Baudolino

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Baudolino
Titolo originale Baudolino
Autore Umberto Eco
1ª ed. originale 2000
Genere Romanzo
Sottogenere Picaresco, Giallo, storico
Lingua originale italiano

Baudolino è il quarto romanzo di Umberto Eco, scritto nel 2000 dopo L'isola del giorno prima (1994), Il pendolo di Foucault (1988) e Il nome della rosa (1980).

Indice

[modifica] Trama

Di ambientazione medioevale, a cavallo tra il XII e il XIII secolo il libro narra, attraverso le parole del protagonista Baudolino, con un complesso susseguirsi di flash-back, scenari fantastici e personaggi ora storici ora immaginari, una successione lunghissima di episodi storici e leggende, dalla fondazione di Alessandria all'Italia dei comuni e del Barbarossa; dalla nascita delle università al fantasioso viaggio alla ricerca del mitico Prete Giovanni e del Graal, fino all'assedio ed il saccheggio di Costantinopoli da parte dei crociati nell'anno 1204. Altre avventure sono la creazione della sindone o la morte di Barbarossa annegato durante la crociata. Il romanzo si può considerare un misto di generi, tra il picaresco, il giallo, e il saggio storico.

[modifica] Le fonti storiche

Le fonti storiche a cui ha attinto Umberto Eco nel romanzo Baudolino, nello spiegarci il Medioevo per la seconda volta dopo il fortunato Il nome della rosa, sono abbastanza riconoscibili.

Nel tentativo del protagonista di scrivere la sua storia in lingua parlata e non in latino, e nel successivo suo arenarsi di fronte all'impossibilità di tradurre in grafemi la lingua da lui parlata, è evidente debito verso le prime prove di scrittura volgare, come la Carta di Capua oppure il più moderno San Francesco d'Assisi del Cantico delle creature.

Il romanzo continua ispirandosi probabilmente alle Gesta Federici I imperatoris, almeno nella parte in cui il protagonista diventa incredibilmente figlioccio di una delle persone più potenti del suo tempo, l'imperatore Federico I detto il Barbarossa, rimandando alle avventure del Simplicissimus di Hans Jakob Grimmelshausen.

La seconda parte del libro inizia con la lunga e avventurosa ricerca del regno del mitico Prete Gianni (o prete Giovanni come si preferisce nel romanzo) da parte di Baudolino e i suoi compagni, alcuni suoi amici dai tempi dei comuni studi all'università della Sorbona a Parigi, altri concittadini della neonata Alessandria (non a caso città natale dell'autore, il cui patrono è appunto S. Baudolino).

L'avventura attraverso regni del misterioso oriente è raccontata in maniera disincantata, non più da Mille e una notte o Bestiario medievale, gli stessi miti poi trattati anche dal "libro delle meraviglie", il Milione di Marco Polo, ma piuttosto come una lunga narrazione degli artifici con i quali i potenti si garantivano la benedizione divina, come il ritrovamento, nella cripta di una chiesa italiana, di tre antichi scheletri, fatti passare poi per i resti dei Re Magi e trionfalmente sepolti nella cattedrale di Colonia in Germania.

In Baudolino i Templari sono una sorta di truffatori, la Quarta Crociata una scusa per saccheggiare i tesori di Costantinopoli, il commercio sacrilego delle false reliquie, dal Graal alla Sacra Sindone, dai corpi degli Apostoli ai souvenir della vita di Cristo che hanno riempito le chiese dell'occidente cristiano, è una pratica diffusa.

In effetti, la storia mette in relazione proprio con il personaggio di Baudolino la nascita di molte tradizioni e leggende medievali, in un complesso gioco di riferimenti culturali. Per esempio, è opera di Baudolino (nella finzione di Eco) l'idea di identificare il Graal (il "Gradale") con il calice di Cristo, e di spacciare per tale una vecchia coppa di suo padre. Quando il falso Gradale va perso, uno dei compagni di Baudolino afferma di avere intenzione di scrivere la storia del Gradale come "avrebbe dovuto essere", con protagonisti "cavalieri ben più nobili di noi". Costui si chiama Borone, e corrisponde quindi a quel Robert de Boron che, storicamente, introdusse il tema del Graal nel ciclo bretone. Nell'opera ci sono molti altri spunti dello stesso genere: è di Baudolino, per esempio, l'idea di far santificare Carlo Magno (cosa effettivamente avvenuta nel 1165, per opera dell'antipapa Pasquale III); ma addirittura, è Baudolino che crea la Sacra Sindone.

Quando Baudolino e i suoi compagni giungono alla città di Pndapetzim (ultima tappa prima del regno del Prete Gianni, nel quale però essi non giungeranno mai) si trovano di fronte al meraviglioso mondo degli sciapodi con una sola gamba, dei panozi con le orecchie lunghissime, tanto da riuscire a volare se opportunamente addestrati, dei blemmi con la bocca sulla pancia e ad altre mostruosità.

Tutte queste creature fantastiche non vedono nessuna differenza fisica tra di loro, ma sottilizzano sul loro diverso credo religioso, dicendo sempre del prossimo che "pensa male": una metafora delle divisioni teologiche del cristianesimo orientale con i monofisiti, ariani o manichei che siano, e le loro lotte sul sesso degli angeli.

Il finale vede la resa dei conti: il cattivo viene apparentemente smascherato, ma Baudolino rimane talmente disgustato dal declino del suo mondo che, dopo una breve parentesi su una colonna dove per qualche mese fa il filosofo stilita dispensando oracoli e false profezie, decide di tornare a rifugiarsi in quel mondo immaginario che conosce solo lui.

Ma Baudolino dichiara fin dall'inizio del libro di essere «un gran bugiardo» e che «solo un altro bugiardo come lui avrebbe potuto raccontare la sua storia».

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