Bernardino Zendrini (scrittore)

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Bernardino Zendrini (Bergamo, 6 luglio 1839Palermo, 2 agosto 1879) è stato uno scrittore, poeta e traduttore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu professore di Letteratura germanica all'Università di Padova dal 1867, mentre dal 1876 insegnò Letteratura italiana all'Università di Palermo. Tra le sue opere si ricordano alcuni articoli di critica letteraria e raccolte di poesie (Prime poesie, 1871). La sua fama è tuttavia legata alla traduzione completa del Canzoniere di Heinrich Heine, condotta con grande perizia. Iniziata nel 1865, occupò quasi vent'anni della sua vita, tanto che l'edizione definitiva uscì presso Hoepli nel 1884[1].

Fu celebre la sua polemica con Giosuè Carducci. Appena Zendrini ebbe licenziato la prima edizione del testo heiniano (1871) il Carducci lo attaccò con versi sprezzanti in Canto dell'Italia che va in Campidoglio[2] (1871) e nell'epodo A un heiniano d'Italia (1872).[3] Bernardino replicò su Nuova Antologia, e ricevette così nuove accuse nello scritto carducciano Critica e arte pubblicato nel 1874 sulla rivista bolognese La voce del popolo. Dopo la morte di Zendrini, il grande poeta cercò di attenuare alcuni giudizi precedentemente espressi con la parziale rivalutazione che si può leggere nel saggio Dieci anni a dietro, apparso in più puntate sul Fanfulla della domenica nel 1880.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G.Carducci, Prose (a cura di Giovanni Falaschi), Milano, Garzanti, 1987, p.359, nota 1.
  2. ^ Particolarmente sferzanti i versi 17-20: «Qua, qua, qua. Che volete voi? Chiamate/ il fratel Bertoldino/ o Bernardino? Ei cova, ei ponza, il vate,/ lo stil nuovo latino».
  3. ^ Fanno entrambi parte dei Giambi ed Epodi.

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