Bestie di Satana
Bestie di Satana era il nome di un gruppo di giovani della provincia di Varese, responsabili di vari omicidi e di un'induzione al suicidio a sfondo satanista, che riempirono le pagine di cronaca nera e colpirono profondamente l'opinione pubblica italiana. La notizia arrivò anche all'estero e i crimini della setta vennero definiti dalla BBC tra i più scioccanti della storia d'Italia dal dopoguerra[1].
La magistratura, con sentenza della Corte di cassazione pronunciata nel 2007, ha ritenuto i membri della setta responsabili degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino, Fabio Tollis e del relativo occultamento di cadavere; del suicidio indotto di Andrea Bontade e di altri giovani che avevano rapporti con l'organizzazione .
La scoperta della setta ha portato poi a fare dei collegamenti con casi irrisolti, omicidi ed assassinii misteriosi nella zona delle "bestie". C'è chi ha parlato di diciotto tra omicidi e casi di suicidio sospetti,[2] tra i quali quelli di Andrea Bontade[3] e Cristian Frigerio. Tuttavia ad oggi non è stata aperta nessuna nuova inchiesta, e gli imputati sono ritenuti responsabili dei soli crimini sopracitati.
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[modifica] Storia
[modifica] L'organizzazione della setta
Le “bestie” si ispiravano vagamente al cosiddetto "satanismo acido”; in realtà la vocazione satanista era alquanto confusa, ma ciò non impediva lo sfoggio di simboli esoterici quali pentacoli, croci rovesciate e rappresentazioni del numero della bestia nell’Apocalisse, il 666.
Nata nella seconda metà degli anni novanta la setta era più che altro dedita all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti, come ammesso anche dagli stessi membri nel corso dei processi, [4] [5]. Alcuni membri della setta erano noti nel circondario come spacciatori di droga.[6]. I luoghi abituali di ritrovo della setta erano il Parco Sempione e la Fiera di Sinigallia a Milano.
Il clima di esaltazione dovuto alle droghe e la connotazione simil-satanica del luogo facevano sì che le pratiche degli aderenti alla setta fossero delle “prove di coraggio” che venivano eseguite a cuor leggero a causa dello stordimento (come durante i riti d’affiliazione) oppure, in un ambito che era più o meno consapevolmente nichilista, le sedute consistevano nell’infliggere dolore fisico. Dalla testimonianza di Andrea Volpe emerge ad esempio che una volta al giovane Fabio Tollis vennero spenti mozziconi di sigaretta sul corpo, mentre Monterosso lo mordeva sul collo. In un'altra occasione, Paolo Leoni detto Ozzy, capo carismatico della setta, fu fermato dalla polizia ed accompagnato a casa dopo essere stato sorpreso a camminare sui binari della metropolitana, completamente ubriaco e sotto l'effetto di stupefacenti mentre gridava frasi sconnesse. Nel corso di un'intervista rilasciata in carcere, il giovane minimizzò l'episodio, asserendo che si trattasse di un tentativo di suicidio a seguito della perdita, a pochi mesi di distanza l'una dall'altro, del padre e della sorella. [7][8]
I riti di affiliazione si svolgevano appunto tramite il superamento di prove di coraggio, suggellate nel momento della riuscita da un vero e proprio patto di sangue, una volta compiuto il quale si sarebbe potuto uscire dalla setta soltanto da morti.
Si è molto discusso intorno al fatto se le "Bestie" avessero dei capi, e quali fossero. Secondo quando ricostruito dagli inquirenti, membri di più vecchia data fossero Nicola Sapone e Paolo Leoni detto "Ozzy" (chiamato così dal cantante Ozzy Osbourne), conosciutisi casualmente durante una visita di leva. Nicola Sapone, idraulico e incensurato, di origine calabrese ma da anni residente a Dairago aveva condotto fino ad allora una vita normale, mentre il Leoni, commesso in un ipermercato di Corsico, era figlio di un ex detenuto per omicidio noto nella zona come satanista [9]. Gli altri membri del gruppo si unirono in un secondo tempo.
