Bibliometria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La bibliometria è una scienza applicata a vari ambiti scientifici che utilizza tecniche matematiche e statistiche per analizzare i modelli di distribuzione delle pubblicazioni scientifiche e per verificarne il loro impatto all'interno delle comunità scientifiche. Questa scienza, che comprende l'analisi bibliometrica, è alquanto recente: essa infatti nasce negli anni venti e si è sviluppata enormemente in conseguenza della disponibilità online di banche dati di grandi dimensioni. La bibliometria si inserisce all'interno dell'ambito di studi più ampio, definito scientometria, ossia la scienza per la misura e l'analisi della scienza.

Indice

Storia[modifica]

I primi lavori di bibliometria e scientometria risalgono ai primi decenni del XX secolo. Alfred Lotka, Samuel Bradford e George Kingsley Zipf ne elaborarono i fondamenti e le leggi tra il 1926 e il 1935. Negli anni cinquanta John Derek de Solla Price elaborò le basi di una disciplina basata sul ricorso gli articoli scientifici come indicatori quantitativi dell'attività di ricerca[1]. Nello stesso periodo Eugene Garfield sviluppò l'idea di usare le citazioni bibliografiche contenute negli articoli scientifici per valutarne l'impatto[2][3]; il primo volume di Science Citation Index apparve nel 1963.

Note[modifica]

  1. ^ Derek J. de Solla Price (30 luglio 1965). Networks of Scientific Papers. SCIENCE 149 (3683): 510–515. DOI:10.1126/science.149.3683.510. PMID 14325149.
  2. ^ Garfield, Eugene (15 luglio 1955). Citation indexes for science, A new dimension in documentation through association of ideas. Science 122 (3159): 108–111. URL consultato in data 18 settembre 2011.
  3. ^ Eugene Garfield (2006). The history and meaning of the journal impact factor. JAMA 295 (1): 90–3. DOI:10.1001/jama.295.1.90. PMID 16391221.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]