonigo, la Fondazione Masi, l’AIS Veneto (Associazione Italiana Sommeliers), vari Consorzi locali di tutela dei Vini DOC, Cantine Sociali, FAI, Clubs Lions e Rotary vicentini, l’Associazione Italiana Cultura del Tè, la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli-Venezia Giulia ecc.

Il Centro ha inoltre dato il via all'iniziativa “Amici de La Vigna”, a sostegno delle sue attività culturali e istituzionali.

Associazioni ospiti[modifica | modifica sorgente]

Il Centro ospita le seguenti associazioni, che si occupano di cultura enogastronomica nonché di valorizzazione della terra e dell'ambiente:

  • Accademia internazionale “La donna e il vino”
  • Associazione “Amici dei Parchi”
  • Accademia italiana “La vite e il vino”
  • Accademia italiana della cucina – Sezione di Vicenza
  • Gruppo micologico Bresadola – Vicenza

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]