L’enigmatica figura di Andrea Volpe di Busto Arsizio, disoccupato e tossicodipendente, descritto come un giovane squilibrato ma con un forte carisma personale, fu introdotta nel gruppo da Sapone. Nonostante Volpe fosse tra gli esecutori materiali in tutti e tre i delitti accertati, non fu mai considerabile come “capo” probabilmente a causa del suo stato di tossicodipendenza - che lo costrinse a diversi ricoveri in ospedale ed in alcune comunità per disintossicarsi - anche se non si deve sottovalutare la sua influenza nel prendere le decisioni: tutti i rei confessi sono concordi sul fatto che è proprio dopo l’entrata di Volpe che si sono cominciati a progettare gli omicidi rituali.
[modifica] La scoperta della setta: lo "chalet degli orrori"
I crimini della setta vengono improvvisamente scoperti all'inizio del 2004 dopo l'ennesimo omicidio: il 24 gennaio 2004 Andrea Volpe si risolve ad eseguire un chiaro ordine di Nicola Sapone [10]. Quest'ultimo gli ordina di uccidere Mariangela Pezzotta (ex ragazza di Volpe) in quanto conosceva troppi dettagli sulla scomparsa di Fabio Tollis e Chiara Marino, due ex membri della setta, dei quali si erano perse le tracce nel gennaio 1998. Con il pretesto di una videocassetta da farsi restituire, Andrea invita a cena Mariangela nella baita di Golasecca. Mentre Elisabetta è in cucina a preparare il caffè, Volpe, dopo una violenta discussione con la sua ex fidanzata, spara contro la malcapitata, la quale però non muore sul colpo. Egli e la Ballarin, in condizioni alterate a causa delle droghe assunte quella sera, chiamano in aiuto Sapone, il quale accorre prontamente e, a detta di Volpe, gli rinfaccia di non "saper nemmeno uccidere una persona", dopodiché ordina di lavare via ogni traccia di sangue, di seppellire Mariangela nel giardino e di gettare nel fiume la sua automobile. Egli stesso finisce l’ancora agonizzante ex ragazza di Volpe a colpi di badile, quindi torna a casa propria a Dairago presso Legnano comportandosi come niente fosse ed ostentando stupore alla notizia degli avvenimenti successivi.
A questo punto, Elisabetta sale sull’auto di Mariangela decisa a sbarazzarsi del mezzo facendolo scivolare nel fiume Ticino che scorre a poca distanza, mentre Andrea la segue sulla sua auto; la ragazza, però, a causa delle condizioni psicofisiche alterate per l'assunzione di cocaina ed eroina, non riesce a condurre nel fiume la macchina e va ad incastrarsi su un muretto. Volpe scende dalla sua auto, si accorge delle condizioni di Elisabetta ormai prossima al collasso, e si dirige verso un parcheggio poco distante invocando soccorso e dando in escandescenze [11]. Ad una pattuglia dei carabinieri accorsa sul posto inizialmente dichiara che lui e la fidanzata erano stati aggrediti da alcuni balordi [12] mentre si trovavano appartati in auto, ma i carabinieri realizzano velocemente che in realtà la coppia ha avuto un incidente d'auto causato dall'assunzione di stupefacenti ed alcol e fa trasportare entrambi i giovani in ospedale. Da qui a scoprire il cadavere nascosto in quello che passerà alla storia come lo “chalet degli orrori” il passo è molto breve.[13]
Dalla confessione di Volpe emerge che egli fu costretto ad agire sotto ricatto di Sapone, che lo aveva minacciato “se non lo fai tu lo facciamo noi” lasciandogli capire che anche lui e la Ballarin sarebbero stati uccisi qualora non si fossero liberati della Pezzotta.
[modifica] Le indagini
Inizialmente Volpe sostiene davanti agli inquirenti di aver sparato a Mariangela durante una lite accesa tra ex fidanzati e la pista satanica non viene nemmeno presa in considerazione dalle forze dell’ordine. Con l’entrata in campo di Michele Tollis, padre del defunto Fabio, le cose cambiano radicalmente. Da anni Michele cerca di capire dove sia finito suo figlio, e comincia a frequentare il suo ambiente per farsi un’idea. Porta il caso alla trasmissione di Rai 3 Chi l'ha visto? ed interviene in numerose puntate nel corso degli anni. Sin dal principio, non si fida degli affiliati alle “bestie”, le quali sostengono che Fabio sia scappato con Chiara per ragioni sentimentali.
