Biblioteca Seminario Vescovile di Cremona
| Biblioteca Seminario Vescovile di Cremona | |
|---|---|
| Indirizzo | Via Milano 5, 26100 Cremona |
| Tipo | Pubblica |
| Sito | Sito ufficiale |
La Biblioteca del Seminario Vescovile di Cremona (Biblioteca diocesana Santa Maria della Pace) è una storica biblioteca cremonese, fondata nel 1593, per volontà del Vescovo Cesare Speciano. Attualmente si trova all'interno del Seminario Vescovile di Cremona, nell'ala est, recentemente ristrutturata.
Indice |
[modifica] Storia
Nell'anno 1566 il vescovo di Cremona Nicolò Sfondrati, ottemperando ai decreti del Concilio di Trento, fondava in una casa attigua alla Cattedrale il "Collegio dei Clerici" o "Seminario". Nel 1589, poco prima della sua nomina a pontefice (prenderà il nome di Gregorio XIV) lo trasferiva in un edificio attiguo alla chiesa di Santa Margherita. Il suo successore, Cesare Speciano, in seguito di lavori di ampliamento terminati nel 1593, volle che una sala del rinnovato edificio ospitasse i libri necessari allo studio dei professori e degli alunni, che in precedenza avevano dovuto ricorrere alla Biblioteca Capitolare. Il 1593 costituisce, perciò l'anno di nascita della Biblioteca del Seminario. Il patrimonio librario, inizialmente modesto, andò man mano aumentando nei secoli successivi, in seguito a donazioni di Vescovi (Pietro Campori, Visconti, Settala, Litta) e di sacerdoti (quali Michelangelo Cerri e Pietro Maria Ripari e Carlo Tessaroli). Ricchissimo, soprattutto, il lascito dell'arciprete di Soncino e poi di Sabbioneta, Ermenegildo Benvenuti, la cui preziosa "libreria" fu divisa tra il Seminario e la Biblioteca abbaziale di Casalmaggiore e, purtroppo, in parte dispersa. Nei primi decenni del secolo XIX si segnalò come particolarmente meritevole il vescovo Omobono Offredi, che fece ristrutturare la biblioteca, fornendola di nuove scaffalature, ordinò la compilazione del catalogo e donò la copiosissima libreria già appartenente alla sua nobile famiglia. Questa attenzione del vescovo Offredi si spiega con la chiusura nel 1773 del Collegio dei Gesuiti in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù e alla mancanza dell'importante risorsa della loro ricca biblioteca. Per i vescovi più recenti, oltre a qualche libro appartenuto a Geremia Bonomelli (giunti in Seminario forse con la Biblioteca della Mensa) sono da ricordare i lasciti di Giovanni Cazzani, di Danio Bolognini e, più recentemente, di Enrico Assi e di Giulio Nicolini. Nel frattempo, stimolati dai vescovi, anche diversi donatori laici - in primo luogo l'erudito cremonese Francesco Arisi (autore della Cremona Literata) - concorrevano ad arricchire le raccolte, offrendo incunaboli ed altre preziose edizioni. Tra gli altri si possono ricordare il medico Giovanni Sonsis, il marchese Nicolò Alessandro Magio, l'avvocato Francesco Calza.
La Biblioteca è stata oggetto di diversi riordini e catalogazioni, che l'hanno interessata, dagli inizi dell'Ottocento fino ad oggi. La costruzione di una nuova sede, dedicata a Santa Maria della Pace, fu voluta dal vescovo Bonomelli, nel 1887: la biblioteca venne trasferita in un ampio salone e affidata alle cure dello storico e studioso Mons. Angelo Berenzi, al quale si deve la creazione del grande catalogo alfabetico, redatto in due volumi. Nel 1926 il nuovo bibliotecario, Mons. Guido Rota, intraprese una nuova catalogazione, aggiungendo anche altre stanze al salone originario; l'operazione non fu condotta in modo ineccepibile, tanto che, poco dopo, si dovette rimettere mano all'intera sistemazione dei volumi, e ciò fu fatto nel 1934, riducendo la grande sala ad un magazzino, intermamente occupato dalle scaffalature. L'operazione venne eseguita, adottando il sistema Staderini, dai chierici di Teologia, guidati dal Prof. Francesco Pizzi, direttore della biblioteca governativa di Cremona: vennero approntati un catalogo alfabetico a schede e un catalogo topografico per la revisione e il controllo.
[modifica] Il presente
Nel 2004 sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell'ala est del Seminario, in passato adibita ad alloggio. Sono stati approntati due nuovi grandi ambienti: una Sala di Consultazione e un Sala di Lettura, a piano terreno, aperte al pubblico; al piano superiore invece è stato sistemato un grande deposito, che raccoglie tutti i fondi di pregio, i manoscritti, la raccolta dei disegni delle stampe e, soprattutto, tutti i volumi dal XV secolo alla metà circa del XX secolo.
[modifica] Patrimonio
Oggi la biblioteca conta oltre 100.000 volumi, comprendendo oltre 20 incunaboli, 1300 cinquecentine, 1400 volumi del '600, e circa 7000 del XVIII secolo. La biblioteca possiede una ricca collezione di vocabolari, glossari e grammatiche dall'arabo all'aramaico, dal copto all'armeno.