Belgrado Pedrini
Belgrado Pedrini (Carrara, 5 maggio 1913 – 11 febbraio 1979) è stato un partigiano, anarchico, scrittore e poeta italiano.
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[modifica] La vita
Il suo nome fu scelto dal padre scultore (il quale aveva l'opportunità di viaggiare molto per lavoro) in omaggio proprio alla città jugoslava di Belgrado. Pedrini divenne orfano di madre già all'età di nove anni.
Il suo pensiero politico fu fortemente influenzato dalle letture giovanili di Nietzsche, Stirner, Bakunin, Kropotkin e Malatesta, che conobbe a Milano e con il quale strinse anche un legame di amicizia.
[modifica] L'attività partigiana
Insieme ad altri compagni anarchici di Carrara intraprese numerose azioni contro il regime fascista che gli causano denunce e condanne per propaganda clandestina. Dopo essere stato rinchiuso nel carcere di Pianosa tra il 1937 ed il 1938, ricomincia la sua attività sovversiva antifascista.
Nel 1942, ricercato dalla polizia fascista con altri due compagni dopo aver aggredito un gruppo di fascisti, si rifugia a Milano dove, nel novembre viene sorpreso da una pattuglia ad affiggere dei manifesti che inviatavano gli italiani ad opporsi alla guerra. Dopo uno scontro a fuoco, i tre riescono a raggiungere La Spezia. Definiti da Il Popolo d'Italia come "malfattori e sabotatori della resistenza morale delle forze armate", i tre vengono individuati da alcuni agenti: ne segue un conflitto a fuoco che costa la vita ad un poliziotto. Viene allora trasferito nel carcere di Massa e, mentre è in attesa del processo, alcuni partigiani della formazione "Elio" riescono a liberare lui e gli altri detenuti; Pedrini decide allora di unirsi a loro nella lotta contro i fascisti e i tedeschi. Prende parte a numerosi scontri e azioni di sabotaggio, in particolar modo nella zona delle Alpi Apuane.
[modifica] Dopo il fascismo: il carcere e la libertà
| « Quella di Belgrado Pedrini, condannato a una vita di galera per la sua lotta al fascismo » |
Dopo la Liberazione, Pedrini viene ancora una volta arrestato per i fatti accaduti nel 1942 a La Spezia.
Nel maggio 1949 viene pertanto condannato all’ergastolo, pena poi commutata in trent’anni di reclusione. In carcere Pedrini si dedica allo studio dei classici, della letteratura e della filosofia. Da autodidatta compone poesie, tra cui la famosa Schiavi, scritta nel 1967 a Fossombrone: proprio questa poesia diventerà il testo della famosa canzone anarchica Il Galeone.
Nel luglio 1974, poco prima dello scadere della pena, Pedrini fu graziato dal Presidente della Repubblica ma, dovendo ancora scontare tre anni per tentata evasione, venne trasferito nel carcere di Pisa, e solo grazie ad una intensa campagna per la sua liberazione fu scarcerato.
[modifica] La militanza di Pedrini presso circolo "Bruno Filippi"
Belgrado Pedrini riprende immediatamente il lavoro politico con Giovanni Zava, Giovanni Mariga e Gogliardo Fiaschi partecipando alla fondazione di un circolo culturale anarchico che prenderà nome Bruno Filippi.Pedrini inaugura il circolo "Bruno Filippi"[2]:
« Cari lavoratori!
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Presso il circolo "Bruno Filippi" Belgrado Pedrini si occupa della stesura di parecchi manifesti e volantini sia di agitazione che di analisi politica e dopo si occuperà nella ristesura dello scritto di Bruno Filippi L'Iconosclasta! e della pubblicazione del giornale anarchico «L'Amico del Popolo» che verrà pubblicato dopo la sua scomparsa.
[modifica] Bibliografia
- (FR)Nous fûmes les rebelles, nous fûmes les brigands: éclats autobiographiques d'hommes contre, di Belgrado Pedrini. Pubblicato da Mutine Séditions, 2005
- (EN)The case of Pedrini Belgrado, N.Y. General Defense Committee / IWW New York, 1981
- (EN)Pedrini, Belgrado, 1913-1979, Nick Heath per libcom.org
[modifica] Note
- ^ da Les Anarchistes articolo de La Repubblica 30 luglio 2002 pagina 8 sezione: FIRENZE
- ^ Discorso di Belgrado Pedrini all'inaugurazione del circolo anarchico Bruno Filippi
[modifica] Collegamenti esterni
Il Galeone Parole di Belgrado Pedrini, musica di Paola Nicolazzi sulla base della canzone popolare "Se tu ti fai monaca" (vedi il disco Canzoniere del lazio. Quando nascesti tune. Milano, I dischi del Sole, gennaio 1974).