Quando Michele scopre dell’arresto di Andrea Volpe, ai suoi occhi risulta immediato il collegamento con la scomparsa di suo figlio. Le sue indicazioni saranno preziose nel corso delle indagini. Sottoposto a tutto questo stress psicologico, o forse per mero calcolo in funzione di evitare l’ergastolo, Volpe decide di collaborare e confessa tutto: Chiara, Fabio, le “bestie”, Mariangela, Andrea Bontade. Spalanca la porta alle indagini.[14]
[modifica] I tentati omicidi di Fabio Tollis e Chiara Marino
Stando alla ricostruzione degli inquirenti così come è andata in onda su La linea d'Ombra, i fatti si sono svolti con le seguenti modalità.
La diciannovenne Chiara Marino, vicina di casa di Paolo Leoni - ritenuto il capo carismatico della setta - era perdutamente innamorata di lui fin da bambina [15] ed era l’unica ragazza stabilmente affiliata al gruppo dopo che alcune altre si erano allontanate molto turbate dai rituali posti in essere e dalle violenze e minacce subite (una ex fidanzata del Leoni dichiarò che lo stesso l'aveva aggredita e percossa, ferendola al collo e descritto il giovane come una persona esaltata e pericolosa). Non per questo alla Marino venivano risparmiate le modalità nichiliste di cui sopra, anzi forse proprio per questo erano più accentuate, particolarmente dal momento in cui Sapone dichiarò agli altri membri della setta che la giovane Chiara "era la Madonna", provocando ulteriori ritorsioni contro di lei. Ciò provocò nella ragazza un trauma psicologico non indifferente [16] e la sua intenzione era di uscire dalla setta, rafforzata anche dalla vicinanza di un collega di lavoro, completamente estraneo alle "Bestie", col quale aveva allacciato da poco una relazione sentimentale. Gli altri ne erano al corrente e dunque decisero che se Chiara doveva lasciare il gruppo doveva farlo da morta, consonamente al patto di sangue.
I membri della setta sapevano inoltre che la giovane aveva nella propria disponibilità una somma di denaro abbastanza cospicua, pari a circa 110 milioni di lire (circa 55.000 euro), avuti come risarcimento in seguito ad un incidente stradale in cui era rimasta coinvolta e verosimilmente puntavano ad impadronirsene. Nel primo tentativo Sapone e gli altri la stordiscono prima con una dose di tranquillanti, quindi la portano in un posto frequentato da tossicodipendenti per drogarla lì e simulare una morte per overdose di eroina. L’arrivo di una volante li fa desistere dai loro piani e scappare.
Nel frattempo il sedicenne Fabio Tollis si rende conto della piega che sta prendendo la setta e manifesta l'intenzione di andarsene, cosicché il gruppo decide di eliminare anche lui. Tollis, il membro più giovane della setta, era un musicista di un certo talento, che si era unito al gruppo soprattutto in virtù dell'interesse per l'heavy metal ed aveva più volte lasciato intendere di non prendere sul serio i rituali satanici [17], giungendo anche ad imitare per gioco gli stati di presunta trance in cui cadeva il "medium" della setta, Mario Maccione [18]. La notte di San Silvestro 1997, i componenti della setta fanno in modo che Fabio e Chiara si ritrovino da soli in un'auto messa a disposizione da Pietro Guerrieri detto "Wedra", tatuatore del gruppo, mettono un petardo nel tubo di scappamento ma la vettura non esplode, prende fuoco molto lentamente e i due si possono allontanare senza nemmeno avvedersi dello scampato pericolo e credendo di aver inavvertitamente provocato loro stessi l'incendio lasciando a bordo un mozzicone di sigaretta acceso. Fabio è dunque conscio del destino di Chiara, ma non del proprio.
