Begotten

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Begotten
Titolo originale Begotten
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1991
Durata 78 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere orrore, fantasy
Regia E. Elias Merhige
Soggetto E. Elias Merhige
Sceneggiatura E. Elias Merhige
Interpreti e personaggi

Begotten è un film del 1991, diretto da E. Elias Merhige.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'intreccio si sviluppa in modo poco chiaro fino ai titoli di coda: all'inizio vediamo l'interno di una casa in una campagna isolata. Qui avviene l'inspiegabile suicidio, mediante un rasoio, di un personaggio in maschera (quello solitamente rappresentato nella locandina del film). Successivamente alla sua morte, fuoriesce una donna (anch'essa mascherata) che masturba il cadavere e rimane incinta. Essa partorirà a breve un figlio, una specie di umanoide deforme e tremante. Nel tentativo di integrarsi in una tribù di uomini incappucciati, i due verranno brutalmente violentati e seviziati, in un crescendo insostenibile per lo spettatore.

Soltanto dai titoli di coda sarà possibile comprendere il senso dell'opera: il personaggio che si suicida all'inizio è Dio, e dalla sua morte viene generata Madre Natura che, masturbando il cadavere, genera il Figlio della terra. Successivamente Madre e Figlio si recheranno nel mondo degli uomini, dove l'entità "generata" sarà crudelmente martoriata dagli stessi (di cui, tra l'altro, non vediamo nessuno in volto, quasi a volerli rappresentare tutti) assieme alla madre. Nel finale, dalla morte dei due protagonisti si generano nuove piante e fiori.

Interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

L'interpretazione più comune vede nel lungometraggio una denuncia ambientalista degli orrori che da sempre l'uomo commette contro la natura, deturpandola e violentandola. Un'altra chiave di lettura ha a che fare con l'Alchimia, Dio che si "suicida" permettendo in questo modo che dalla Sua Materia possa crearsi lo spazio per la generazione di mondi e di cose. Di questo si occupa il Suo lato femminile, la Shekinà, il contenitore che, dalla cavità che Dio ha creato per lasciare spazio ad altro che non sia la Sua presenza, genera mondi o, se vogliamo nella rappresentazione del film, il mondo, un luogo privo di luce e primordiale, fatto di oscurità e di inconsapevolezza tipici dell'Opera al Nero. Qui l'umanità potrebbe essere il figlio della terra, e le presenze incappucciate le entità invisibili che lo tormentano come ogni uomo privo di consapevolezza viene torturato e infine vinto dalla vita stessa. La Madre, la Shekinà, sacrifica a sua volta se stessa lasciando che le scintille di Luce di cui è composta vengano disperse nella terra ed in ogni luogo oscuro affinché un giorno vengano liberate. Questo è il compito dell'umanità, o meglio di quella parte che vive nella consapevolezza del proprio ruolo. Per questo motivo nel film viene anche rappresentata l'Opera nella putrefatio nelle cui fasi la materia secunda viene rigenerata nel crogiolo dell'esistente e riportata a nuova esistenza.[senza fonte]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un film molto insolito: i personaggi sono tutti incappucciati o in costume, non parlano mai né fanno capire alcunché di sé stessi e la "colonna sonora" inoltre, composta da Evan Albam è affidata ai suoni provenienti dalla natura. Nonostante ciò Begotten è caratterizzato da una violenza visionaria veramente fuori dal comune, riuscendo a spiazzare ad ogni momento lo spettatore. Il film è riconducibile allo stile di Eraserhead, anche se con toni ancor più esasperati.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Begotten in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

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