Beuno

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Beuno
Nascita Berriew, Powys, VI secolo
Morte Clynnog Fawr, Gwynedd 21 aprile 640
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Canonizzazione Precanonizzazione
Santuario principale Clynnog Fawr, Gwynedd, oggi distrutto, esiste solo una cappella
Ricorrenza 21 aprile
Attributi bastone
Patrono di bambini e bestiame malati

Beuno (anche Beunor, Benno o Bennow; Powys, VI secoloClynnog Fawr, 21 aprile 640) è venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica che da quella anglicana.

Fu un abate gallese che diede un grande contributo all'evangelizzazione della regione, fondò l'abbazia di Clynnog Fawr, nel regno di Gwynedd, sulla penisola di Llynn, dove visse gran parte della sua vita e morì.

Era figlio di Beugi e nipote di un principe del regno di Powys. Fra i suoi antenati si annovera anche il leggendario Re Artù.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'istruzione e l'ordinazione nel monastero di Bangor-on-Dee nel nord-est del Galles, divenne un attivo missionario; Cadfan, re di Gwynedd, fu il suo generoso benefattore. Cadfan Cadwallon, suo figlio e successore, tolse a Beuno alcuni terreni donati dal padre e, quando il santo chiese giustizia, gliela negò. Allora il cugino Gwyddaint Cadwallon, a titolo di risarcimento, diede a Dio e Beuno per sempre la sua borgata di Clynnog Fawr nella penisola di Llyn, (Carnavonshire), dove il santo fondò un'abbazia divenuta famosa.

Chiesa di San Beuno, Clynnog Fawr

Beuno divenne il tutore della nipote, la vergine Santa Gwenfrewi, alla quale ridiede miracolosamente la vita dopo che era stata decapitata dal suo spasimante Caradog di Hawarden. Fu implacabile con i peccatori incalliti, ma pieno di compassione per quelli in difficoltà. Prima della sua morte a Clynnog, avvenuta il settimo giorno dopo Pasqua, ebbe una visione meravigliosa.[1] [2]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il Martirologio romano fissa la memoria liturgica il 21 aprile.

Nel Galles sono state dedicate a lui ben undici chiese che testimoniano tuttora l'importanza della sua azione missionaria. Nelle raffigurazioni artistiche viene rappresentato nell'atto di rimettere sul collo la testa di Santa Gwenfrewi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda su San Beuno in www.catholic.org
  2. ^ Paul Guérin (a cura di), Vie des Saints des Petits Bollandistes, Parigi, Bloud et Barral editori, 1876, tomo IV, p. 554

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Guérin (a cura di), Vie des Saints des Petits Bollandistes, Parigi, Bloud et Barral editori, 1876.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]