[modifica] Il duplice omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino
Nel gennaio del 1998, la setta decide di progettare con più cura l’omicidio. Con la scusa di un nuovo rito da compiere, Sapone, Volpe e Maccione attirano i due ragazzi in una trappola, conducendoli nottetempo nei boschi di Somma Lombardo dove li aspetta una fossa profonda quasi due metri, scavata giorni prima da Sapone e Volpe, unitamente a Pietro Guerrieri detto "Wedra" e Andrea Bontade. Quest’ultimo doveva farsi trovare sul posto per fare "il palo", ma non ne ha avuto il coraggio e non si è fatto trovare sul luogo. Il Guerrieri, invece, quella sera non partecipa di persona al delitto, ma a partire da quel momento, rendendosi conto delle proprie responsabilità, piomba in un profondo stato di depressione, aggravato dall'uso sempre più pesante di stupefacenti. Una volta giunti sul luogo, Chiara viene uccisa a pugnalate da Sapone, mentre Volpe e Maccione si avventano su Tollis, un ragazzone alto quasi due metri, che ha tentato disperatamente di difendere l'amica. Tollis viene preso poi a martellate sul volto da Maccione, che in seguito dichiarerà di essere stato "il migliore amico di Fabio", con una violenza tale da fratturare completamente le ossa del volto del ragazzo. Lo finisce Sapone con un colpo alla gola talmente forte da spezzare la lama del pugnale, i cui frammenti verranno rinvenuti anni dopo tra le costole del ragazzo . Nella concitazione del momento, anche Maccione si ferisce profondamente ad una mano mentre colpisce a morte l'amico Tollis. Nei giorni successivi il giovane sostiene di essersi procurato la ferita mentre cercava di sistemare il motore dell'auto di Sapone a seguito di un guasto. Al termine della mattanza, i due ragazzi vengono gettati nella fossa dove saranno rinvenuti gli scheletri sei anni dopo.
La perversione non si ferma qui: il reo confesso Volpe assieme agli altri umiliano i cadaveri orinandoci sopra, Sapone improvvisa una danza sopra il luogo della sepoltura ed urla: «Adesso siete zombie, soltanto degli zombie! Venite fuori se ne siete capaci!», quindi intinge una sigaretta nel sangue dei cadaveri e la fuma (dalla testimonianza di Michele a Chi l’ha visto?).[19]
Due settimane dopo Sapone e Bontade si recano nuovamente sul luogo per far sparire le tracce dell’assassinio, rimuovendo il fogliame macchiato di sangue e versando ammoniaca sulla fossa per evitare che qualche animale fiutasse l'odore dei cadaveri. I corpi di Tollis e della Marino, ormai ridotti a scheletri saranno ritrovati solo il 18 maggio 2004, a seguito delle indagini relative all’omicidio di Mariangela Pezzotta e alla contestuale confessione di Andrea Volpe.
Poco prima di allontanarsi con gli amici verso Somma Lombardo, Fabio Tollis era stato costretto da Nicola Sapone a telefonare a casa per avvisare il padre che non sarebbe rientrato a dormire ma avrebbe trascorso la notte in casa dell'amica Chiara Marino [20] . Il padre del giovane tuttavia si insospettì e si diresse verso il pub "Midnight" di Porta Romana, abitualmente frequentato dalla compagnia, arrivando però troppo tardi, quando il figlio era già partito con quelli che sarebbero divenuti i suoi assassini. Michele Tollis in seguito dichiarò che Leoni aveva tentato di tranquillizzarlo, asserendo che Fabio si era appartato per flirtare con Chiara Marino, che sarebbe tornato presto e non era assolutamente il caso di preoccuparsi.
Nei giorni successivi, i membri della setta collaborarono attivamente alle indagini, distribuendo volantini con le fotografie degli amici da loro stessi uccisi, lasciandosi intervistare dal programma televisivo "Chi l'ha visto?" e dichiarandosi molto preoccupati per la sorte degli amici, facendo anche appelli televisivi perché tornassero a casa. Leoni giunse a suggerire che la Marino e Tollis potessero essere fuggiti insieme in Spagna, dove la ragazza aveva stretto diverse amicizie nel corso di una vacanza [21] . La madre della ragazza, durante una puntata della trasmissione "Chi l'ha visto?" accusò esplicitamente il Leoni di essere responsabile della sparizione della figlia, parlando anche delle pratiche sataniche del giovane e della reputazione del padre dello stesso. La donna mostrò inoltre diversi oggetti rinvenuti in camera di Chiara: teschi di capra e crani di plastica, candele nere, un drappo nero ed altro materiale da destinare ai rituali satanici. In seguito, la donna dichiarò di essere stata minacciata dai famigliari del Leoni [22].
