Bebop

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Uno dei padri del Be Bop: Dizzy Gillespie
Uno dei padri del Be Bop: Dizzy Gillespie
« Cacciate quel pianista dal locale! »
( ... Il pianista in questione si chiamava Thelonious Monk)

Il Bebop (o semplicemente Bop) è uno stile del jazz che si sviluppa soprattutto a New York negli anni '40.

Indice

[modifica] La nascita del movimento

[modifica] Premesse

In pieno periodo bellico, i locali e le case discografiche si sforzano di far dimenticare la guerra ed i problemi sociali (in primis l'apartheid nei confronti dei neri): le orchestre swing, come quelle celebri di Benny Goodman e Glenn Miller, sono le più adatte a questo scopo e vengono promosse attivamente. Nelle loro file militano soprattutto musicisti bianchi, che hanno assimilato perfettamente il linguaggio swing e si accaparrano le sempre più scarse occasioni di lavoro.

Per i musicisti neri si pongono due obiettivi: liberarsi dai rigidi arrangiamenti delle big band per esprimersi più liberamente e manifestare tangibilmente la loro ribellione a quel mondo ipocritamente sorridente.
Ma nella 52a strada di New York le cose assumono un aspetto diverso: un ragazzo di 19 anni, proveniente da Kansas City, sta improvvisando sopra uno standard ad una velocità pazzesca ma soprattutto con sostituzioni di accordi ardite e mai sperimentate prima: il ragazzo si chiamava Charlie Parker.

[modifica] La rivoluzione

Quella del Be Bop è una rivoluzione che va al di là dell'aspetto strettamente musicale. È un movimento elitario, nero, tutto sommato di nicchia. Tra i locali di New York che ospitano i primi after hours Be Bop i più celebri sono il Monroe's e il Minton's. Qui, di notte, dopo che i musicisti hanno suonato per far ballare i clienti e per guadagnarsi da vivere, si riuniscono Charlie Christian, il pianista Thelonious Monk e Dizzy Gillespie, il batterista Kenny Clarke e lo stesso Parker. Molti dei musicisti del Minton's (Gillespie, Benny Harris, Benny Green e Parker per es.) suonavano nella big band di Earl Hines. Liberi dai vincoli del leader d'orchestra e del pubblico da compiacere, questi musicisti sperimentano nuove soluzioni musicali fino a codificare il bop. Cambia il jazz e cambia la musica. Il jazz diventa maturo, intellettuale, impegnato e deliberatamente rivoluzionario.

Essendo un movimento volutamente di nicchia (a volte quasi privato, sempre dopolavoristico), molte delle idee musicali scaturite a quel tempo non furono mai registrate né messe per iscritto.

« Si deve a Bird più che a chiunque altro il modo in cui fu suonata quella musica; ma è merito di Dizzy se fu messa per iscritto »
(J.E. Berendt, Il libro del jazz)

[modifica] Etimologia

Il termine (spesso usato anche sotto la forma rebop) è un'onomatopea che imita una brevissima frase di due note usata talvolta come "segnale" per delimitare le varie sezioni del brano: è anche il titolo di un brano di Dizzy Gillespie, uno dei primi che segna il passaggio da swing a bop.

[modifica] Caratteristiche musicali

Spartiti dello standard "How high the moon" e del famoso brano di Parker "Ornithology" basato sui medesimi accordi
Spartiti dello standard "How high the moon" e del famoso brano di Parker "Ornithology" basato sui medesimi accordi

Nel bop, tutto quello che è banale, scontato, ballabile o gradito al pubblico medio dell'epoca è sistematicamente bandito.

[modifica] La forma e lo sviluppo melodico

La forma dei brani prevede l'esposizione di un tema (generalmente all'unisono), numerose improvvisazioni e la riproposizione del tema come finale. Le improvvisazioni sono però il fulcro dell'esibizione tanto che le melodie vengono spesso appena accennate mentre le improvvisazioni sono sempre molto estese; addirittura in alcune performances dal vivo il tema non viene nemmeno eseguito. Questa pratica permetteva di risparmiare sui diritti d'autore (che non si applicano alle progressioni armoniche ma alle melodie ed ai testi). Elaborare giri armonici preesistenti permetteva inoltre di semplificare il lavoro di composizione e di improvvisazione, fornendo ai musicisti un substrato a loro ben noto e familiare su cui creare.

Le melodie bop sono scattanti, spezzettate, nervose, spesso dissonanti. La velocità di esecuzione è molto elevata.

[modifica] L'armonia

Il Be Bop si caratterizza armonicamente per: utilizzo di giri armonici preesistenti con frequenti sostituzioni armoniche, utilizzo di accordi diminuiti o aumentati (mai utilizzati in precedenza), frequente ricorso alle dissonanze, nuove scale su cui improvvisare (scala bebop).

[modifica] Gli strumenti

La formazione tipica del bop è ridotta: da tre a sei/sette elementi (il cosiddetto combo). Gli strumenti tipici sono: tromba, sax tenore o contralto, a volte il trombone, e poi pianoforte, contrabbasso e batteria. Questa riduzione di organico permette di suonare senza arrangiamenti scritti, basandosi solo su un canovaccio armonico e sviluppando l'interplay, ovvero la capacità di interazione estemporanea tra musicisti. Inoltre, la scelta di una formazione piccola era dettata da motivi ideologici (in opposizione alle big bands dei bianchi) e pratici (la possibilità di suonare in locali piccoli e con cachet ridotti).
La figura carismatica di Charlie Parker contribuisce enormemente alla fortuna del sassofono contralto, spingendo sempre più appassionati verso questo strumento.

[modifica] Musicisti principali


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