Behemoth
Behemoth o Biemot è il nome di una creatura leggendaria biblica, menzionata nel Libro di Giobbe: 40,15-24.
In lingua ebraica può essere reso come בהמות, Bəhēmôth, Behemot, B'hemot; in lingua araba بهيموث (Bahīmūth) o بهموت (Bahamūt).
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Descrizione[modifica]
La parola è probabilmente la forma plurale di בהמה (bəhēmāh - animale). Potrebbe quindi costituire un esempio di pluralis excellentiae, un'usanza ebraica di esprimere la grandezza di qualcosa pluralizzandone il nome. Indicherebbe dunque che il Behemoth si distingue dagli altri animali per potenza e forza.
Assieme al leviatano e allo Ziz è descritta come la creatura più straordinaria della creazione che vive sulla Terra, imbattibile per tutti tranne che per il suo creatore («Egli è la prima delle opere di Dio; solo il suo Creatore lo minaccia di spada» Gb 40,20). In alcune versioni della Bibbia (ad esempio Nuova Riveduta e C.E.I.) la parola behemoth viene sostituita con il nome ippopotamo. Viene menzionato anche dal filosofo Erodoto. Metaforicamente, il nome è usato per riferirsi ad una creatura grande e possente.
Nel Dizionario infernale redatto da Collin de Plancy[1], Biemot viene citato, dalla letteratura antecedente, come un edonistico demone gran mescitore, cioè dédito alla méscita di verità con menzogna, ma anche la méscita dei piaceri sessuali del ventre con quelli del cibo in eccesso, tanto che viene appunto raffigurato come un elefante, un ippopotamo, o comunque una bestia ben pasciuta.
Libro di Giobbe[modifica]
Così Dio, nella teofania al termine del Libro di Giobbe, descrive la bestia:
| « Ecco il behemot, che io ho creato al pari di te; mangia erba come il bue. |
| (Il libro di Giobbe) |
Apocalisse siriaca di Baruc[modifica]
Il Behemoth è anche citato al capitolo XXIX dell'Apocalisse siriaca di Baruc, testo apocrifo dell'Antico Testamento del I secolo d.C., dove si profetizza che alla fine del mondo, durante il banchetto finale, i giusti si ciberanno delle carni del Leviatano e del Behemot, custoditi allo scopo fino a quel giorno[2].
Identificazione[modifica]
Con ogni probabilità il Behemoth non è un animale realmente esistente o esistito, ma solo il simbolo della supremazia di Dio su tutte le creature viventi; tuttavia, come nel caso del Leviatano, a partire dal XVII secolo molti biblisti hanno tentato di identificare il Behemoth con un animale reale. Molto frequentemente è stato visto come un elefante, un bufalo o un ippopotamo, ma tutte queste teorie sono andate a scontrarsi col verso numero venti, in cui viene descritta la coda del Behemoth "muoversi come un cedro": nessuno degli animali sopra citati possiede una coda simile a tale albero. Il biologo Michael Bright nel 2006 suggerì che la somiglianza tra la coda dell'animale e un cedro andrebbe riscontrata non nel tronco, ma nei rami simili a un pennello: questo risponderebbe pienamente alla descrizione della coda di un elefante. Secondo altre teorie, invece, la "coda" non sarebbe altro che la proboscide dell'elefante, o addirittura il suo pene. Infine, alcuni esponenti del Creazionismo della Terra giovane vedono nella descrizione del Behemoth quella di un dinosauro sauropode, e prendono l'intero brano in cui si parla di lui come la conferma della teoria secondo la quale uomini e dinosauri avrebbero convissuto.
Influenza culturale[modifica]
Nelle arti visive[modifica]
Oltre che in numerosi codici ebraici, Behemoth appare in svariate opere grafiche. Si può ricordare il Book of Job (1825) di William Blake, il Dictionnaire infernal (1863) di Collin de Plancy, il Necronomicon (1975) di Hans Ruedi Giger. Questo essere ha ispirato anche un film del genere catastrofico, Il gigante Behemoth (GB-USA 1959), scritto e diretto da E. Lourie.
Letteratura[modifica]
- Behemoth è il titolo dell'opera scritta in età avanzata dal filosofo Hobbes sulla guerra civile inglese.
- Behemoth è il titolo di un libro scritto da Scott Westerfeld, secondo libro in stile steampunk.
Musica[modifica]
- I Behemoth sono una band death/black metal polacca, nata nei primi anni novanta dal frontman (voce e chitarra) Adam "Nergal" Darski.
Note[modifica]
Bibliografia[modifica]
- Anna Angelini, "Percorsi di zoologia fantastica nell'Antico Testamento", in C. Rosenzweig et al., Florilegio filologico linguistico. Haninura de Bon Siman a Maria Luisa Mayer Modena, Milano, Cisalpino, 2008, pp. 1–16. ISBN 978-88-323-6098-1
- Paolo Sacchi, Apocrifi del'Antico Testamento, vol.I, Milano, TEA, 1990. ISBN 8850200080