[modifica] Il suicidio indotto di Andrea Bontade
La prossima vittima è Andrea Bontade, colpevole di codardia per non essersi presentato la sera dell’omicidio di Tollis e della Marino, la cui fossa nel bosco aveva contribuito a scavare. Più volte gli altri affiliati cercano di stordirlo con una miscela di cocktail a base di droghe pesanti con il preciso scopo di indurlo al suicidio. Poi una sera glielo dicono chiaramente: «Se non lo fai tu lo facciamo noi». Il 21 settembre 1998 Bontade, al termine di una serata trascorsa al Midnight Pub con gli altri membri della setta durante la quale aveva bevuto parecchi alcolici ed assunto stupefacenti, prende la sua auto e si schianta contro un muro alla velocità di 180 km/h. Si potrebbe pensare ad un incidente causato dallo stordimento per droga, ma mancano sull’asfalto i segni di frenata e sterzata. Andrea muore sul colpo.
[modifica] Reazioni dei media
La vicenda ha suscitato enorme scalpore in tutta Italia e ha dato inizio a una lunga serie di dibattiti sulla devianza giovanile e sul legame tra heavy metal (di cui le Bestie di Satana erano grandi appassionati), satanismo e violenza. Nel febbraio 2005, un'università cattolica romana collegata al Vaticano programmò un corso di due mesi sulla possessione diabolica e l'esorcismo per sacerdoti e seminaristi. Don Aldo Bonaiuto, sacerdote responsabile del "Numero Verde Antisette" dell'Associazione Giovanni XXIII, considerò il metal una musica da bandire dicendo "Se la musica diventa uno strumento di atti nefandi e morte deve essere fermata".[23] Anche il famoso esorcista Gabriele Amorth espresse un'opinione al riguardo: "Sicuramente c'è Satana che agisce in queste occasioni. Prima le tre ragazze di Chiavenna, poi Erica e Omar, e adesso la banda giovanile di Somma Lombardo. Tutti casi che ho studiato bene. Quei ragazzi erano dediti al Demonio, leggevano libri satanici. E che ferocia inaudita nei loro atti!"[24]
Secondo alcuni media italiani gli Slayer, famoso gruppo metal statunitense, avrebbero pilotato i membri della setta a compiere tali azioni (la band subì accuse simili anche nella propria nazione, per quanto riguarda il caso analogo di Elyse Marie Pahler). I giovani passavano nottate intere ad ascoltare la loro musica al massimo del volume, sia mentre celebravano i rituali, sia vagando in auto nei pressi di Cardano al Campo (ove frequentavano spesso un locale di musica rock) e nei boschi della Malpensa.[25]
Si dice che gli omicidi furono ispirati principalmente dal brano Kill Again, tratto dall'album Hell Awaits.[25] Un'altra canzone, Richard Hung Himself (da Undisputed Attitude), avrebbe istigato un ragazzo affiliato alla setta, un tale Davide R., ad impiccarsi con il filo da bucato nel bosco dietro casa sua[25] (tuttavia altri ritengono che il suicidio sia stato dovuto alle continue minacce di morte ricevute da Volpe).[25] Venuto a conoscenza dell'accaduto, Jeff Hanneman, chitarrista degli Slayer, rigettò le accuse definendo "ignorante" chi ha cercato nella loro musica le cause di queste morti, sostendendo che gesti simili potrebbero essere influenzati da numerosi eventi negativi.[26]
Marco Dimitri, leader dell'associazione "Bambini di Satana", disse: "Penso sia un fenomeno più legato ai drammi personali che al satanismo. Le indagini hanno fatto emergere realtà più drammatiche come, ad esempio, la droga. Alcuni erano da tempo in cura psichiatrica. Non vi è nulla di culturale, solo un dramma nel dramma."[24] Secondo Maria Greca Zoncu, GUP di Busto Arsizio, le Bestie di Satana "non erano un’associazione per delinquere ispirata al satanismo, ma solo un’aggregazione di personalità deboli, immature, ineducate, sostanzialmente svantaggiate che hanno costruito un maldestro edificio nel quale albergare la loro assoluta povertà morale".[27] Lo stesso Mario Maccione, che iniziò a suonare la chitarra a 15 anni, disse "Se avessi pensato solo a suonare non sarei finito in questa storia. La musica non c'entra niente." [28]
[modifica] Vittime
Ecco l'elenco di vittime certe delle "Bestie di Satana":
- Fabio Tollis e Chiara Marino, 17 gennaio 1998 - presso Somma Lombardo
- Andrea Bontade, 21 settembre 1998 - suicidio indotto, presso Somma Lombardo
- Mariangela Pezzotta, 24 gennaio 2004 - presso Golasecca
[modifica] Condanne
Per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta, il 31 gennaio 2006 la Corte d'assise di Busto Arsizio ha condannato Nicola Sapone a due ergastoli e all'isolamento diurno per tre anni; Paolo Leoni e Marco Zampollo a 26 anni, Elisabetta Ballarin a 24 anni e tre mesi ed Eros Monterosso a 24 anni.
