Beatrice del Portogallo

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Beatrice I
Beatrice I
Beatrice I del Portogallo
Regina del Portogallo
In carica 29 ottobre 1383 – 6 aprile 1385
Predecessore Ferdinando I
Successore Giovanni I
Nome completo Beatrice Fernandez
Altri titoli regina dell'Algarve
Nascita Coimbra, Portogallo, dicembre 1372
Morte Madrigal, Regno di Castiglia, dopo il 1409
Casa reale Casa capetingia di Borgogna
Padre Ferdinando I
Madre Eleonora Telles de Menezes
Consorte Giovanni I di Castiglia
Figli Michele

Beatrice Fernandez (Beatriz in spagnolo, in asturiano, in aragonese, in portoghese, in galiziano, in basco e in tedesco, Beatriu in catalano, Beatrix in fiammingo, Béatrice in francese e Beatrice in inglese; Coimbra, dicembre 1372Madrigal, dopo il 1409) , regina consorte di Castiglia e León dal 1383 al 1390 e regina de jure del Portogallo e dell'Algarve dal 1383 al 1385.

Era la figlia terzogenita del re del Portogallo e dell'Algarve, Ferdinando I e della moglie, Eleonora Telles de Menezes.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1379, suo padre, il re Ferdinando, dopo la morte dei figli maschi, aveva designato il fratellastro, Giovanni, figlio del re del Portogallo Pietro I il Giustiziere e della sua terza moglie, Inés de Castro, come suo erede; ma la madre, la regina consorte, Eleonora Telles de Menezes, rivendicando gli interessi di Beatrice si oppose e Giovanni fu costretto a fuggire in Castiglia[1]

Morte del Conte Andeiro (Museo Nazionale Soares dos Reis, Oporto)

Temendo il potere crescente del regno di Castiglia, dopo la morte di Enrico II di Tastamare (1379), il padre, il re Ferdinando si alleò con lo zio del re d'Inhilterra, Riccardo II, il duca di Lancaster, Giovanni di Gand, che, per diritto di matrimonio, ambiva alla corona di Castiglia[1], e, nel luglio 1380, fidanzò Beatrice con Edoardo[1], figlio del fratello di Giovanni, il conte di Cambridge Edmondo di Langley, che ebbe il comando delle truppe inglesi di invasione della Castiglia.
Dopo che Ferdinando e gli alleati inglesi avevano attaccato, il nuovo re di Castiglia, Giovanni I di Trastamara inviò la flotta castigliana alla foce del Tago e, nel marzo del 1382, pose l'assedio a Lisbona. La città resistette e, nell'agosto dello stesso anno, a Elvas, fu siglata una pace, all'insaputa dell'alleato inglese, che ribaltò le alleanze e a garanzia dell'accordo, l'erede al trono del Portogallo, Beatrice veniva promessa in sposa a Ferdinando, il più giovane dei figli di Giovanni I[1]; essendo però, il 13 agosto, morta la moglie di Giovanni I, Eleonora d'Aragona, Giovanni I sostituì il figlio, nel contratto di matrimonio[1].
Il contratto di matrimonio prevedeva la clausola che finché un figlio di Beatrice non avesse raggiunto l'età di 14 anni, in caso di morte di Ferdinando la reggenza sarebbe stata della regina madre, Eleonora Telles de Menezes.
Beatrice, futura regina del Portogallo sposò Giovanni I di Trastamara, nell'aprile del 1383, nella cattedrale di Badajoz.

Il genio militare di Nuno Álvares Pereira fu decisivo nella battaglia di Aljubarrota

Nell'ottobre del 1383, alla morte di Ferdinando del Portogallo, come da accordi prematrimoniali, la regina Eleonora assunse la reggenza[2] del regno del Portogallo per conto di Beatrice, che era succeduta al padre come regina[1].
Ma in Portogallo non tutti accettarono la situazione in quanto la reggente aveva fama di adultera (con il conte di Ourém, Giovanni Fernandez Andeiro) ed inoltre se Beatrice fosse premorta a Giovanni di Castiglia, si sarebbero trovati un re straniero.
In questa situazione di malcontento, due persone di rango reale, fratellastri del defunto re Ferdinando, venivano indicate come degne di poter salire sul trono del Portogallo e quindi contendere il trono a Beatrice:

Re del Portogallo
della Casa di Borgogna
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Alfonso I
Sancho I
Alfonso II
Sancho II
Alfonso III
Dionigi
Alfonso IV
Pietro
Ferdinando
Beatrice
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Un gruppo di nobili, tra cui Nuno Álvares Pereira, nel dicembre del 1383, proclamò Giovanni di Aviz difensore del regno e quest'ultimo, oltre a decretarne l'esecuzione, assassinò il filocastigliano Andeiro, anche per la sua scandalosa condotta con la reggente, e dopo aver decretato la deposizione della regina, Beatrice[1], divenne la guida della rivolta contro la reggente[2].

