Battlezone

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Battlezone
Battlezone.png
Schermata del gioco
Sviluppo Atari
Pubblicazione Atari
Serie Battlezone
Data di pubblicazione 1980
Genere Simulatore
Tema Guerra
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Arcade, Atari 2600, Commodore VIC-20, Atari ST, Atari Lynx, ZX Spectrum, Atari 8 bit, Atari Lynx, PlayStation, Super Nintendo, Sega Saturn, Dreamcast, Game Boy Advance, PlayStation 2, Xbox, N-Gage, MS-DOS
Specifiche arcade
CPU MOS 6502
Processore audio POKEY
Schermo Grafica vettoriale monocromatico
Risoluzione 256×231
Periferica di input 2 joystick a 2 direz. (su/giù), di cui il destro con 1 pulsante di fuoco

Battlezone (traducibile come "zona di battaglia") è un videogioco arcade prodotto da Atari in voga negli anni ottanta. Mostra una visione reticolata (utilizzando grafica vettoriale) su di uno schermo a tubo catodico in bianco e nero (con sovrapposizione di sezioni verde e rossa). Per via della novità di gioco e l'aspetto, questo gioco fu molto popolare per diversi anni.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La tecnica vettoriale è simile a quella di giochi come Asteroids. Il gioco fu sviluppato da Ed Rotberg, che sviluppò molti giochi per Atari, Atari Games e Sente.

Una versione chiamata The Bradley Trainer (anche conosciuta come Army Battlezone o Military Battlezone) fu sviluppata per l'utilizzo per l'esercito degli Stati Uniti per addestrare mitragliatori sul Bradley Fighting Vehicle. Solo due vennero prodotti; uno fu consegnato all'esercito e si presume si sia perduto, e l'altro si trova in una collezione privata. Il simulatore era basato sul controllo del Bradley Fighting Vehicle e più tardi riutilizzato nel gioco arcade Star Wars. Il Bradley Trainer differisce notevolmente dal Battlezone originale poiché possiede elicotteri, missili e mitragliatrici; in più il carro armato del guidatore non si muove, e i fucili ruotano semplicemente. Apparentemente alcuni sviluppatori all'interno dell'Atari rifiutarono di lavorare sul progetto per la sua associazione con l'esercito.

Poiché utilizza grafica 3D in prima persona, combinata con un vero e proprio "visore" in cui il giocatore mette la faccia, Battlezone può essere considerato il primo vero gioco in realtà virtuale. Analogamente, il Bradley Trainer è considerato il primo apparecchio di addestramento in realtà virtuale utilizzato dall'esercito statunitense.

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

L'ambiente è una pianura con orizzonte montagnoso, sono visibili anche la luna crescente e un vulcano in eruzione. Sulla pianura sono sparsi vari solidi geometrici come piramidi e cubi, trasparenti e indistruttibili, che possono essere usati come riparo. In alto sullo schermo appare anche un radar che mostra la posizione del nemico.

Si combatte perlopiù contro carri armati, di cui alcuni più veloci. Ogni tanto appaiono anche dischi volanti e missili guidati. I dischi volanti sono innocui, ma non appaiono al radar. I nemici appaiono in campo sempre uno alla volta; eliminato uno, entra in gioco il successivo. L'UFO può apparire contemporaneamente a un carro armato, e perfino essere accidentalmente colpito da questo. Tutti i nemici si distruggono con un solo colpo, i punteggi sono:

Carro armato 1000
Carro armato veloce 3000
Disco volante 5000
Missile 2000

Si vince una nuova vita a 15.000 punti, e altre a 100.000, 200.000, ecc.

Macchina da sala[modifica | modifica sorgente]

La macchina da sala giochi standard era verticale, con una sorta di "periscopio" da cui si osserva il gioco appoggiandovi la faccia, ma è comunque possibile agli spettatori osservare lo schermo dai lati. In seguito uscì una versione senza periscopio, probabilmente per ragioni di comodità e di igiene, e per attrarre maggiormente l'attenzione degli spettatori, potenziali giocatori. La macchina senza periscopio uscì anche in versione più piccola, con schermo inclinato verso l'alto.

I comandi sono due joystick, ognuno dei quali controlla uno dei due cingoli, il movimento perciò è il risultato della combinazione dei due (es. per ruotare su sé stessi si mandano i cingoli in direzioni opposte). Solo uno dei joystick includeva un pulsante per sparare.

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Durante gli anni 80 Battlezone è stato portato a diversi computer domestici, tra cui DOS, Apple II, Atari ST, Commodore 64, ZX Spectrum, Atari XEGS e Atari Lynx (quest'ultimo includeva un "gioco nascosto" con solidi non trasparenti). La versione per Atari 2600 utilizzava grafica raster per via delle limitazioni tecniche.

Red Baron è uno pseudo-seguito della stessa Atari, del 1980, che riciclava molto dell'hardware di Battlezone.

Un clone di Battlezone per il sistema operativo Domain/OS venne scritto nel 1986 e riscritto per X Window System nel 1990. Un altro clone per DOS chiamato bzone.exe circolava nelle BBS negli anni 80.

Un gioco molto simile chiamato Stellar 7 venne rilasciato per Commodore 64 e portato anche a Apple II, DOS e Amiga. Ebbe un seguito, Nova 9, per Amiga e DOS, della Sierra Online. Anche Spectre per Macintosh, del 1991, deve molto a Battlezone.

Le workstation SGI dei primi anni novanta avevano un gioco derivato, chiamato BZ [1], che aveva supporto per multigiocatore in rete e possibilità di lanciare missili guidati.

Su SourceForge è disponibile una versione open source, BZFlag (BattleZone capture Flag), con supporto di rete e vera grafica 3D.

T-Mek della Atari, del 1994, è un altro discendente di Battlezone, molto più complesso. La macchina da sala è fatta a cabina con sedile integrato per il giocatore.

Seguiti ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 la Activision ha pubblicato un rifacimento in 3D per Microsoft Windows, chiamato sempre Battlezone. La somiglianza però è minima, essendo un gioco ben più complicato, con elementi di strategia in tempo reale.

Battlezone II: Combat Commander è un altro seguito, pubblicato dalla Pandemic Studios nel 1999.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

  • Tank (1974): il gioco originale
  • Tank II (1974): versione di Tank con una nuova scheda madre programmabile che offre la possibilità di modificare vari aspetti del gioco
  • Tank III (1975): versione con 1 solo giocatore per volta
  • Tank 8 (1976): versione a colori per 8 giocatori basato sulla CPU Motorola 6800 carri armati visibili oppure invisibili, secondo le impostazioni del gioco
  • Ultra Tank (1978): versione simile al primo Tank con la differenza che il campo di battaglia può anche essere libero da ostacoli ed i
  • Battlezone (1980): versione con grafica vettoriale ed una prospettiva in prima persona con un'ambientazione 3D

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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