Nel giugno 2006, la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha ridotto la pena per Andrea Volpe (già condannato in primo grado a 30 anni per gli omicidi commessi alla guida della setta) a 20 anni di carcere, e a 12 anni e 8 mesi la pena di Pietro Guerrieri, in precedenza condannato a 16 anni.
Il 15 maggio 2007 la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha condannato Nicola Sapone a due ergastoli e isolamento per 18 mesi; Paolo Leoni all'ergastolo e isolamento per 9 mesi; Elisabetta Ballarin a 23 anni di carcere; Eros Monterosso a 27 anni e 3 mesi e Marco Zampollo a 29 anni e 2 mesi. Andrea Volpe a 20 anni per aver collaborato con la giustizia alla risoluzione del caso.[29][30]
Il 25 ottobre 2007 la Corte di Cassazione conferma le condanne con sentenza definitiva.[31][32][33] Il 9 novembre 2007 la Corte d'Assise e d'Appello di Brescia ha condannato a 19 anni e mezzo Mario Maccione, all'epoca dei fatti contestati minorenne, inasprendo la precedente sentenza a 16 anni di reclusione.
[modifica] Note
- ^ Investigating the 'death metal' murders Sam Bagnall BBC News November 23, 2005
- ^ Bestie di Satana diciotto gli omicidi - Repubblica.it » Ricerca
- ^ L' ultima rivelazione delle Bestie di Satana Andrea sapeva tutto, l' hanno impiccato - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Mario Spezi, Le sette di Satana. Cronache dall'inferno, Sonzogno 2004
- ^ Più droga e alcol che Satana - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Puntata dedicata alla setta da “La linea d’ombra” andato in onda su Raidue il 23/06/2009
- ^ http://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/cronaca/omicidsette/primcant/primcant.html
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Un manuale e un kit per le Bestie di Satana - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Il massacro delle Bestie di Satana - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Mario Spezi, Le sette di Satana. Cronache dall'inferno, Sonzogno 2004
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Bestie di Satana, la setta degli orrori Così uccidevano gli adoratori del diavolo - cronaca - Repubblica.it
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa. I ragazzi di Satana. La setta delle "bestie": alla scoperta di un'Italia sconosciuta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2005
- ^ Articolo sulle Bestie di Satana sul sito della BBC
- ^ a b Intervista doppia a Marco Dimitri e Gabriele Amorth
- ^ a b c d Satanisti, altri due suicidi e un cd maledetto
- ^ Metal Hammer "Novembre 2004", pag. 10
- ^ Bestie di Satana? No! Solo un mucchio assassino
- ^ Parla Mario Maccione (Bestie di Satana): 'Non esiste nessuna cupola di satanisti'
- ^ http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=72362
- ^ http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=97929
- ^ http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo412375.shtml
- ^ http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=97929
- ^ http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_06/cassazione_condanne_satanisti_3b5a2d7c-1b85-11dd-98ce-00144f486ba6.shtml