Beatrice del Portogallo (1430-1506)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
|
|||||||||||||||||
Beatrice di Aviz o Beatrice del Portogallo (in portoghese: Beatriz de Portugal, Duquesa de Viseu; 1430 – 1506) è stata una principessa portoghese, Duchessa consorte di Beja dal 1453 al 1470 e di Viseu dal 1460 al 1470.
Indice |
[modifica] Origini familiari
Era figlia di don Giovanni del Portogallo (figlio del re del Portogallo, Giovanni I del Portogallo e di sua moglie, Filippa di Lancaster), e di Isabella di Braganza, nipote di Giovanni del Portogallo, figlia del suo fratellastro, il futuro duca di Braganza, Alfonso, e di Beatriz Pereira de Alvim, l'unica figlia di Nuno Álvares Pereira, conestabile del regno e conte di Arraiolos, Barcelos e Ourém, e di sua moglie Leonor de Alvim.
[modifica] Biografia
Nel 1442, Beatrice rimase orfana di padre.
Nel 1447, sposò Ferdinando del Portogallo (1433-1470), figlio quintogenito del re del Portogallo Edoardo (figlio del re del Portogallo João I o Giovanni I d'Aviz e di sua moglie, Filippa di Lancaster) e di Eleonora (1402-1445), figlia del re della corona d'Aragona e di Sicilia, Ferdinando e di Eleonora d'Alburquerque (1374 - 1435), figlia dell'infante Sancho di Castiglia, Conte di Alburquerque e di Beatrice del Portogallo.
Ferdinando, al momento del suo matrimonio, era l'erede al trono del Portogallo, essendo il fratello del re, Alfonso V detto l'Africano, che, al momento, non aveva alcuna discendenza.
Nello stesso anno sua sorella Isabella divenne regina consorte di Castiglia e León sposando, il 17 agosto del 1447, a Madrigal de las Altas Torres, il re di Castiglia e León, Giovanni II e la loro figlia, Isabella di Castiglia, la futura regina detta la Cattolica, fu sua nipote.
Sua cognata, Eleonora del Portogallo (1434-1467), sposò, nel 1452, l'imperatore del Sacro Romano Impero, Federico III.
Nel 1460, alla morte dello zio Enrico il Navigatore, il marito Ferdinando, che da lui era stato adottato, ereditò il titolo e le rendite del ducato di Viseu.
nel 1470 rimase vedova e aiutò il figlio Diego (1452-1484)[1] nella gestione dell'Ordine del Cristo di cui era diventato Gran Maestro.
Dopo che il cognato Alfonso V, aspirante al trono di Castiglia, era stato sconfitto, il 1° marzo 1476, nella battaglia di Toro, da Isabella di Castiglia e da Ferdinando II di Aragona, e, nel 1477, non trovò l'accordo col re di Francia, Luigi XI, Beatrice intervenne per poter porre termine alla guerra tra Portogallo e Castiglia, e, trattando con la nipote Isabella si arrivò alla pace di Alcáçovas (Viana do Alentejo), del 4 settembre del 1479.
[modifica] Figli
Beatrice a Ferdinando diede nove figli di cui cinque arrivarono all'età adulta:
- Giovanni di Viseu (1448 - 1472), successore del padre nel ducato di Viseu
- Diego I di Viseu (1450 - 1484), successore del fratello nel ducato di Viseu, assassinato
- Duarte (? - ?)
- Dionisio (? - ?);
- Simone (? - ?);
- Eleonora di Viseu (1458 - 1525), sposò il cugino primo e nipote Giovanni II;
- Isabella di Viseu (1459 - 1521), sposò il duca Ferdinando II di Braganza;
- Manuele l'Avventuroso (1469 - 1521), re del Portogallo
- Caterina (? - ?).
[modifica] Riferimenti
- ^ Diego divenne 4° duca di Viseu, nel 1472, alla morte del fratello Giovanni, divenendo il più influente nobile del regno, dopo Ferdinando II di Braganza. Nel 1484, non condividendo la politica accentratrice del cugino, il re, Giovanni II del Portogallo, organizzò una congiura per uccidere Giovanni e l'erede al trono, il figlio di Giovanni, Alfonso del Portogallo; ma essendo stato scoperto il suo piano il cugino Giovanni lo uccise con le sue mani.
[modifica] Voci correlate
- Isabella di Castiglia
- Giovanni II di Castiglia
- Elenco di monarchi di Castiglia
- Elenco di monarchi portoghesi
- Tabella cronologica dei regni della Penisola iberica
[modifica] Bibliografia
- Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 546-575, Garzanti, 1999
- Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 576-610, Garzanti, 1999

