Battaglia di Ulma
| Battaglia di Ulma Parte della guerra della terza coalizione
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Schema della battaglia di Ulma, 1805.
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| Data | 16-19 ottobre 1805 | ||
| Luogo | Ulma, Baden-Württemberg, Germania | ||
| Esito | decisiva vittoria francese | ||
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La battaglia di Ulma, nel quadro delle guerre napoleoniche ed in particolare della guerra della terza coalizione, fu combattuta nell'ottobre 1805 nei pressi dell'omonima cittadina del Baden-Württemberg. Fu una straordinaria vittoria per Napoleone, conclusasi con la distruzione di un'intera armata austriaca.
Indice |
[modifica] Antefatti
Nel 1805 Inghilterra, Austria, Svezia e Russia formarono la terza coalizione per rovesciare l'Impero francese. Quando la Baviera si schierò con Napoleone, gli austriaci, forti di un esercito di 72.000 effettivi al comando del generale barone Karl Mack von Leiberich, la invasero come misura preventiva, mentre i russi stavano ancora attraversando la Polonia. Gli austriaci si trovarono così a contatto con i francesi molto prima che i rinforzi russi potessero raggiungere il fronte.[1]
[modifica] Accerchiamento
Napoleone poteva contare sui 177.000 uomini della Grande Armée a Boulogne, che era pronta per invadere l'Inghilterra: essa partì il 27 agosto e il 24 settembre fu in posizione, di fronte alle linee di Mack. Il fronte sorpassava Ulma da entrambi i lati, da Strasburgo a nord, alla bavarese Weißenburg a sud.
Il 7 ottobre Mack, rendendosi conto che Napoleone intendeva aggirare il suo lato destro per tagliarlo fuori da ogni comunicazione con i russi, in arrivo passando per Vienna, decise di cambiare fronte, ponendosi alla sinistra di Ulma, avendo Rain alla destra, ma i francesi proseguirono la manovra, attraversando il Danubio a Neuburg.
Nel tentativo di sganciarsi, Mack cercò di attraversare a sua volta il fiume a Günzburg, circa 20 km da Ulma. Tuttavia qui accadde che, il 9 ottobre, il generale d'Aspre venne investito da un attacco in massa del 6º corpo francese comandato da Michel Ney, travolto e fatto prigioniero, con 2.000 uomini. Ciò che costrinse Mack a ripiegare sotto le mura di Ulma.
[modifica] Agganciamento
Il 16 ottobre Napoleone aveva compiuto l'accerchiamento dell'armata austriaca attorno alla città e solo tre giorni dopo Mack si arrese con circa 30'000 uomini, 65 cannoni e 40 bandiere, 12.000 erano stati uccisi o feriti. I restanti 30.000 uomini tentarono lo sganciamento ma perdettero ogni coesione e si resero totalmente inutilizzabili come unità militari; molti disertarono, mentre solo alcuni reparti riuscirono a mantenersi operativi, come quello comandato dall'Arciduca Ferdinando, fuggito verso la Boemia alla testa di 2 000 cavalieri. L'Armée aveva subito circa 6.000 perdite tra morti e feriti.
[modifica] Resa
Alla resa, Mack porse la spada e si presentò a Napoleone come «lo sfortunato generale Mack». Buonaparte sorrise e rispose: «Restituisco allo sfortunato generale la Sua spada e la Sua libertà, assieme ai miei ossequi da portare al Suo Imperatore». Ma Francesco II non fu così generoso: Mack fu infatti deferito alla corte marziale e condannato a due anni di prigione.
[modifica] Note
- ^ Sembra che la causa della prematura avanzata austriaca sia stata la differenza di 10 giorni che intercorrevano tra il calendario russo e quello austriaco per cui gli austriaci diedero il via alle operazioni troppo presto.
[modifica] Voci correlate
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