La reggente, Eleonora, ritiratasi a Santarem, città a lei fedele, nel gennaio del 1384, chiamò in suo aiuto Giovanni di Castiglia, che invase il Portogallo e entrando in Santarem, reclamò il regno per conto della moglie[1], Beatrice, e subentrò ad Eleonora Telles de Menezes nel governo del Portogallo.

Nel mese di marzo, Giovanni mise l'assedio a Lisbona[1], ma, a Los Atoleiros, il 6 aprile 1384, venne sconfitto da Nuno Álvares Pereira[1].
Mentre la città di Oporto, dopo aver aderito alla causa autonomista (anticastigliana), prima respinse un attacco di truppe castigliane provenienti dalla Galizia guidate dell'arcivescovo di Compostela, poi inviò, in aiuto di Lisbona, uno squadrone che, forzato il blocco castigliano sul Tago, ruppe l'assedio, nel mese di agosto di quello stesso anno.

Tra gli assedianti si era diffusa la peste e quando la moglie Beatrice si ammalò Giovanni rientrò in Castiglia, nel mese di settembre, mentre Eleonora rimase a Santarem per proseguire la guerra civile (conosciuta come Crisi 1383-1385 o come Interregnum).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi del 1383-1385.

Nell'aprile del 1385, le Cortes portoghesi furono convocate a Coimbra, per decidere della successione alla corona: gli autonomisti erano divisi tra il difensore del regno, Giovanni di Aviz e l'altro Giovanni, il duca di Valencia de Campos (un feudo leonese). Tra i due cognati della reggente fu scelto Giovanni di Aviz, che, oltre ad aver combattuto nella guerra civile, aveva anche l'appoggio di Nuno Álvares Pereira, che quindi, il 6 aprile[1], divenne re ed assunse il nome di Giovanni I.

Sepolcro di Beatrice del Portogallo, nel convento dello Spirito Santo di Toro, oggi museo di arte sacra.

Nella primavera del 1385, Giovanni I di Castiglia inviò la flotta alla foce del Tago che pose il blocco a Lisbona, mentre lui, dopo aver subito una sconfitta a Trancoso nel maggio 1385[1], a giugno, invase il Portogallo con un esercito di 32.000 uomini, tra castigliani e francesi. Il re del Portogallo poteva opporre solo 6500 uomoni (inclusi 200 arcieri inglesi), tutti appiedati, condotti da Nuno Álvares Pereira; lo scontro avvenne il 14 agosto del 1385 ad Aljubarrota[1], Alcobaça (Portogallo) e la vittoria fu così netta che i portoghesi entrarono in Castiglia ed, il 15 ottobre, sconfissero i castigliani anche a Valverde.

Dopo la sconfitta delle armi castigliane, Beatrice accettò la situazione e visse in Castiglia come regina consorte sino al 1390, quando suo marito Giovanni I di Castiglia morì per una caduta da cavallo.

Beatrice ricevette in appannaggio la signoria di Medina del Campo, Cuéllar, Olmedo e Arévalo.

Morì, a Madrigal, Regno di Castiglia, dopo il 1409, all'età di circa 40 anni, e fu sepolta nella città di Toro, nel convento dello Spirito Santo, da lei fondato.

Figli[modifica | modifica sorgente]

Beatrice a Giovanni diede un figlio:[3][4][5][6]

  • Michele di Castiglia (1384-1385), che fu erede al trono del Portogallo

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Cristo
Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Reali del Portogallo
  2. ^ a b (EN) portoghese
  3. ^ (EN) di Castiglia
  4. ^ (EN) Casa d'Ivrea-genealogy
  5. ^ (EN) Giovanni I di Castiglia- PEDIGREE
  6. ^ (DE) Giovanni I di Castiglia genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 576-610, Garzanti, 1999

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Regina del Portogallo Successore PortugueseFlag1248.svg
Ferdinando 22 ottobre 1383 - 6 aprile 1385 Giovanni I

Controllo di autorità VIAF: 40557745 LCCN: no2008004041