Battaglia di Vauchamps

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Battaglia di Vauchamps
Data 14 febbraio 1814
Luogo Vauchamps, Francia
Esito Vittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
18.000 30.000
Perdite
600 7.000
16 cannoni
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La battaglia di Vauchamps fu l'ultimo combattimento di quella che viene chiamata Campagna dei Sei Giorni. Esso ebbe luogo il 14 di febbraio del 1814 ed ebbe come risultato la vittoria dei 18.000 francesi sotto il comando di Napoleone, contro 30.000 prussiani.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

L'11 febbraio Napoleone aveva conseguito una brillante vittoria a Montmirail e si era preoccupato d'inseguire i russi di Fabian Osten-Sacken e Ludwig Yorck von Wartenburg verso Château-Thierry, ove avrebbe dovuto attenderli e sgominarli definitivamente il maresciallo Alexandre MacDonald, tagliando loro la ritirata verso la Marna. Purtroppo però MacDonald giunse in grave ritardo e riuscì a dare battaglia solo alle ultime retroguardie del corpo d'armata alleato in fuga, senza poter impedire che il grosso attraversasse il fiume distruggendo i ponti.[1]

Intanto il maresciallo Gebhard von Blücher si stava dirigendo rapidamente con le divisioni comandate dal prussiano Kleist e del russo Kapsevitch verso la retroguardia di Napoleone ed attaccò le divisioni di Marmont.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Marmont si ritirò in ordine ed il mattino del 14 febbraio tese una trappola al maresciallo prussiano, invitandolo praticamente all'attacco: Blücher abboccò, ma mentre le sue truppe attaccavano quelle di Marmont, la cavalleria di Grouchy piombò su di loro compiendo una strage con l'annientamento di un'intera divisione alleata. Compiuta l'impresa Groschy riuscì a circondare le truppe rimanenti ed il Blücher rischiò di essere preso prigioniero, tuttavia riuscì infine a sganciarsi ed a ritirarsi a Châlons. Alla fine della battaglia gli alleati avevano perduto 7.000 uomini e 16 cannoni, mentre i francesi contarono nelle loro file solo 600 perdite.[2]

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

La battaglia di Vauchamp segna convenzionalmente la fine della cosiddetta Campagna dei sei giorni, una campagna nella quale Napoleone pareva ritornato ai fasti guerrieri dei tempi migliori. Il brillante agire del condottiero francese, in situazione di grande debolezza di uomini e mezzi, galvanizzò i suoi seguaci, costituì una dura lezione per l'orgoglioso Blücher e rese ancor più titubante il comandante dell'altra grande Armata alleata, il principe austriaco Karl Philipp zu Schwarzenberg, comandante di quella di Boemia. Tuttavia la superiorità numerica del nemico, insieme alla sua determinazione di annientare Napoleone, avranno infine la meglio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, p. 1157
  2. ^ David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, pp. 1158-1159

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]