Bertario (maggiordomo di palazzo)

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Warattone anche Bercario (... – 688) fu Maggiordomo di palazzo di Neustria e della Burgundia sotto il regno del re fannullone della dinastia dei merovingi Teodorico III, dalla morte di Warattone (686 circa) al 687 circa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 684 Warattone morì e Teodorico III nominò maggiordomo di Neustria il genero di Warattone, Bertario[1][2] mentre l'anonimo continuatore del cronista, Fredegario, oltre a dare conferma della successione ci dà una descrizione di Bertario: fu eletto maggiordomo il genero di Ansfida, donna nobile e forte, Bertario, piccolo di statura, di mediocre intelligenza , incostante e irascibile, che spesso disprezzava l'amicizia e i consigli dei notabili neustriani[3][4].

Poco dopo la sua nomina, i Neustriani, scontenti del governo di Bertario, cominciarono a migrare verso l'Austrasia e si rivolgevano al maggiordomo di palazzo, Pipino di Herstal, aizzandolo contro Bertario e la Neustria[3][4]. Pipino inviò dei messaggeri al re di tutti i Franchi, Teodorico III, affinché intervenisse a favore di coloro che erano perseguitati[5]; ma Teodorico, consigliato dal nuovo maggiordomo di Neustria, Bertario, li trattò con superbia e disprezzo[5]. Venutone a conoscenza, Pipino, sollecitato anche dai profughi ormai in miseria, radunò l'esercito austrasiano[5] e si diresse verso la Neustria[6], passando il confine[7]; Teodorico si preparava alla difesa, quando Pipino gli propose di evitare lo scontro, offrendo al suo re oro e argento, ma Teodorico, ancora consigliato da Bertario, rifiutò[7]. Teodorico III, nel 687, nella battaglia di Textricio, vicino a Vermand, venne sconfitto da Pipino, che lo costrinse alla fuga assieme a Bertario[7][6] e Pipino sottomise la Neustria[6].

Non molto tempo dopo, nel 688, Bertario fu ucciso dai suoi falsi amici su istigazione della suocera, Ansfida[6].
Subito dopo Pipino catturò Teodorico col tesoro reale, e venne dichiarato maggiordomo anche di Neustria[6], prendendo il titolo di dux et princeps dei Franchi[8], mentre Teodorico III restava re di tutti i Franchi[2].

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Bertario sposò Anstrude (?-?), che era la figlia di Warattone e Ansflida, che l'anonimo continuatore del cronista, Fredegario definisce nobile e forte[3] e in seguito la ritenne ispiratrice dell'omicidio del genero (Bertario)[9]. Anstrude diede a Bertario una figlia:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Annales Mettenses, pag 6 11 - 25
  2. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Ex Chronico Sigeberti monachi , pag 344 D e E
  3. ^ a b c Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars prima, auctore anonymo, XCIX
  4. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Annales Francorum Ludovici Dufour , pag 695A e B col.1 e 2
  5. ^ a b c (LA) Annales Mettenses, pag 7
  6. ^ a b c d e Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars prima, auctore anonymo, C
  7. ^ a b c (LA) Annales Mettenses, pag 8-11
  8. ^ (LA) Annales Marbacenses, pag 5 15-20
  9. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars prima, auctore anonymo, C
  10. ^ a b (LA) Gesta Abbatum Fontanellensium , pag 280, 15

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Christian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]