Berberis vulgaris
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Ranunculales |
| Famiglia | Berberidaceae |
| Genere | Berberis |
| Specie | B. vulgaris |
| Nomenclatura binomiale | |
| Berberis vulgaris Linneus |
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Il crespino (Berberis vulgaris) è una pianta appartenente alla famiglia delle Berberidaceae.
Indice |
Etimologia [modifica]
Il nome del genere deriva dal grego Berberi, che significa Conchiglia, per via dei petali fatti a conca.
Descrizione [modifica]
È un albero alto da uno a tre metri con grosse radici scure all'esterno e gialle all'interno; la pianta presenta molti rami spinosi. Le foglie sono ellittiche, si restringono alla base in un corto picciolo e arrotondate all'apice; la superficie è larga e lucida, il margine è dentellato. Le foglie sono alterne sui rami lunghi oppure sono riunite in fascetti su dei rametti molto corti, alla base di ognuno dei quali è presente una spina composta da tre a sette aculei pungenti Il frutto è una bacca lunga 1 cm, rossa e persistente sulla pianta, che contiene da due a tre semi dal guscio corneo.
Distribuzione e Habitat [modifica]
Cresce nelle zone aride montane, ai margini dei boschi, nelle siepi, nei pascoli fra i 100 e i 2000 m.
Usi [modifica]
Proprietà farmaceutiche [modifica]
Sono proprietà amaricanti, toniche, astringenti, febbrifughe, depurative, diuretiche. Viene usata la corteccia delle radici come anche foglie e frutti.
Gastronomia [modifica]
A maturazione, in estate tra giugno e luglio, i frutti hanno un sapore fortemente acido e non sono molto buoni. Dopo le prime gelate, in autunno, i frutti si addolciscono e possono venir usati per preparare marmellate e sciroppi dal sapore forte e gradevole. In ogni caso solitamente i frutti non si consumano allo stato fresco. Sono molto ricchi di acido malico ( e a questo si deve il loro sapore acido ) e di vitamina C. Per chi si accingesse a raccogliere le bacche, è consigliata cautela per via delle terribili spine.
Bibliografia [modifica]
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2
- Massimo Spampani, Frutti selvatici delle dolomiti ampezzane, Ghedina.
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